La tv italiana fa festa a Natale?
Pubblicato da Redazione a dicembre 1, 2008 · Lascia un Commento
di Elena Paparelli
I palinsesti di Natale (e in genere del periodo festivo) della tv generalista italiana sono come la storiella di Babbo Natale oggi: una istituzione certa che si sa benissimo cosa porterà in dono (i bambini, smaliziati come sono, improvvisano attese palpitanti più che altro per gentile concessione ai genitori nostalgici e un po’ patetici legati alla tradizione) ma ogni anno puntuale rinnovano l’attesa per l’eterno ritorno dell’identico.
Che fa parte integrante del rituale collettivo dello stare insieme a cui la Sacra Famiglia nostrana non può certo rinunciare. Così, se è vero che ormai (visto l’avanzata inarrestabile della pay tv e della pay per view degli ultimi anni) a stare davanti alla vecchia tv generalista da rottamare è soprattutto un pubblico anziano (in ogni caso over 50) e persino Sanremo sembra scricchiolare nonostante i gloriosi lustri trascorsi, a Natale il pubblico televisivo rinasce. Si rinnova grazie ai giovani virgulti teledipendenti a cui vengono iniettate dosi massicce di film e telefilm eternamente in replica, perchè le repliche – si sa – rassicurano e cementano l’appartenenza ad un medesimo orizzonte di aspettative condivise. Inevitabile, dunque, che nella settimana prima di Natale furoreggino film e telefilm legati alla festività più attesa dell’anno, e i cartoni animati guadagnino posizione in prime time, insieme a film tv di genere fantastico oppure a tema religioso, come da copione.
Mentre la programmazione tradizionale subisce una battuta d’arresto consentendo quantomeno ai presentatori vari (vere e proprie divinità-presepe dei tempi moderni) di stappare lo spumante a casa loro, insieme ai propri cari. Gli psicologi (da video e non) a Natale diventano anche loro più buoni: la cattiva maestra tv non fa poi così male come sembra e – si confessano pubblicamente – basta soltanto rimanere accanto ai propri piccoli per spiegare loro perchè mai il Grinch è verde o la goffaggine insistita di Mr Bean faccia talvolta diventare verde di rabbia chi ci sbatte la faccia contro. Detto questo, rimane il fatto che fra fabbriche di cioccolato, concerti per la pace, cronache di Narnia e diavoli che al massimo a Natale vestono Prada, maggioloni di andata e di ritorno, Toys a gogò e remake stellari tirati fuori dallo sgabuzzino, può sempre capitare un thriller dell’ultimo momento che spezza l’idillio gettando una luce sinistra sulla gloriosa e indistruttibile macchina dei palinsesti natalizi, generatrice sovente di insanabili traumi turba-coscienze.
Come quando – era il Natale dell’anno scorso – il super classicissimo piccolo Lord atteso da tutti i suoi tanti aficionados su Rete4 si volatilizzò misteriosamente, scomparendo di botto dal palinsesto e lasciando a bocca asciutta migliaia di sentimentali impenitenti. Quest’anno la vera sorpresa – almeno per la nostra tv rigorosamente formato famiglia – può invece a buon diritto essere considerata una notizia che giunge dall’America: secondo i ricercatori della Rand Corporation il fatto di rimanere incinta in età giovanile e il tempo trascorso davanti allo schermo (più il tipo di programmi guardati) sarebbero due fattori strettamente connessi.
Alla faccia degli orfani che – oltre a perdere i genitori – scompaiono anche loro, secondo queste ricerche la gran parte di adolescenti americane che guardano programmi sessualmente espliciti (Friends e Sex and the City ne sono un esempio) rischiano molto di più gravidanze inattese rispetto a chi la tv la tiene spenta (o guarda cartoni animati). Sotto l’albero 2008 allora c’è questo: come scongiurare l’estinzione della famiglia grazie alla tv, che, palinsesti natalizi a parte, (non) porta consiglio.
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