Nobel 2008: tra contestazioni e vittorie preannunciate
di Federica Rondino
Un premio prestigioso, che nasce da un amore smisurato per la conoscenza. Il suo creatore fu, alla fine dell’800, Alfred Nobel. Uomo assai ricco, lasciò in eredità tutto il suo patrimonio ad una Fondazione che avrebbe dovuto suddividerne il profitto ogni anno tra gli uomini più meritevoli per le diverse discipline. Un premio atteso, ambito, ma sempre accompagnato da polemiche. Infatti se per alcune assegnazioni, avvenute ad ottobre, il giudizio è stato pressoché concorde, per altre si sono sollevate urla di disaccordo e di sconcerto.
Tra le prime vi sono il Nobel per la Medicina e quello per la Chimica. Il primo andato al tedesco Herald zur Hausen, per aver scoperto che “il Papillomavirus umano è causa del carcinoma alla cervice”, ed ai francesi Barrè-Sinoussi e Montagnier per la scoperta dell’HIV. Il secondo al giapponese Osamu Shimomura e agli americani Chalfie e Y.Tsien per la scoperta della “proteina fluorescente verde” utilizzata come marcatore nella ricerca medica. Nobel molto significativo è quello assegnato per l’Economia allo statunitense Paul Krugman per “gli studi sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche”. Krugman è da sempre un forte oppositore di Bush e dell’economia liberale, di quella stessa filosofia economica che in questi giorni sta sconvolgendo gran parte dei Paesi del Globo.
Forti polemiche sono state invece sollevate in risposta all’assegnazione del Nobel per la Fisica ai giapponesi Y. Nambu, M. Kobasayashi e T. Maskawa “per le loro ricerche sulla fisica delle particelle”. Le critiche nascono dal fatto che gli studiosi hanno solo scoperto la generalizzazione di quella teoria individuata in maniera pionieristica dal fisico italiano Nicola Cabibbo. Sua è stata la scoperta “del mescolamento dei quark per formare la particella”. A riprova dell’importanza di Cabibbio vi è il nome della matrice alla base dello studio: la matrice CKM (Cabibbio-Kobayachi-Masawa). Il caso del fisico italiano, incomprensibilmente escluso, è stato anche sottolineato dal giornale inglese New Scientist dove si parla di “oltraggio”.
Dalla Fisica alla Letteratura, dove la decisione di premiare lo scrittore francese Le Clèzio per essere “autore di nuove sperimentazioni, avventure poetiche e di sensuale estasi, esploratore di un’umanità dentro e fuori la civiltà imperante”, non ha trovato l’approvazione dei molti che gli preferivano Philip Roth o Vargas Llosa. Il primo è considerato dall’Accademia Svedese troppo provinciale; l’altro troppo poco politically correct. Anche in Italia, dove l’autore francese è poco conosciuto, la scelta ha suscitato aspre critiche. Tra le più forti quella di Pietro Citati che lo definisce “uno scrittore mediocre”.
Tra approvazioni e contestazioni, si è mosso anche il Nobel per la Pace. Eclatante il comportamento dell’ufficio stampa della Betancourt che, prima dei risultati, già organizzava la festa per la vittoria. Vittoria che non si è verificata. Infatti ad uscirne vincitore è stato l’ex-presidente finlandese Martti Ahmssari “per i suoi importanti sforzi, in molti continenti e per più di tre anni, per risolvere i conflitti interni”. La più feroce reazione si è levata dalla Russia che accusa l’ex inviato speciale dell’ONU in Kosovo di aver contribuito alla scissione della Serbia. Questo premio, andato più che ad un uomo di pace ad un diplomatico, è sembrato ai più un modo dell’Assemblea di non esporsi.
Chissà se nella mente di Alfred Nobel c’era il concetto di ingiustizia che i Nobel portano spesso con sé.

Author: Redazione (935 Articles)