Mara Carfagna

Miss Pari Opportunità

di Alice Sivo

La politica l’ha salvata dal
mondo della televisione. La neo ministra per le Pari Opportunità del quarto
governo Berlusconi ripudia il suo passato da conduttrice e svestita protagonista
di calendari ed è grata a Sandro Bondi, allora coordinatore di Forza Italia e
oggi Ministro dei Beni Culturali, per averle offerto il ruolo di Coordinatrice
Regionale di Azzurro Donna Campania nel 2005.

Da allora, folgorata sulla via di Damasco, la sua ascesa politica è
stata rapida e inarrestabile così come il suo allontanamento dalle scene
televisive: deputata dal 2006 nelle file di Forza Italia, rieletta nel 2008 con
il Popolo delle Libertà, ora Ministro della Repubblica Italiana.

La carriera nel mondo dello
spettacolo della bella Mara, salernitana classe 1975, inizia nel 1997 con la
partecipazione a Miss Italia e la conquista di un dignitoso sesto posto. Dal
2000 al 2006 accompagna Davide Mengacci nelle sue scampagnate in giro per
l’Italia conducendo La domenica del
villaggio
su Rete4. Nel 2006 è al fianco di Giancarlo Magalli in Piazza Grande su Rai Due. Nel corso di
questo periodo partecipa a numerose altre trasmissioni televisive ma ciò non le
impedisce di laurearsi in Giurisprudenza nel 2001 e di avvicinarsi alla
politica. Il primo incontro col Cavaliere risale a molti anni fa, quando Mara
accompagnò il padre, militante di Forza Italia, a Palazzo Grazioli e da allora
ne ha fatta di strada, anche nelle simpatie di Silvio Berlusconi, che nel 2007,
durante la serata dei Telegatti, ha innescato addirittura un piccolo episodio
di “crisi coniugale”. Riferendosi alla Carfagna affermò: “se non fossi già
sposato, la sposerei subito”. Pronta la reazione di Veronica Lario, che si
affidò alle pagine di Repubblica per pretendere le scuse ufficiali del marito.

Nell’ambito della trasmissione Avere ventanni di Mtv – poi confluita
nell’interessante documentario Politica
Zero
di Coppola, Giommi e Piccinini – intervistata da Massimo Coppola nel
corso della campagna elettorale delle elezioni politiche 2006, composta e
castigata nel suo tailleur con pantaloni, la Carfagna dava l’impressione di
aver imparato a memoria la lezioncina sui punti cardine del programma,
mostrando d’altro canto evidenti lacune politiche e culturali. Lacune che avrà
sicuramente colmato nel frattempo, per adempiere al compito importante che le è
stato affidato da Silvio Berlusconi.

Sulle pagine dei giornali di
tutto il mondo così come sul web appare ancora prevalentemente senza veli,
avvinghiata a prestanti pescatori e impigliata nelle loro reti in pose
sensuali. Il quotidiano tedesco Bild l’ha definita “la ministra più bella del
mondo”, con allusioni ironiche al clima “bollente” della politica italiana.
Mara cerca di non rispondere alle provocazioni dei maligni e va dritta per la
sua strada, con garbo e sobrietà. Si è buttata anima e corpo nel suo nuovo
incarico istituzionale. Da Ministro per le Pari Opportunità ha già rilasciato
una serie di dichiarazioni che fanno discutere. Ha deciso di negare il
patrocinio del suo ministero al “Gay Pride” perché secondo lei gli omosessuali
non hanno più problemi di discriminazione. Già a febbraio, durante il seminario
“Donna, vita e famiglia”, aveva definito le coppie omosessuali
“costituzionalmente sterili” asserendo che “per volersi bene il requisito
fondamentale è poter procreare”. Tali affermazioni sono state criticate
dall’opposizione ma anche da colleghi del suo schieramento e hanno suscitato lo
sdegno sia delle coppie sterili eterosessuali che della comunità gay. Nella sua
lettera aperta a Repubblica del 14 maggio 2008 scrive, tra le altre cose, che la legge
194 è una “ferita, che oggettivamente ha fatto
perdere all’Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico
del Paese
”, attribuendo all’aborto regolato dalla legge la colpa del
calo demografico dell’Italia.

Ma siamo ancora agli inizi. Diamo
modo alla giovane Miss Pari Opportunità di guadagnare credibilità, diamole il
tempo di dimostrare quanto vale coi fatti, diamole la possibilità – anzi
l’opportunità – di passare dalla telecamera alla Camera, dai calendari osé ai
calendari ministeriali, da Miss a Ministro.

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