Burlesque


Tburlesque.jpganga,
ventagli, piume di struzzo e…sorrisi

di Giovanni Di Felice

E’ inutile che storciate il naso. No, non siete
di fronte all’ennesima forma di porno-esibizione o di volgare spogliarello. Dal
sito delle Sickgirl: le Spaghetti Pin Up,
gruppo di artiste italiane attivo dal 2004, leggiamo che il loro spettacolo
consiste in “una specie di Cabaret erotico, che non ha nulla a che fare con la
volgarità e la pornografia spiccia (se pensate che lo striptease proprio dei
Nightclub possa avere qualcosa in comune con le performance Burlesque vi
sbagliate di grosso, questa è arte e cultura teatrale).”

Col termine
burlesque si intende un tipo di spettacolo parodistico nato nella seconda metà dell’Ottocento nell’ Inghilterra vittoriana ed importato successivamente negli Stati Uniti, dove ebbe grande fortuna fra
le classi più umili (non a caso veniva chiamato anche “the poor man’s foliés”, le
“foliés” dei poveri). Si
trattava di un genere estremamente composito, che comprendeva numeri di ballo,
canto, illusionismo, gag comiche e striptease. Quest’ultimo, dunque, non
rappresentava l’unica finalità del burlesque, anzi, le cifre fondamentali del
genere erano la comicità e l’ironia.

Col tempo gli spettacoli hanno accentuato il
loro carattere spogliarellistico, senza però mai perdere di vista l’intento
ludico e… “burlesco”, appunto.

Nel XIX secolo il burlesque parodiava il mondo e
le occupazioni dell’aristocrazia per divertire i ceti meno abbienti. Per
mantenere vivo l’interesse del pubblico, gli impresari si risolsero ben presto
a far salire sul palco donne poco vestite. Ma nulla a che vedere col concetto
odierno di nudità! Tra gli spettacoli più celebri: The Black Crook, da ricordare per una delle prime esibizioni di
ballerine in provocanti calzamaglie; ma soprattutto Ixion, messo in scena dalla compagnia inglese British Blondes di
Lydia Thompson (una donna!). A partire dalla “Grande Mela”, il genere iniziò
così a diffondersi per tutti gli Stati Uniti.

In un secondo momento il burlesque si arricchì
anche del contributo della danza del ventre, grazie alla Chicago World’s
Columbian Exposition del 1893, che vide esibirsi Little Egypt, una procace
ballerina armena che accese le fantasie del pubblico con i suoi sensualissimi
passi. Sembra che il primo streptease vero e proprio sia stato puramente
casuale. I cultori del burlesque sostengono che nel 1917, durante uno
spettacolo dei fratelli Minsky, la performer Mae Dix perse inavvertitamente
buona parte del suo abito: dato il caloroso consenso manifestato dal pubblico,
da allora quello che era nato come un incidente tecnico divenne parte
integrante dello show.

Il burlesque raggiunse un livello di popolarità
tale da scatenare la reazione dei giornalisti benpensanti: iniziò negli anni
’20 una violenta campagna denigratoria del genere, considerato lascivo e
scabroso, da parte delle testate americane. E se in un primo momento ciò non
fece che accrescerne il successo, l’intervento delle autorità determinò in
molti casi la chiusura di diversi burlesque club. Gli spettacoli proseguirono
in varie forme fino agli anni Sessanta, quando la rivoluzione dei costumi
sessuali determinò la supremazia dei più sfacciati film a luci rosse sulle
esibizioni comico-erotiche.

A partire dagli anni ’90, però, si è assistito
ad una progressiva riscoperta della cultura burlesque ed in tutti i più
apprezzati club internazionali sono tornati alla ribalta ironici cabaret
vintage: è il neo-burlesque. Tra le interpreti più famose la bellissima Dita
Von Teese (pseudonimo di Heather Renée Sweet), ex-moglie del cantante Marilyn
Manson.

Molte star musicali contemporanei si sono
ispirati alla cultura del burlesque per le loro performance: dallo stesso
Manson a Madonna, Gwen Stefani e Christina Aguilera.

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