La sessualità esibita
Pubblicato da Redazione a aprile 1, 2008 · Lascia un Commento
di Simona Tirocchi
La capacità dei media di rendere “trasparente” la vita quotidiana, di mettere in scena la vita delle persone, si riflette anche nel modo in cui le nuove tecnologie digitali danno visibilità ai comportamenti sessuali, specialmente a quelli dei giovani. Lo aveva fatto anche la tv con il reality show, ma stavolta c’è qualcosa di più.
Grazie alle possibilità offerte dal cosiddetto user generated content, la sessualità degli adolescenti non è più soltanto quella raccontata in modo più o meno edulcorato nei libri e nei film blockbuster, ma quella registrata da milioni di telefonini ed esibita sul web. Una sessualità quasi spudorata, usata per testimoniare la propria presenza e il proprio “esserci”, per gridare che il sesso non è più un tabù, ma addirittura qualcosa da consumare in fretta, mostrare, comunicare. Non è necessario che ci sia amore, l’importante è esibire il proprio corpo e sperare che lo spettacolo raggiunga un’audience il più possibile vasta.
Quanta importanza riveste l’educazione nella percezione della sessualità? Ne ha sempre avuta molta, soprattutto quando la “cinghia di trasmissione” era solida, garantita dalla presenza di figure genitoriali percepite come “autorevoli”. Oggi la socializzazione si sviluppa soprattutto attraverso canali orizzontali, come il gruppo dei pari, le nuove tecnologie comunicative, o meglio la combinazione di questi due “canali”, nella forma dei social networks e di tutte le altre occasioni di incontro “digitali”, a partire dall’sms. Le nuove tecnologie di relazione sociale consentono di rompere ed oltrepassare le barriere che un tempo separavano gli adolescenti dagli adulti. Il web, in particolare, diventa l’ambiente privilegiato per la messa in scena di quel “sesso globale” che, lungi dall’identificarsi soltanto con la pornografia, può esprimersi nell’esibizione convulsa di un corpo flusso, sempre più disponibile ad essere modificato chirurgicamente o più semplicemente sottoposto a tatuaggi e piercing.
Ma la sessualità dei giovani è anche quella patinata e virtuale, “venduta” sui siti web dalle cosiddette “webcam girls”, disponibili in rete attraverso specifici siti che trasformano l’esibizionismo dei loro corpi nella possibilità di arrotondare lo stipendio a fine mese, semplicemente attraverso la vendita di immagini in movimento, fruite rigorosamente in diretta da colui che decida di collegarsi dall’altra parte del filo.
Si tratta di una forma di ribellione o più semplicemente di uno sfrenato esibizionismo che affonda le sue radici nell’individualismo e nelle nuove solitudini della società contemporanea? O è l’ennesimo segnale di un malessere generazionale e di una caduta rovinosa dei valori fondanti dell’educazione?
Quel che è certo, è che il disvelamento della sessualità e la sua spettacolarizzazione rappresentano i segnali di una radicale trasformazione del rapporto tra giovani e sesso. La generazione del “tutto e subito”, altrove definita “generazione dell’attimo fuggente”, vive il sesso in maniera più spregiudicata, ne parla e vuole essere informato, ma soprattutto sembra non avere più paura di consumarlo e viverlo sotto gli occhi di tutti, anche di quelli dei “padri”.
Ancora un’occasione per mettere i media sotto accusa, o (se si sceglie un’altra strada) per riflettere su quanto il loro ruolo sia fondamentale nel fotografare – e al contempo accendere – i cambiamenti della società.
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Author: Redazione (935 Articles)