Kill Bill
di Luisa Scarlata
Capolavoro, “Kill Bill”, che ha una sua regina indiscussa – la splendida Uma Thurman – una straordinaria colonna sonora, mix di generi che spaziano intorno al mondo, una contaminazione delle tendenze cinematografiche più interessanti e coinvolgenti. Infine una storia che davvero più incisiva non si può.
Beatrix Kiddo (Uma Thurman), nome di battaglia Black Mamba, fa parte di una temibile squadra di assassini facente capo al tenebroso Bill (David Carradine), di cui è anche l’amante. Dopo una missione, scoprendo di essere incinta, Beatrix sceglie di cambiare vita e si rifugia a El Paso. Il giorno della prova del matrimonio con il suo nuovo uomo, riappare Bill con i compari di un tempo. Insieme trasformano la cerimonia in una vera e propria carneficina: mentre lo sposo e gli ospiti vengono tutti uccisi, Beatrix sopravvive miracolosamente, finendo per molto tempo in coma.
Dopo quattro anni Black Mamba si risveglia e va alla ricerca dei componenti della gang e di Bill con l’unico scopo di vendicarsi senza pietà.
L’intera storia di “Kill Bill”, in puro stile tarantiniano, è divisa in capitoli: cinque per film, per un totale di 10. Moltissime, come già accennato, le citazioni e gli omaggi in “Kill Bill”: agli spaghetti western italiani, ai film giapponesi di arti marziali e a quelli di kung-fu degli anni ’70, per dirne alcuni. E ancora innumerevoli i riferimenti ad altri film e i collegamenti autoriferiti, vedi al già citato Pulp Fiction.
“Kill Bill” è certamente un prodotto ricercato, raffinato e grottesco al tempo stesso, di travolgente talento visivo e, perché no, altamente esibizionista.
Del resto chi di noi non si compiacerebbe di aver dato vita a un’opera così?

Author: Redazione (935 Articles)