La mitologia del “Ground Zero”: la metropoli fa paura?


01_10_08_speciale_metropolitana scavuzzo.jpgdi Gaetano Scavuzzo
Sono passati sette anni da quell’11 settembre 2001 che ha cambiato la storia e che ha scalfito tante certezze in ognuno di noi. Da allora il senso di sicurezza e di serenità è venuto meno in tutti i cittadini del mondo. Se è stata colpita al cuore la più grande potenza mondiale, da allora la sensazione di insicurezza è divenuta palpabile a livello mondiale; è chiaro che nessuno può sentirsi al sicuro.


Così negli ultimi anni dopo le migliaia di morti in quello che è divenuto il Ground Zero, sono soprattutto i cittadini delle grandi aree metropolitane di tutto il mondo a dover convivere con la costante paura di quel nemico invisibile che è il terrorismo urbano. È evidente che per la sicurezza nazionale del nuovo millennio la lotta al terrorismo rappresenta una delle sfide più complesse da parte dei singoli stati. Il senso di paura, oggettivo o meno, che si è sviluppato negli ultimi anni fa si che la grande città, la metropoli, simbolo dello sviluppo e dell’economia di un paese, diventi una “calamita” nell’attirare le folli gesta dei terroristi.
Dal crollo delle Twin Towers le metropoli occidentali sono “a rischio”. Dopo l’attacco al centro finanziario e commerciale di New York, due altri gravi disastri da terrorismo urbano hanno colpito l’occidente. Madrid, 11 marzo 2004: dieci esplosioni in rapida successione colpiscono nell’ora di punta tre treni affollati di pendolari. Londra, 7 luglio 2005: tre boati squarciano la “tube” e un quarto frantuma un autobus. Nei due attentati complessivamente più di 300 vittime.
Le immagini che scorrevano nelle tv di tutto il mondo in quei giorni raccontavano le tragedie di popolazioni tanto “sicure”, quanto indifese di fronte ad eventi del genere. E da quegli attentati in poi il senso di terrore, di paura, di insicurezza, di mancanza di protezione e di impotenza di fronte a qualcosa di così spietato e imprevedibile sono sentimenti sempre più diffusi nell’animo del cittadino della metropoli.
In fondo il grande spazio metropolitano che sfuma i propri confini spaziali e che raccoglie intorno a sé milioni di persone è l’obiettivo più “appetibile” per i terroristi, soprattutto per il valore simbolico di un attacco in una “zona” con elevati livelli di sicurezza come quella metropolitana ed inoltre anche per l’effetto “cassa di risonanza” che essa rappresenta. Due aspetti in assoluta sinergia con l’obiettivo numero uno del terrorismo, ovvero la diffusione del terrore e della paura tra la gente.
A sostenere che il senso di paura nelle metropoli è aumentato c’è una recente indagine condotta dal Censis in dieci metropoli del mondo: Roma, Parigi, Londra, Mosca, Il Cairo, Mumbai, Pechino, Tokyo, New York e San Paolo. Dallo studio emerge che la paura del terzo millennio deriva dal moltiplicarsi dei rischi, reali o percepiti, e dal venir meno dei livelli di sicurezza individuale.
Ed è proprio la popolazione romana quella che, fra le dieci metropoli, manifesta il più alto tasso di inquietudine esistenziale, fortemente condizionato da sentimenti quali l’incertezza e la paura.

  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Diigo
  • eKudos
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • viadeo FR
  • Wikio

Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...

  • No Related Post
Line Break

Author: Redazione (935 Articles)

Redazione

Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!