Toglietemi tutto ma non il mio regalo


regalo.jpgQuali i settori più “di moda”?
di Pasquale Arnaldo Serreti

La preoccupante crisi finanziaria in cui versa , da un paio di mesi, il nostro Paese non sembra avere intaccato minimamente l’entusiasmo degli italiani nei confronti di quella che è sempre stata e sempre sarà (si spera) la Festa più attesa dell’anno: il Natale. Le strade delle nostre città si arricchiscono sempre di più, come è tradizione in questi primi giorni di dicembre, di decorazioni e addobbi natalizi attenuando in tutti noi un po’ di quella malinconia che accompagna le fredde e tediose serate invernali.


La corsa ai regali comunque, un’attività che viene immediatamente associata alle festività natalizie, quest anno sembra essere destinata a decelerare o, se non altro, a seguire un percorso più accidentato e difficile. Le tasche di molti italiani, infatti, non sono pronte ad affrontare le considerevoli uscite che, normalmente, vengono sostenute in prossimità del Santo Natale. Dimentichiamo quindi i regali a parenti lontani e conoscenti dell’ultima ora e, per il momento, accantoniamo anche la consueta considerazione che il regalo ci farà fare una “bella figura” tanto più alto sarà stato il prezzo sborsato per acquistarlo. Il Natale 2008 sembra essere orientato infatti verso una sola parola d’ordine: risparmio.
Le statistiche pre-natalizie di questi ultimi giorni dell’anno, poi, non sono per nulla incoraggianti. Secondo le previsioni degli esperti, infatti, gli italiani spenderanno per i regali una media variabile tra il 6 e il 18 percento in meno rispetto agli anni precedenti. Una conseguenza inevitabile dei prezzi in euro dei beni che sembrano “lievitare” ogni giorno di più al contrario degli stipendi e delle tredicesime che, strano ma vero, sembrano avere giurato eterna fedeltà alla vecchia lira.
Ma il cuore degli italiani, si sa, è grande e non si ferma davanti ad ostacolo alcuno pur di fare il tradizionale “presente” natalizio alle persone più care. Anche a costo di utilizzare qualche stratagemma.
E’ quanto possiamo dedurre dalle parole di Dario Righetti, responsabile di Consumer Business Italia, che ci spiega perché il Natale 2008 è destinato a registrare il netto successo delle intramontabili (quando le tasche non consentono l’acquisto di beni più costosi) confezioni di cioccolatini.
«La novità di quest’anno, spiega Rigetti, è rappresentata dall’aumento di regali di confezioni di cioccolato: il 62% degli italiani, in linea con la media europea, dichiara la propensione all’acquisto di questo particolare prodotto. Il motivo potrebbe dipendere dalla possibilità di fare un regalo a costi più contenuti». Oltre al settore dolciario, inoltre, i tre settori cui gli italiani sembrano propendere per i propri acquisti natalizi sono: libri, giocattoli e informatica.
Se per l’editoria e i giocattoli non abbiamo alcuna sorpresa rispetto agli anni passati (i giochi e i libri sono sempre stati molto vicini alla tradizione natalizia dei doni) è il settore dell’ hi-tech che ci permette di valutare l’importanza e l’inarrestabile ascesa dei prodotti informatici il cui acquisto non si arresta di fronte ad alcun tipo di crisi.
L’ultima novità in questo settore (e che farà storcere il naso a coloro che si rivolgono al settore informatico per “questioni serie” e per migliorare l’efficienza del proprio pc) si chiama Nabaztag. Si tratta di un “coniglio” computerizzato (in realtà è un piccolo cono orecchiuto di plastica decorato con occhi e naso e alto circa 20 cm) che può essere collegato senza fili al computer e che è capace delle attività più disparate: dalla lettura delle email a quella delle quotazioni di borsa. Il Nabaztag dovrebbe essere uno dei regali più gettonati di quest anno tanto che, sempre assecondando il parere degli esperti, questo prodotto spopolerà a dispetto del suo costo non proprio contenuto.
Il Natale 2008 risente pertanto, inevitabilmente, dell’attuale crisi economica presente nel nostro Paese e, certamente, quest’anno, sotto il tradizionale l’albero di Natale, ci sarà poco spazio per regali inutili o, peggio ancora, parecchio costosi.
Ma chissà se, proprio in assenza della miriade di confezioni regalo cui eravamo abituati negli anni passati proprio in questi giorni, gli italiani non possano riavvicinarsi a valori, apparentemente passati di moda proprio perché vittima del consumismo, come il dialogo e la famiglia.
L’antico detto che, in certi casi, non tutto il male viene per nuocere sembra dunque presentarsi come un rimedio adatto all’ultima “sete di regali” degli italiani targata 2008.

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