Luxuria è la nuova Obama?


vladi.jpgdi Marco Meloni

Wladimir Luxuria è la nuova regina dell’Isola dei famosi 6. Una vittoria annunciata da settimane, spinta come non mai dalla presentatrice e dalla produzione del programma e sinonimo di una tv sempre più omnicomprensiva, che assoggetta alle sue logiche tutto e tutti. L’ex onorevole di Rifondazione Comunista, trans gender dichiarata, vive così una sua terza vita, lontana dalle polemiche del passato e dagli eccessi, veri o presunti, a lei attribuiti.



Vince una donna spiritosa, coerente, molto tenera ma allo stesso tempo aggressiva ed implacabile, che non si vergogna della propria diversità ma non la esibisce in modo molesto. E proprio tanta facilità, normalità del personaggio sono le chiavi del suo successo. Mai un costume troppo audace, mai una battuta di cattivo gusto; Wladimir Luxuria ha dimostrato profondo rispetto per  tutti gli altri concorrenti, anche per i mantenuti, i falsi nobili, i violenti. Si è vista derisa per la sua diversità da Belen, assalita da Patrizia de Blanck che l’ha definita “mezzo uomo” o “frocio”, ma non ha mai reagito in modo scomposto, ricordando solamente a quest’ultime i gravi errori commessi e l’egoismo mostrato in diverse occasioni della vita in comune.
Un plebiscito, un risultato importante anche perché maturato in un contesto ancora molto lontano dalla piena accettazione dei diversi e degli omosessuali. Mentre a Roma e in altre città italiane di provincia diviene impossibile per le coppie gay manifestare liberamente il loro amore, in televisione Simona Ventura, forse scottata dall’uscita prematura del suo altro favorito Massimo Ciavarro, dedica molto del suo tempo in prime time a decantare le doti di Luxuria, spingendola di fatto alla vittoria contro Belen e Carlo, i suoi rivali più agguerriti della finale.
Un successo che per molti, con toni fra lo scherzoso ed il più che serio, inizia ad essere paragonato a quella di Barack Hussein Obama negli Stati Uniti. La sinistra plaude infatti compatta alla vittoria di Vladimir all’Isola dei Famosi. Il Manifesto, La Repubblica, Rinascita parlano di affermazione storica, di una rivincita dell’Italia progressista sulla classe dirigente intollerante e conservatrice. Ma dimenticano che i reality, per anni capro espiatorio dei mali del nostro paese, sono sempre e comunque distanti dalla loro anima e cultura, uno “strumento del demonio” corruttore dei costumi e della morale. La stessa Vladimir Luxuria ha voluto sottolineare che non ha alcuna intenzione di tornare in politica, e che la sua vittoria è un evento insignificante rispetto all’elezione del primo Presidente afroamericano della storia americana.
Ma Ferrero, il Segretario di Rifondazione Comunista, ci crede. E lo stesso Pd plaude, compiaciuto, questa affermazione. Luxuria potrebbe essere il cavallo di Troia, la carta vincente di una sinistra in crisi di voto ed identità per tornare vincente? Difficile. In primo luogo perché lei stessa intende dedicarsi ad altro, televisione e libri di favole per bambini. E poi non è così automatica l’equazione successo televisivo = successo elettorale. Basti pensare ai vari Baudo, Zanicchi, Bongiorno, star del piccolo schermo che hanno sempre avuto difficoltà ad affermarsi in politica.
Fare previsioni sul futuro non è quindi ancora possibile. Quel che è certo è che, per la prima volta, una trans gender vince un reality show, un programma seguito da molti e con un televoto trasversale fra giovani e anziani, fra persone di sinistra e destra. E, seppur nemmeno per un istante questa vittoria dovrebbe essere paragonata a quella di Obama, è comunque un piccolo tassello di un paese alla sfida della modernità e dell’integrazione.
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