Design Made in Italy


margen_design_langostas_2-thumb.jpgForme e colori della
natura per una nuova eleganza e funzionalità

di Angelo Giuliani

Italiani popolo di inventori,
navigatori e poeti, ma anche di designer innovativi e che godono di una certa
popolarità anche all’estero. La parola d’ordine “abbasso il solito stile”
assume carattere imperativo specialmente se si tratta di novità da immettere
sul mercato.

Ma quali idee? Da dove
attingere? Da dove se non dalla natura, unica dispensatrice già di per sé di
idee originali e funzionali… le idee non si sono fatte attendere ed il mercato
ha apprezzato. La creatività che ha caratterizzato
l’attività dei designer italiani nel corso del Novecento riguarda soprattutto
la scelta di far convivere quanto più possibile estetica e tecnica in un
abbraccio sontuoso e funzionale, nonché modificare il modo di vivere producendo
oggetti avveniristici, ma inconfondibili e di classe.

Peculiarità e particolarità è l’accento posto sulla
contiguità tra le varie discipline artistiche che hanno agevolato lo sviluppo
del design europeo. In quest’ottica cambia il rapporto con gli oggetti della
vita quotidiana evidenziando come l’estro e la fantasia non siano appannaggio
esclusivo delle arti tradizionali come la pittura o la scultura ma anche di
discipline più recenti come il design, dandole così un’anima e soprattutto un‘altissima
fruibilità nella vita di tutti i giorni.

Lo sguardo su questo nuovo modo di creare, è da porre sul
dibattito culturale e sulle correnti artistiche che hanno influenzato le prime
realizzazioni di design nel Bel Paese, è da qui che bisogna partire per capire
come e quali cose siano cambiate, soprattutto nell’atteggiamento dei nuovi
designer per la novità. Dalla ricerca futurista a quella metafisica, dal
razionalismo in architettura al “radical design”, dal Novecento italiano
all’Arte Povera alla Transavanguardia, “tutto fa brodo” per attingere idee
nuove e sorprendenti.

Volgendo all’indietro lo sguardo, vediamo come il
passato si interseca con il futuro, memorabili sono alcuni oggetti di design
originale che sono sopravvissuti indenni per circa vent’anni e che hanno ancora
da raccontare e su cui studiare. In particolare al nome di Giorgetto Giugiaro sono legate alcune delle
automobili più belle, dal design intramontabile che sono nel tempo divenute i
modelli su cui costruire le automobili di domani. Ital Design, fondata nel 1968
con Aldo Mantovani, diede viti a
miti come la “Alfasud”, la “Golf”, la “Uno”.

Con il design della “Cisitalia Berlinetta 202” del
1947 Pininfarina apre alle
automobili le porte dei musei d’arte (la vettura è, infatti, esposta al Museo
d’Arte Moderna di New York): si tratta, infatti, della prima volta che
un’automobile viene esposta accanto a quadri e sculture. Il design della
“Cisitalia” impone un modello di carrozzeria che influenzerà negli anni
seguenti l’industria mondiale dell’automobile, come la 360 Modena 1999 della
Ferrari.

Ma
cosa cambia effettivamente tra ieri e oggi? Quali le effettive novità del
design italiano, uno dei design più amati al mondo? La risposta la risposta
viene data da un designer giapponese che lavora per industrie italiane, oriente
ed occidente in una fusione a largo raggio. Shinobu parla di una Tensione
formale verso forme “naturali” da un lato e uso di materiali e tecnologie d’avanguardia
dall’altro, ma come si coniugano questi due aspetti progettuali?

“Di fronte a una tendenza
generalizzata verso l’introduzione di sempre più tecnologia nel quotidiano si
sente in modo molto marcato la forte necessita di recuperare una valenza di umanità,
di naturalità anche negli oggetti. Non si può perdere la profondità del
rapporto con la natura, questa deve sempre comparire in un progetto. Doversi
confrontare con l’artificialità e con la tecnologia è il destino del design ma
crediamo che ogni piccola scoperta progettuale trovi una corrispondenza nel
ritmo naturale delle cose. Sia dal punto di vista dell’utente sia come
designer, spesso siamo stati chiamati come consulenti nella progettazione di
oggetti tecnologici, è necessario superare l’artificialità introducendo un
“tocco naturale” per esempio nella forma, come nel caso della panca realizzata
in corian, materiale sintetico, alla quale abbiamo impresso una forma naturale,
come fosse pietra, marmo”.

Il Salone del Mobile, vetrina
impareggiabile per questo tipo di progetti, imprime quali sono le nuove strade da
percorrere che si aprono al design. Ma per varie vicissitudini c’è mancanza di
vere novità. Un formalismo sotto mentite spoglie traccia un segno indelebile
nei progetti moderni che hanno come unico sfogo l’estro artistico a volte anche
discapito della funzionalità… in generale è un periodo storico di grande
confusione. Il trend potrebbe cambiare in modo propositivo andando verso una
maggior libertà di espressione, l’uso di materiali accoppiati, più colore, ma
anche attenzione all’ecologia, più orientamenti che convivono uno accanto
all’altro, un ritorno più marcato alla natura che non c’è più o che è ormai
miraggio di luoghi lontani.

L’ecologia nelle costruzioni come ancora di
salvataggio per le cattiverie subite dalla Terra da parte dell’uomo, chissà se
oltre ad essere una nuova moda sia anche un input a dover rispettare l’ambiente
che ci circonda.

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