Incidenti Aerei, Catastrofe d’appeal In Tv
La delicata catena mediatica di una minaccia da sgonfiare
di Alessio Di Lella
Una settimana di terrore per i passeggeri dei voli di linea, quella tra il 20 ed il 27 agosto, nella quale due disastri aerei ed altri incidenti di servizio hanno fatto strage di civili.
La catena di episodi ha avuto inizio con la tragedia del 20 agosto a Madrid, ore 14’45 locali: l’aereo McDonnell Douglas MD-82, volo 5022 della Spanair, si schianta subito dopo il decollo. Il primo incidente mortale per la compagnia Spanair ha fatto registrare 154 morti. E’ il terzo incidente aereo più grave in Europa dopo quelli di Lockerbie, 1988, e Tenerife, 1977. Quattro giorni dopo a Kirghizistan, Bishek, un aereo si schianta poco dopo il decollo e prende fuoco. 68 vittime, dinamica simile all’incidente di Madrid. Passano due giorni e la paura fa capolinea in Germania: un aereo di Air Dolomiti, con 59 persone a bordo, prende fuoco sulla pista di rullaggio dell’aeroporto di Monaco di Baviera. Passeggeri in salvo. In realtà, l’incidente di Monaco era avvenuto il sabato precedente, ma se ne ha avuto notizia soltanto martedì 26, per mano del quotidiano “Bild”, che pubblica anche le foto di quanto accaduto all’aeroporto di Franz-Josef Strauss. Mercoledì 27 l’attenzione si sposta in Canada: un Boeing 747 proveniente da Parigi esce fuori strada nell’atterraggio a Montreal. Non ci sono feriti. Le immagini della tv locale Global Television mostrano l’aereo fuori pista circondato da mezzi di soccorso. Fanno il giro del mondo. Questa serie di sfortunati eventi accompagnano gli incidenti avvenuti in Congo, il 15 aprile scorso, dove un aereo con 40 passeggeri si schianta poco dopo il decollo su un sobborgo residenziale, provocando una strage, e in Sudan, lo scorso 10 giugno, dove un aereo prende fuoco in fase di atterraggio. 32 le vittime.
L’Ufficio registri incidenti aereonautici di Ginevra rileva circa 25 incidenti aerei annui nel mondo, per una media di un migliaio di vittime. La cifra diventa irrisoria se confrontata, ad esempio, con quella degli incidenti automobilistici, che nella sola Europa fanno registrare 120′000 morti all’anno e 2,5 milioni di feriti. In Italia ci sono ogni anno circa 250′000 incidenti stradali, che comportano 5′000 / 6′000 vittime (da sottolineare come, dall’inserimento della patente a punti, si rileva una lenta ma costante diminuzione degli incidenti stradali nel nostro Paese).
L’incidente aereo ha una “portata mediatica” più spettacolare rispetto agli altri. Ovvio che i mass media non possono comunicare, specie in televisione, le 6′000 vittime di incidenti stradali che annualmente contiamo in Italia. La popolazione cadrebbe nel panico, Orson Welles insegna. L’incidente aereo, però, “fa notizia”. Le vittime sono decine, o centinaia, come le 170 vittime dell’incidente aereo tra i più gravi della storia, quello del volo 612 verificatosi in Ucraina nell’agosto del 2006, o le 250 vittime di Conghonas, Brasile, nel luglio 2007. Un solo incidente aereo di media portata, in qualunque parte del mondo, riesce ad innescare una catena di priorità nelle agende dei mass media (l’ultimo è il caso dell’innocuo “incidente” in Canada dove un aereo slitta fuori pista). Nel circuito delle informazioni di massa, l’incidente aereo è tragedia metropolitana, globale, dito nella piaga in un “immaginario della catastrofe” ancora figlio dell’attentato alle Twin Towers. Dall’11 settembre 2001 in poi, ogni incidente aereo chiama con sé lo spettro del terrorismo. Servizi televisivi mostrano grandi piste con macerie di fumo e metallo e pronunciano numeri di due o tre cifre. Se ci affidiamo alla statistica in sé, si calcola che un passeggero che effettui un volo al giorno può continuare a volare per 5000 anni senza essere coinvolto in un incidente letale. La questione è però più complicata: bisogna insistere sul tema della sicurezza aerea (in Italia, ad esempio, la legge n.66 del 25 febbraio 1999 ha decretato l’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo) ed i media, in questo contesto, devono approfondire le inchieste sulle dinamiche e le cause degli incidenti, evitando di fare di tutta l’erba una catastrofe, ed ammortizzando così la percezione di una minaccia sovradimensionata.

Author: Redazione (935 Articles)