Non ci resta che sorridere e cantare in Anno Zero e Crozza Italia


di Patrizia Tonin

Da una parte, un programma
televisivo in stile talk show , dall’altra uno comico satirico. Anno Zero,
su Rai Due, con un presentatore giornalista assai pacato nei modi (Michele
Santoro); Crozza Italia, su La 7, con un mattatore – attore- imitatore
eccellente (Maurizio Crozza).

Entrambi i programmi parlano dell’Italia con i
suoi problemi, le sue contraddizioni, soprattutto politiche, le illusioni e le
difficoltà a ri-emergere in un contesto competitivo e veloce, quale è
l’Europa. Mentre nel primo si discute e ci si scontra, nel secondo si canta e
si imita. Il pubblico al quale si rivolgono entrambi
è eterogeneo: gli adulti e le famiglie, ma la maggioranza è rappresentata
dai giovani. Quei giovani che si affacciano per la prima volta da soli nel
mondo del lavoro, ma non solo. Perché
sono proprio loro a volere delle risposte e delle certezze, che trovano nelle
riflessioni politiche di Marco Travaglio, ospite fisso e discusso di Anno
Zero, e nelle imitazioni fatte da Crozza dei nostri fissi -
irremovibili – e discussi nonché strapagati politici.

Anno Zero nasce nel 2006
come nuovo programma televisivo di approfondimento incentrato sul tema politico
del “dopo elezioni”. La conduzione è da sempre affidata a Michele
Santoro, dopo quasi 4 anni di allontanamento forzato dalla televisione
italiana – nel 2002, il suo programma Suscià fu eliminato da Silvio
Berlusconi con il cosiddetto editto bulgaro.

La struttura, negli anni è
rimasta invariata – siamo alla terza edizione – : tre o quattro ospiti, giornalisti, politici o
opinionisti, con la presenza fissa di Marco Travaglio e Beatrice Borromeo,
discutono – spesso animosamente – un argomento di attualità, scelto dallo storico
collaboratore Sandro Ruotolo. Il tono polemico adottato, dagli ospiti e dallo
stesso conduttore, è la particolarità della trasmissione, spesso accusata di
essere strumento per il raggiungimento degli obiettivi politici della sinistra.
Ogni puntata si conclude con le satiriche vignette di Vauro, che riassume e
riflette così la settimana degli italiani. Ai quali non resta che
sorridere.

Stesso anno di nascita per
Crozza Italia – dal 2008 anche Live – con un titolo che richiama
ironicamente Forza Italia. Il programma è nato come one show man –
Crozza, che è anche uno degli autori. Partecipano come presenze fisse la moglie Carla Signoris, Elio e Rocco Tanica di Elio e le Storie
Tese, Ambra Angiolini dall’ultima
edizione
e altri ospiti in veste di guest star. Durante le prime puntate,
c’era un editoriale tenuto da un esperto, come Curzio Maltese o Marco Travaglio
(tuttora uno degli ospiti fissi), oggi l’editoriale è scomparso per dare molto
più spazio alle innumerevoli imitazioni, agli sketch e ai duetti. Il programma
potrebbe risultare ripetitivo, non è la prima volta, infatti, che qualcuno
imita i grandi della società o riprende storici programmi televisivi. Ma
è innanzitutto la bravura di Maurizio Crozza a inchiodarci davanti alla
televisione – formidabile quando diventa Marzullo che senza pudori intervista
politici e non, oppure quando di tutta risposta alle critiche del mondo
cattolico per aver imitato il Papa, ha interpretato un esponente del mondo
musulmano, il presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejad. Il momento di massima espressione artistica non solo del
conduttore, ma di tutti gli ospiti è la
chiusura del programma quando con ironici canti e ritornelli si riassume
e riflette la settimana degli italiani. Ai quali non resta che cantare,
sorridendo.

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