Avatar di tutto il mondo Unitevi!


01_12_08_focus_avatar  di  tutto il mondo unitevi_copertina.jpgFilosofia al crollo e decollo degli avatar
di Giovanna D’Ambrosio

Un lungo arcano filosofico sull’identità e unità dell’io mai svelato. Fascio d’impressioni o frutto della memoria, superuomo o super partes, immagine divina o immagine terrena: questi sono i dilemmi. Essere e apparire, bianco e nero, bene e male: vero e proprio manicheismo storico. Alto e basso, maschi e femmina, biondo e bruno: in una parola “avatar”, ossia immagine scelta per rappresentarsi nel mondo virtuale del world wide web.



Al di là del bene e del male e dunque, al di là di ogni principio ontologico. Nel mondo come volontà e rappresentazione, è la realtà virtuale a offrire la possibilità di auto trasformare la propria identità e di configurare a piacimento il proprio io. Nel cyberspazio, l’avatar dimentica la filosofia tutta. 
Veri e propri alter ego, gli avatar sono l’incarnazione fisica nell’era di Internet, regno di una moderna trasmigrazione delle anime. Amati e ricercati, personalizzati e particolari, gli avatar sono oramai diventati patrimonio dell’arte contemporanea. Usati come immagine personale nei forum, nelle messaggerie istantanee e nei giochi di ruolo, gli avatar permettono all’utente di praticare il proprio io, di essere “uno e molteplice”, “singolare e plurale” in un solo click, diventando personaggi di storie diverse e mostrando, così, la dialettica ricoueriana dell’identità come idem e ipse.  Soggetti, dunque, ad ogni tipo di  trasformazione e ad ogni genere di animazione, gli avatar sono le trasposizioni viventi dei gusti degli internauti, desiderosi di trasfigurare e di rendere fisica la propria personalità in forme e corpi immaginari, senza nessuna esclusione di gusti.
Come simbolo dell’epoca del web, il Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento presenta dall’11 ottobre sino all’11 gennaio 2009 “Avatar – Un’esperienza nel mondo virtuale”, mostra interamente dedicata alle nuove opere d’arte del regno telematico, il non-luogo della post-modernità. Durante l’esposizione, l’intera community degli avatar (dagli otto anni in su), può difatti, attraverso postazioni computer dotate di una moderna grafica virtuale, visitare l’intera mostra ed interagire con avatar creati ad hoc, all’insegna della socializzazione, della disinibizione e soprattutto del divertimento “ Qui milioni di persone si incontrano, costruiscono, commerciano e vivono assieme attraverso i propri avatar: alter ego digitali, strani cittadini di questi nuovi mondi. Norrath, Parioli, Vulcano, Paragon City sono solo alcune delle migliaia di terre sintetiche percorse ogni giorno da un’umanità in fuga dal pianeta reale”. Grazie a chat room apposite, difatti, la mostra esamina l’Io intrapersonale ed interpersonale: le sezioni  “Io”, “Noi” rapportano l’individuo alle diversità relazionali; ed altre sezioni come “La Legge”, “La Politica”, “L’economia”, sembrano porre la possibilità di un altro mondo, discutendo l’affermazione leibniziana di questo mondo come “il migliore dei mondi possibili”.
Riflessione e divertimento sono le parole chiave della mostra tridentina che completa la sua scenografia attraverso gli exhibit interattivi, laboratori di mondi virtuali che se da un lato, confrontano la  realtà con la rappresentazione, dall’altro si pongono come mezzo e strumento di comunicazione sociale e antropologica, creando interconnessioni globali oltre ogni confine culturale. Technoscapes (tecnorami-A.Appaduraj), movimenti di tecnologie che superando ogni confine, “forniscono risorse per l’immaginazione del sé come progetto sociale quotidiano”.  
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