“The Burning Plain”- I confini della solitudine

Sylvia (Charlize Theron) è una donna fragile e tormentata che lavora in un lussuoso ristorante a Portland. Conduce una vita solitaria e non si fa problemi a concedersi ai suoi illustri ospiti per qualche ora di passione. Mariana (Jennifer Lawrence) è una ragazzina che vive nel Texas con la famiglia e improvvisamente si ritrova orfana di madre a fare da balia ai suoi fratelli.
Un’esplosione iniziale da il via alla tragedia, che si consuma negli anni logorando i suoi protagonisti involontari.
Nel camper che va a fuoco ci sono Gina (Kim Basinger) e Nick (Joaquim de Almeida), amanti clandestini. Hanno entrambi famiglia e consumano il loro amore in una vecchia roulotte, nella pianura deserta del New Mexico. Lei, operata di tumore al seno, si rifugia tra le braccia di quest’uomo nel quale trova la passione che le rifiuta il marito. Ma i sensi di colpa non le permettono di vivere come vorrebbe il suo amore clandestino.
Poi c’è Santiago (J.A. Pardo), giovane figlio di Nick e vittima del padre morto, che quasi a volerne ripercorrere le tappe si innamora di Mariana, figlia di Gina. Entrambi suggellano un patto d’amore con il fuoco che imprime un marchio sulla loro pelle, indelebile come l’amore che li terrà uniti a vita in una bimba chiamata Maria.
Presente e passato si alternano in un gioco che a volte confonde lo spettatore, a volte lo indirizza nella giusta direzione. Verso una verità terribile. Il passato ritorna con forza costringendo i protagonisti a fare i conti con i loro errori. Colei che porta in seno il segreto più grande è Sylvia che, corsa via dalla sua vita passata, non riesce a sfuggire dall’incubo più grande, se stessa.
Un’altra tragedia, stavolta nel presente, si abbatte sui personaggi. L’aeroplano con a bordo Santiago (Danny Pino), che per professione irriga i campi, precipita al suolo. Lui gravemente ferito manda l’amico Carlos (José Maria Yazpik) a cercare Mariana, madre di sua figlia. Da quel momento in poi passato e presente saranno costretti a rincontrarsi, per fare i conti con tutto ciò che non è stato rimosso né risolto e per dare ai protagonisti una possibilità di redenzione.
Una trama intensa e pregna di introspezione che l’autore e sceneggiatore di “21 Grammi”(2003) e “Babel” (2006), Guillermo Arriaga, esordio alla regia in questo film, traccia attraverso flashback continui che ripercorrono le tappe più importanti della vita dei protagonisti. In un intrecciarsi di situazioni e di eventi, in un dialogo perenne tra passato e presente, le lancette del tempo scandiscono i drammi insoluti dei personaggi. Finché il gioco si svela, la verità riaffiora e la narrazione diventa sempre più rivelatrice. Il dolore percorre ogni singola scena dall’inizio alla fine, relegando la speranza alle battute finali in cui il cerchio si stringe e i protagonisti ritrovano se stessi, o meglio, quel che di loro è rimasto.

Author: Redazione (935 Articles)