Dalla tavola, alla tela, alla piazza
Dal futurismo gastronomico allo GNAM festival 2008di Silvia Costa
Dal manifesto della cucina futurista alla gastronomia nell’arte moderna, dalla nouvelle couisine francese a Parma, dove la cucina si fa arte contemporanea allo GNAM festival – gastronomia nell’arte moderna. Tema della seconda edizione, conclusasi a giugno nella città emiliana e inclusa in un circuito internazionale che coinvolge Amsterdam e Cahors, è l’analisi della rappresentazione del cibo e degli alimenti nella società contemporanea.
Linguaggio artistico legittimato a partire dalle sovversioni futuriste di Marinetti e Fillìa degli anni ’30, il cibo si appropria di uno statuto estetico visivo con la nouvelle cousine degli anni ’70, per essere poi, nel 1985, riconosciuto da Mary Douglas come vera arte applicata capace di adempiere insieme a esigenze funzionali ed estetiche.
Un’evoluzione storico-artistica che ha reso possibile parlare di un festival interamente dedicato all’arte gastronomica, una riflessione sulla modernità ispirata dagli usi, pratiche ed estetiche del cibo. Il food esce quindi non solo dalle tavole, ma anche dalle tele e si adatta alle installazioni urbane, case, piazze, negozi, esplicitandosi arte pubblica per eccellenza.
Molte le mostre fotografiche proposte da GNAM festival. “La dolce vita”, momenti culinari delle celebrità del cinema degli anni Sessanta, fotografati da Marcello Geppetti; “Alterazioni Alimentari”, un progetto fotografico-fumettistico di Francesco Barberini e James Kalinda sulle allergie e contaminazioni alimentari. Arturo delle Donne presenterà invece una serie di ritratti fotografici dei cuochi illustri parmensi. Con “Recycle please” Mario de Biasi, in collaborazione con Ferrarelle, sperimenta superfici, riflessi e materiali dell’acqua minerale con l’intento di stimolare nel pubblico un creativo processo di riciclo.
“Il mondo è surreale. Ma la maggior parte delle volte non ce ne rendiamo conto e mangiamo cibo senza capire quanto esso sia interessante.” Con queste parole Martin Parr, fotografo della Magnum Photos, ha introdotto “Food”, una raccolta di alcuni dei suoi più famosi scatti tra superfici inaspettate della città. E poi Carl Warner con i suoi paesaggi alimentari “Foodscapes”, Peter Menzel e Faith D’Aluisio con una esamine fotografica del consumo settimanale di cibo in 24 paesi del mondo.
Ai momenti fotografici si sono alternati anche quelli cinematografici e un workshop di “Sweet Graffiti”; un momento dedicato ai più piccoli in cui l’artista Shane Waltener ha insegnata la tecnica del graffito commestibile.
Il cibo come materia significante quindi, come risorsa valoriale per le arti classiche e insieme realtà artistica autonoma. Un discorso sul cibo e del cibo, una contaminazione artistico-culinaria che, con l’evento parmense, ha contribuito alla nascita di un nuovo ramo dell’arte moderna.

Author: Redazione (935 Articles)