Appassionate


recensione libro gervaso.gif
di Roberto Gervaso
Recensione a cura di Giovanni Di Felice

Appassionate. Storie d’amore e di potere (Mondadori, 2000) è un’avvincente galleria di ritratti delle donne che hanno fatto la storia.
In barba a tutti quelli che credono che Stati, carriere e patrimoni siano “roba da uomini”. Ma per affiancare (o prevaricare) uomini di potere, sostenere la conversazione di artisti e pensatori geniali, infrangere le regole più incrollabili della morale e del sensus communis, non basta essere donne. Bisogna essere appassionate.


Vale a dire coraggiose, ardenti, risolute. Spregiudicate, se serve. Ma soprattutto bisogna saper amare l’oggetto della propria passione con costanza e dedizione illimitate. Senza mai però rinunciare alla propria personalità.
Le protagoniste della raccolta di biografie di Gervaso sono donne diverse fra loro per epoca, estrazione, temperamento, ma tutte accomunate da una medesima passionalità .
Si va dalla narcisista Marchesa di Castiglione, amante di Napoleone III, vera arbitra della politica sabauda alle soglie dell’Unità, alla tenera e fedelissima Eloisa, nipote del morboso arcivescovo Fulberto, colpevole della castrazione del suo amante, il grande filosofo Abelardo. Dalla mostruosa Agrippina, madre incestuosa di Nerone, tessitrice di trame  mortali assetata di potere, alla dolce e premurosa Claretta Petacci, unico vero amore del donnaiolo duce, nonostante la trafila di ammiratrici che ogni giorno, spontaneamente gli si offrivano. Dalla ninfomane calcolatrice Paolina Bonaparte, moglie per interesse del ricchissimo Camillo Borghese, all’affettuosa e “rustica” Rosina Vercellana, temeraria compagna di Vittorio Emanuele II.
Oltre a dipingere splendidi ritratti, l’autore sembra voler rivalutare e giustificare, entro il possibile, figure di donne che spesso a torto sono state considerate inguaribili streghe.
Come la “sventurata” Gertrude, la Monaca di Monza che già Manzoni a suo tempo aveva riabilitato come vittima di un perverso sistema, l’altrettanto famigerata Lucrezia Borgia, una donna mite – sembrerebbe -, succube del padre e del fratello e ben lontana dall’essere una perfida avvelenatrice.
Alcune delle femmes fatales di Gervaso, poi, grandeggiano sulla scena relegando al ruolo di misere comparse i loro partner, miseramente sorpassati in tempra e statura morale.
Donne di primo piano, brillanti, disinibite, false o sincere nei loro sentimenti , più o meno morigerate nella loro eccezionale condotta, ma pur sempre grandi.
Oche del nuovo millennio, specchiatevi!

  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Diigo
  • eKudos
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • viadeo FR
  • Wikio

Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...

  • No Related Post
Line Break

Author: Redazione (935 Articles)

Redazione

Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!