Leona Lewis. Un talento da Talent Show
di Marco Meloni
Leona Lewis è la numero uno. In Inghilterra, negli Stati Uniti, in tutta Europa. Non accadeva da anni che una cantante inglese ottenesse tanto successo di pubblico e raggiungesse un po’ ovunque il primo posto in classifica.
Più forte di Amy Winehouse, di Adele, di Katie Melua. Una generazione di cantanti impegnate e serie, che non sono riuscite a vincere contro la semplicità del pop di largo consumo della Lewis.Una ragazza bella e di talento, con una voce nera potente e sensuale, che piace a tutti, indistintamente e che ha sulle rivali un vantaggio in più, l’essere protagonista televisiva oltre che dell’industria musicale.
Lei è, infatti, la vincitrice dell’XFactor inglese del 2007, il talent show che promette il successo a persone comuni. La Lewis era una perfetta sconosciuta, con un lavoro modesto e poche ambizioni di gloria. Oggi, come già successo a Carrie Underwood, Kelly Clarkson e Chris Daughtry, è una star planetaria, che vende milioni di dischi e conquista premi e riconoscimenti.
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I talent show ottengono così un’altra significativa vittoria nel mondo della musica. In America le classifiche sono ormai terreno di conquista della televisione e dei suoi programmi, dalla teenager Annah Montana al giovane David Archuleta, star di American Idol. L’Inghilterra insegue da vicino, con i clamorosi successi di Will Youg e Leona Lewis.
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Nei paesi anglosassoni in generale sono ormai pochi gli artisti che seguono ancora la via tradizionale per il successo, fatta di lunga gavetta e demo da far girare per anni fra i produttori. Tila Tequila, per esempio, ha inciso il suo primo cd pochi mesi dopo il successo planetario star del suo sito di Myspace e del programma A shot of love su Mtv.
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E in Italia? Le cose vanno a rilento, ma iniziano a muoversi nella stessa direzione. Pochi successi non duraturi (Lollipop), e moltissimi flop di vallette, concorrenti di reality, conduttori e sportivi. Hanno inciso un disco, senza lasciare tracce significative, Ana Laura Ribas, Ela Weber, Loredana Lecciso, Michelle Hunziker. Ci ha provato Salvo, il pizzaiolo del Grande Fratello 1, ma pure lui non è riuscito a diventare un grande interprete della canzone italiana. Anche i ragazzi di Amici, sebbene abbiano le doti per ottenere successo, non ottengono mai un vero riconoscimento fuori da programmi o spettacoli teatrali fatti su misura per loro, ed in continuità con la trasmissione televisiva.
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Manca forse qualcosa? O, forse, è proprio perché la tradizione canora italiana è così forte che non si lascia conquistare dai fenomeni televisivi e dagli artisti improvvisati? In Inghilterra, le Spice Girls sono state create a tavolino come e quanto Leona Lewis; negli U.S.A. le boyband nascono da anni secondo un meccanismo studiato nei minimi particolari dal reparto marketing e pubblicità delle case discografiche. Dove la cultura musicale già accetta prodotti artificiali, è chiaro che la televisione ed il talent non generano la stessa negatività che in Italia, dove la vera musica, quella da acquistare, si mantiene ben distante da ciò che si vede o si tifa negli spettacoli televisivi.
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Leona Lewis è prima anche in Italia. Ma, forse, se fosse stata una ragazza nostrana non avrebbe mai avuto la possibilità di ottenere il successo che oggi ha nel mondo. E forse farebbe i trenini a Buona Domenica….

Author: Redazione (935 Articles)