Blues, Jazz, Rock, Pop: il novecento americano
Dai campi di cotone a Madonna
di Angelo Giuliani
<<La musica è l’arte della generazione e della combinazione di suoni che, secondo determinate leggi fisiche e convenzioni formali, esprimono e suscitano uno stimolo fisico ed emotivo attraverso l’apparato uditivo.
La generazione dei suoni avviene, di norma, mediante la voce umana (canto) o mediante mezzi artificiali (strumenti) che, sfruttando i fenomeni dell’acustica, provocano la percezione uditiva e l’esperienza emotiva voluta dall’artista. Il significato del termine musica non è comunque univoco ed è molto dibattuto tra gli studiosi per via delle diverse accezioni utilizzate nei vari periodi storici. Etimologicamente deriva da Muse (figure della mitologia greca e romana) e viene accostato al termine sottinteso tecnica, che a sua volta deriva dal greco techne. In origine il termine musica non indicava una particolare arte, bensì tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di “perfetto” e “bello”.>> [fonte: wikipedia]
Durante tutto l’arco del novecento l’America segnò la nascita di alcuni generi musicali che avrebbero cambiato la concezione della musica nel mondo intero. A partire dagli inizi del secolo scorso, infatti, nelle strade di New Orleans ci fu un’intensa attività musicale volta ad alleviare le “sofferenze” degli schiavi dei campi di cotone: nasceva così il blues primitivo (perché suonato nelle campagne) come genere musicale che in seguito si sarebbe trasformato in Ragtime. Il Jazz più famoso, perché dotato di profondi “inserti” della musica dei bianchi e di una forte carica d’improvvisazione da parte degli artisti. Inoltre il mix di generi da cui proveniva deliziava non poco l’orecchio degli ascoltatori, godendo negli anni ’30 di un successo non indifferente.
L’America del novecento, multiculturale e multietnica, dopo aver visto la rapida diffusione del jazz e la nascita dei cori Gospel, divenne terreno fertile per il proliferare dei gruppi vocali. I primi, a partire dagli anni ‘30, sono gli “storici” Ink Spots, i Mills Brothers, le Boswell Sisters e poi le Andrew Sisters, che annoverano nel loro repertorio canzoni blues, jazz e duettano con Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald, inventori e primi grandi interpreti dello scat (l’assolo cantato senza parole). Gruppi come il Golden Gate Quartet, grande quartetto creatore del genere spiritual come è conosciuto oggi , hanno tra i primi registrato molti brani completamente “a cappella”, in cui le voci imitano il suono dei fiati di un’orchestra jazz.
Il sogno americano è ormai un sogno musicale bellissimo e pieno di vitalità, le sofferenze dei primi africani di qualche ventennio prima vengono affievolite con il passare della storia e dalla musica. La loro anima diventa un tutt’uno con le trombe e i clarinetti per le strade, non c’è che dire, la musica sta cambiando, la società sta cambiando, il mondo sta cambiando.
Anni ’40 e ’60, il progresso economico si fa sempre più sottile, tutti o quasi possono permettersi uno strumento musicale. Cambiano gli stili di vita e la società, cambia anche la musica, non più musica “colta” (detta così perché presupponeva la conoscenza della musica classica), ma musica più semplice e melodicamente più attraente. L’invenzione della chitarra elettrica nel 1930 segna la svolta per la ritmica, in quanto più strumenti come batteria, chitarre, ed altre percussioni possono “coabitare” nella stessa musica senza intoppi e con melodie diverse da quelle Jazz o Blues di qualche anno prima, anche se i nuovi cantori improntano spesso
le loro creazioni sui passati stili musicali.
Si crearono così nuovi generi di musica popolare, come il Rock, il Metal, il Fusion, il POP, il Reggae, i cantanti diventano inoltre personaggi di massa, come lo fu il divo popolare del Rock’n’Roll Elvis Presley, o Frank Sinatra. Gli anni ’50 segnano l’inizio così di una nuova epoca musicale basata sul consenso popolare e non più di nicchia, e il POP si richiama quasi totalmente all’incipit sopra descritto.
Il POP come espressione popolare, nelle diverse arti come quelle figurative ,che insieme a quelle musicali segnano un epoca ricca di mutamenti e suggestioni. Gli anni della contestazione giovanile americana e internazionale seguono il filone musicale come linea guida di espressione.
Gli anni ’70 e ’80 segnano invece il vero e proprio prologo dell’epopea musicale americana, con l’utilizzo dei sintetizzatori nasce il genere elettronico della melodia che insieme agli eccessi degl’interpreti e del mutamento sociale in corso diventano sempre più comportamenti imitati dalla gente
L’America come inizio di tutto, il sogno americano diventato realtà ha avuto un altro successo negli anni ’90 con la musica per l’impegno politico, una delle fautrici fu Madonna, che all’inizio destò scalpore ma che poi divenne sempre più diretta verso la classe politica egemone, ed un esempio su tutti è “American life” sulla guerra in Iraq.

Author: Redazione (935 Articles)