Michelle La Vaughn Robinson Obama
La nuova First lady della Casa Bianca.di Angelo Giuliani
Le elezioni americane appena terminate sono state le elezioni con il più alto grado di visibilità mediatica degli ultimi anni. La visibilità come è noto a tutti è un ingrediente fondamentale affinché la ricetta della buona riuscita dell’impresa abbia il suo bell’effetto. In questa ricetta non hanno avuto ruolo fondamentale soltanto i sapori forti, ovvero Barack Obama e John McCain (i diretti interessati alla presidenza U.S.A.) come si potrebbe pensare. Il “condimento nascosto”, l’ “ingrediente segreto” in questo caso Sarah Palin come vice presidente McCain e Michelle Obama come “eventuale” first lady sono state loro.
Non è un caso che le due donne antagoniste del “dietro le quinte” durante il corso della campagna elettorale abbiano ricevuto molti più elogi dei loro rispettivi partner. Ad esempio per quanto riguarda Michelle Obama, nel 2007, fece comizi elettorali per la campagna presidenziale del marito in varie località degli Stati Uniti. Esprimeva una passione determinata per la campagna di suo marito, parlando dritto al cuore con eloquenza ed intelligenza. Confidò ad una testata giornalistica che aveva fatto un accordo per cui suo marito smetteva di fumare in cambio del suo supporto per la campagna elettorale. Sul suo ruolo nella campagna elettorale del marito lei ha detto: “Non sono un consigliere particolare.” Durante la campagna elettorale ha discusso sulla razza e l’educazione usando la maternità come una struttura dominante.
Classe 1964 (come la Palin) Michelle Obama attualmente senatore dell’ Illinois è la prima donna Afroamericana a diventare first lady. Laureata in sociologia e giurisprudenza, avvocato presso uno studio associato di Chicago la first Obama ha aiutato suo marito nell’ascesa a presidente degli States. Con temperamento da moglie affettuosa e madre perfetta ha infatti aiutato Barack Obama a vincere le titubanze di un conservatorismo popolare troppo attaccato alle tradizioni e in preda alla paura di un ennesimo fallimento dell’alta dirigenza. Michelle Obama, captando questa voglia di sperare in qualcosa di nuovo, di inaspettato, riesce tramite i comizi di appoggio al marito a dare “sollievo” alle famiglie disastrate dalla crisi economica galoppante e dalle morti irakene che nessuno vuole più.
La carriera della neo first lady è quasi collegata costantemente a quella del marito Barack Obama, sono entrambi esempio di unità e attaccamento ai valori della famiglia, forse indole acquisita dai loro avi, schiavi al servizio del progresso di una nazione capace ora di vederli con luce diversa, forse. Il “dietro le quinte” è il suo punto di forza. Da assistente del sindaco, al lavoro nell’università, fino all’ascesa nazionale ed in seguito internazionale del marito, lei coordinatrice e dispensatrice di saggi consigli passa le giornate lavorando e curando le sue figlie imponendo anche a Barack regole rigide per il mantenimento della pace familiare.
Non è raro infatti leggere nelle interviste dei tabloid americani articoli che la ritraggono come “dolce tiranno” per amore della famiglia del tipo “ti aiuto se smetti di fumare” o “ti aiuto per la campagna elettorale se non rimani a casa con le bimbe per almeno due giorni” e così via.
Emblema anch’essa del “women power” della campagna elettorale americana risulta negli indici di gradimento ad un buon posto, in definitiva ilm vento di cambiamento è soffiato basta coglierlo e farlo soffiare ancora.

Author: Redazione (935 Articles)