“The blues brothers”. Film musicale di successo diventato fenomeno di costume


di Arnaldo Pasquale Serreti

Il musical occupa sicuramente un posto di primo piano nel mondo della celluloide . Essoha offerto infatti, nel corso del tempo, alcuni capolavori di inestimabile valore.

Pensiamo, ad esempio, alla pellicola Cantando sotto la pioggia di Kelley e Donan del 1952. Un film che presenta in maniera splendida il momento cruciale che segna la fine del cinema muto e l’ inizio di quello sonoro. Singin’ in the rain, questo il suo titolo originale, viene spesso menzionato come miglior musical cinematografico di tutti i tempi ma sono tante le opere che, dopo di esso, hanno reso celebre tale genere.
Film come West Side Story di Wise, Mary Poppins di Stevenson, Grease di Kleiser o La piccola bottega degli orrori di Oz: sono solo alcuni esempi che servono a rammentarci l’ enorme contributo dato dalla commedia musicale al cinema contemporaneo.
Tra i registi che meglio hanno sfruttato le enormi potenzialità del genere musical troviamo il geniale John Landis. L’ anno è il 1980 e Landis propone una pellicola che non ottiene subito un particolare successo ma che è destinata a diventare ben presto, per l’ originalità dei suoi contenuti, un vero e proprio cult- movie e che arriverà addirittura ad essere definito un fenomeno di costume a tutti gli effetti.
Stiamo parlando, ovviamente, del famosissimo film intitolato The Blues Brothers.
I protagonisti del film sono due pionieri del mitico spettacolo trasmesso dalla emittente statunitense Nbc e che si intitola Saturday Night Live. Si tratta di John Belushi e Dan Aykroyd.
Landis prende spunto, per le realizzazione del film, proprio dalle irresistibili esibizioni dei due al Saturday Night Live. La coppia di comici infatti riscuote sempre un enorme successo quando la loro band musicale, che si chiama appunto The Blues Brothers, conclude i loro sketch accompagnandoli con alcuni brani musicali.
Landis provvede, assieme ai due attori, alla stesura della sceneggiatura che trasformerà la band dei due comici in un vero fenomeno di massa.
La storia è di quelle strappalacrime: due orfani, Jake ed Elwood, devono racimolare in breve tempo i quattrini necessari alla suora che gli ha fatto da madre. Se non lo fanno, l’ istituto dove sono cresciuti chiuderà per sempre.
Lo stile del film però rende la rappresentazione di questa vicenda tutt’ altro che noiosa e il carisma dei due protagonisti, in primo luogo uno straordinario Belushi, si rivela un ingrediente fondamentale dell’ interesse che ancora oggi accompagna The Blues Brothers.
Lo spettatore, attraverso inseguimenti rocamboleschi in auto e situazioni paradossali che si trasformano in improvvise e travolgenti performance musicali, accompagna la strampalata coppia di musicisti nella ricerca dei 5000 dollari necessari all’ istituto religioso.
Questa urgenza, sempre più incalzante nel corso del film, rende Jake ed Elwood talmente sicuri della giusta causa per cui si battono da convincerli che essi sono in missione per conto di Dio e proprio per questo non possono essere fermati da ostacolo alcuno.
Ad aggiungere un ulteriore pregio a questa pellicola firmata da John Landis vi è inoltre un cast stellare di veri musicisti: mostri sacri del mondo della musica come James Brown, Aretha Franklin, Cab Calloway e Ray Charles.
Essi interpretano nel film dei ruoli secondari rispetto a Belushi e Aykroyd (James Brown ad esempio è il prete che converte Jake con le parole di un sermone, Cab Calloway un ospite dello stesso istituto dove sono cresciuti i due orfani e che ha insegnato ai due tutti i trucchi della musica blues) ma è grazie alle loro interpretazioni che le scene musicali del film esplodono con forza.
La colonna sonora di The Blues Brothers infatti è diventata, negli anni successivi alla distribuzione del film, una icona del genere blues e non solo tra gli appassionati di questo genere musicale.
Basti pensare a brani come Everybody need somebody to love, Sweet home Chicago o Shake your tailfeather diventati celebri grazie al film e che probabilmente godono di fama mondiale proprio perché associate ad alcune sequenze indimenticabili dell’ opera di Landis.
A decretare il netto successo dell’ opera infine, anche a quasi trent’ anni dalla sua prima uscita, contribuisce sicuramente la presenza dello scomparso John Belushi.
L’ attore, morto due anni dopo la realizzazione di Blues Brothers, viene oggi considerato come uno dei capostipiti di una comicità demenziale che proprio ai giorni nostri sembra godere di grande successo.
I personaggi da lui interpretati, uno per tutti il Bluto di Animal House sempre di Landis del 1978, si dimostrano incredibilmente attuali al giorno d’ oggi, forse ancor più di quanto lo fossero tanti anni fa.
Possiamo dire che The Blues Brothers, in conclusione, rappresenta sicuramente una delle espressioni più riuscite nel genere cinematografico musicale. Un genere che nessuno può fermare perché, forse è vero, è destinato al successo dal momento che è in missione per conto di Dio.

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