L’ultimo cielo di Max Gazzè


Recensione a cura di
Marialuisa Villani

max_gazze065.jpg La suggestiva Cavea dell’Auditorium del Parco della Musica il 14 luglio è stata teatro di uno dei concerti più suggestivi di Max Gazzè.

Il bassista romano è in
tour nelle maggiori città italiane con il suo nuovo lavoro “Fra l’aratro e la
Radio”. Accompagnato da un ottima band, Clemente Ferrari tastiere e
sintetizzatore, chitarra Santi Pulvirenti, voci e armonia Georgia Costanzo,
chitarra elettrica Giorgio Baldi, Batteria Puccio Panettieri, Gazzè ha proposto
un palmares di brani da quelli storici dei suoi primi album fino alle sue
ultime fatiche. Il concerto si è aperto con il pezzo che introduce il nuovo
disco, “L’evo dopo il medio”, per accompagnare il pubblico romano verso i
vecchi lavori come“l’uomo più furbo” oppure “poeta minore” o “vento d’estate”,
canzone che insieme a Niccolo Fabi ha accompagnato la nostra estate di dieci
anni fa.

I
testi di Gazzè come sempre riecheggiavano nell’aria con la loro forza e
ricercatezza che da più di dieci anni contraddistinguono come un segno
particolare tutti i lavori del bassista romano. Sul palco l’armonia fra i brani
vecchi ed i nuovi pezzi è riuscita a creare un atmosfera al di fuori dello
spazio e del tempo portando gli spettatori entusiasti a seguire ogni canzone
con una emozione nuova, ma con lo spirito e i ricordi che ognuna di esse ha nel
portato di ognuno di noi.

Il
concerto diviso in due parti si è sviluppato in un crescendo di emozioni,
sensazioni, ritmo e partecipazione da parte degli spettatori romani. L’ultimo
cielo, canzone tratta dal suo ultimo album, ha creato una atmosfera di un
universo parallelo dove musica e parole sono diventate una macchina del tempo,
i suggestivi riferimenti letterari del testo, “ed è subito sera”, celebre
poesia di Quasimodo, riportano alla mente dell’ascoltatore ricordi d’infanzia e
di vita che ben accompagnano l’ascolto di questo cantautore.

Il
medley di alcune delle canzoni storiche di Gazzè “Cara Valentina” e “Una musica
può fare”  ha visto la partecipazione
attiva del pubblico che abbandonati i pudori di un concerto teatrale ha dato
vita ad una performance nella performance raggiungendo il palco posto al centro
della cavea, spezzando la barriera inesistente ma forte che si era creata fra
artista e spettatore.

La
seconda parte del concerto ha visto eseguire brani tratti da uno degli album
più conosciuti dell’artista “La Favola di Adamo ed Eva” lavoro che nel corso di
questi dieci anni è riuscito ad acquisire nuova vita ad ogni riproposizione
live di Gazzè.

L’ultimo
pezzo a grande richiesta “La favola di Adamo ed Eva” e la cover di Get-Up Stand
Up di Bob Marley che ha salutato il pubblico dell’auditorium che ha salutato
con un lungo applauso uno degli esponenti della musica romana più dotato degli
ultimo quindici anni. Concerto piacevole e metaforico che ha colpito lo spirito
di tutti i presenti.

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