Memoria delle mie puttane tristi
Pubblicato da Redazione a aprile 1, 2008 · Lascia un Commento

di Gabriel Garcia Marquez
Il fascino di un nuovo erotismo
di Santina Buscemi
Quante sfumature ha la sessualità?
E la sessualità a novant’anni?
Quali misteri da svelare può ancora avere per un uomo che ha conosciuto il sesso fin da bambino, esplorandone ogni tipologia e gustandone ogni sapore?
Il finale del libro potrebbe apparir scontato, ma il maestro Gabriel Garcia Marquez ha il dono di trasmettere emozioni nel modo più inusuale.
E così, in un racconto scritto in prima persona, conosciamo un anziano giornalista, appassionato d’arte e di musica classica, che vive da solo in una villa ereditata dai suoi genitori, con una vecchia domestica che lo conosce e, sì, lo sopporta.
Il protagonista di “Memoria delle mie puttane tristi” è un uomo decisamente anticonformista, lo impariamo a conoscere dagli stralci dei suoi racconti e il lettore è spesso spinto a sorridere della sua bizzarria.
Oltre che dalle vicende e dai racconti relativi ai suoi novant’anni di vita, la sua indole è espressa mediante gli articoli che deve consegnare per il “Diario de la paz”, un giornale che settimanalmente gli pubblica uno scritto. Interessante l’éscamotage di Marquez di traslare le vicende del protagonista negli articoli ch’egli pubblica. Le riflessioni su quanto gli capita si trasformano in buffe riflessioni che entusiasmano i lettori.
Lettori in fibrillazione soprattutto per gli articoli romantici, che scaturiscono dal suo amore per quella giovane fanciulla, che comincia a occupare ogni suo pensiero e ogni suo gesto quotidiano.
Delgadina, questo il nome che l’anziano signore gli affibbia, deciso a non voler conoscere quello reale, è una ragazza poverissima, che Rosa Cabarcas, proprietaria di un bordello alla periferia della città, contatta per esaudire il desiderio dell’uomo.
Alla fanciulla, terrorizzata per il primo rapporto sessuale, Rosa Cabarcas dà della valeriana per rasserenarla.
Così, quando l’arzillo novantenne giunge al bordello, la trova addormentata. Quella che sembra un’occasione mancata, si trasforma nella possibilità, per lui, di conoscere nuove sensazioni, un nuovo tipo di erotismo.
Gli incontri si susseguono, in un perpetuarsi di doni e carezze, e fanno tenerezza i tentativi dell’uomo di scappare dalla passione sempre maggiore per la fanciulla.
Il corpo addormentato di una giovane donna, le sue forme ancora acerbe e soprattutto l’innocenza che traspira dal suo viso, lentamente catturano ogni pensiero ed ogni desiderio dell’uomo.
Affascinante è la descrizione delle sensazioni che prova l’uomo nello starle accanto, carezze e baci in ogni parte del suo corpo, mentre la giovane dorme.
Scopriamo, noi lettori, l’erotismo della mente, creata dal contatto leggiadro e superficiale, capace di accendere nell’anziano signore passione senza limiti, ma anche tenerezza. E amore.
L’incontro casuale con una vecchia amante, con la quale parla delle loro avventure erotiche passate, è l’occasione per una riflessione su quanto egli stia vivendo con la giovane.
“Non morire senza aver provato la meraviglia di scopare con amore”. Questo gli viene suggerito.
Ma Marquez non regala al lettore pagine che raccontino di ciò: al lettore resta l’immagine di due corpi opposti in tutto, nell’esperienza, nell’età, nell’aspetto, la grazia della fanciulla ed il corpo goffo del vecchio, uniti come in una bolla di sapone, dove il sesso resta incompiuto, immaginato, sfiorato, ma non per questo meno conturbante.
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Author: Redazione (935 Articles)