Natale: dal paganesimo alla Beauty Farm


natale dal paganesimo alla beauty farm - copertina.jpgdi Sara Iacoboni

In tempi ormai remoti i nostri antenati si apprestavano in questi giorni a celebrare una delle date più importanti del calendario: il solstizio d’inverno, momento in cui le giornate cominciano ad  allungarsi e l’inverno, ormai al culmine, lascia lentamente il posto alla primavera.


Nelle civiltà primitive, questo evento rappresentava la nascita (o la rinascita) di una divinità solare. Proprio questo originario significato andò a definire, attraverso un adeguato simbolismo, l’attuale festa del Natale.
Così dai riti pagani si passò a celebrare la festività religiosa e, intorno alla metà del IV secolo, il 25 dicembre venne consacrato da Papa Giulio II come il giorno del Natale del Signore.
Guardandosi intorno però c’è davvero da chiedersi quanto sia rimasto di religioso nel Natale dei nostri giorni.
Senza scendere nella generalizzazione è doveroso notare come ogni anno, nel periodo natalizio, i quotidiani diventano un trionfo di articoli riguardanti i consumi. E così come vuole la buona tradizione del consumismo anche quest’anno si discutere sulle mete più gettonate per le vacanze natalizie. Un breve giro di boa ci porta a scoprire che per gli stranieri le mete più ambite restano le capitali del vecchio continente: Londra, Parigi, Roma, Madrid e Berlino, mentre in casa nostra cambia la richiesta turistica.
Secondo le stime di Confindustria Assotravel, Associazione nazionale agenzie di viaggio e turismo, cresce la voglia di avventura, benessere e cultura, mentre per quanto concerne le destinazioni estere, il turista italiano sceglie principalmente Spagna, Francia e Corsica, Grecia e Egitto (Mar Rosso), mentre crescono le destinazioni lungo raggio: Giappone, Nuova Zelanda e Polinesia.
Spendere in viaggi ma non solo sembra l’imperativo che giunge da ogni dove. La tentazione di viaggiare, di scoprire nuove usanze ci spinge a cercare piacevoli curiosità e a visitare ad esempio la bellissima regione del Trentino Alto Adige dove, in questo periodo, si organizzano i popolari mercatini di Natale.
Se si fa un corso di mimo ci si può spingere anche più a Nord, in Gran Bretagna ad esempio dove sembra che sotto una cascata di fuochi d’artificio sia trendy festeggiare giocando con la gestualità.
E perché poi non provare i Candy Cane, i bastoncini di zucchero bianchi e rossi che si vedono in tanti film, oppure gustare a Parigi il Buche de Noël, un dolce tipico di cioccolato che richiama la forma di un tronco?
Insomma c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare o da scoprire, l’importante è ricordare sempre che lo spirito natalizio non è fatto solo di dolci e di doni, ma anche di gesti che possono rendere migliore la vita di qualcuno.
Ma mettendo da parte lo spirito del natale e tornando al consumismo tanto in voga, se proprio non sapete come spendere le vostre ferie e i vostri soldi, per volete passare un Natale davvero diverso potete sempre  andare in Australia, dove una mia amica assicura spettacolari grigliate all’aperto per celebrare la caldissima Holy Night.

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