Il fascino intramontabile dell'uomo pipistrello


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di Pasquale Arnaldo Serreti
Tra i film natalizi di fine 2008 abbiamo potuto apprezzare un nuovo capitolo della saga riguardante un eroe dei fumetti: Batman. Il celebre “uomo-pipistrello” creato dai fumettisti Bob Kane e Bill Finger esattamente 70 anni fa (la prima uscita del fumetto è infatti del 1939) ritorna a vigilare sulla città di Gotham City. Questo personaggio, che avevamo lasciato nell’ultimo film diretto da Christopher Nolan e che era intitolato Batman begins (2005), merita sicuramente un’analisi approfondita per la sua capacità di affascinare sempre di più lo sguardo e l’immaginazione dello spettatore.

Il nuovo film che è stato diretto ancora una volta da Nolan (titolo originale The Dark Knight) propone senza dubbio una sintesi efficace dell’eroe dei fumetti…con qualche aggiunta di rilievo. Ne Il Cavaliere oscuro gioca un ruolo fondamentale la scoperta della “vera identità” del misterioso eroe alato che vigila sulle vite degli umani e tutela la sicurezza della città. Così come succede in molte altre opere che riguardano un supereroe (pensiamo alla saga di successo incentrata sul personaggio di Superman per esempio) lo spettatore, anche se posto fin dall’inizio in una posizione privilegiata che lo informa in merito alle trasformazioni di Bruce Wayne/Superman, attende con trepidazione la scoperta del vero volto dell’”uomo-pipistrello”. Il momento cioè in cui il film mostra finalmente ciò che si cela “dietro la maschera”.

Si tratta, ancora una volta, di un film carico di suspence e di effetti speciali. Il film è pieno di scene esplisive, come quella dell’esplosione del grattacielo di Hong Kong girata in notturna, l’attentato  alla macchina del giudice Dent, dove si raggiunge un effetto altamente spettacolare grazie alle centinaia di carte da gioco che vediamo schizzare fuori dal veicolo dopo la deflagrazione. Un prodotto fedele dunque alla tradizione cinematografica degli ultimi decenni che vuole il successo di un film fortemente legato all’uso di trucchi ed effetti ottici ottenuti con l’ausilio del computer. L’attore Christian Bale deve fronteggiare poi un’impresa ardua. La sceneggiatura del film prevede infatti che l’eroe di Gotham City  si assuma, questa volta, la responsabilità di ben due omicidi pur di mantenere l’ordine in città. Egli deve infine abbandonare Gotham per permettere al procuratore Dent di interpretare il ruolo di “paladino della giustizia” agli occhi dell’opinione pubblica.

Si tratta dunque di un uscita di scena abbastanza ingloriosa (almeno per il momento) per l’intramontabile Batman che, i fumetti prima e i prodotti cinematografici dopo, ci avevano fatto conoscere come un eroe impavido e dalla morale incorruttibile. Queste caratteristiche erano apparse immediatamente fin dai primi due capitoli della saga. Essi  erano stati diretti dalla mano esperta del regista Tim Burton e nelle convincenti interpretazione di Batman fornita dall’attore Michael Keaton potevano essere riconosciute le qualità del supereroe proprio in virtù della perenne lotta con un avversario estremamente pericoloso: The Joker, interpretato da uno straordinario Jack Nicholson.

Il genere cinematografico legato alla presenza di un supereroe conferma dunque oggi il successo dei film che hanno come protagonista un “super-uomo”: un individuo dotato cioè di poteri straordinari e che si mette al servizio della comunità per garantire la sua sicurezza. Proprio in un momento in cui l’ordine pubblico e l’incolumità dell’uomo sembrano messi a dura prova (soprattutto nel nostro Paese), il successo di pellicole come The Dark Knight sembra esprimere un desiderio inconscio di noi tutti che è orientato al raggiungimento di una maggiore garanzia di sicurezza nei luoghi in cui viviamo.

La scena finale del film in cui vediamo Batman sfrecciare a bordo del suo “Bat-pod” (ultimo esempio di accessorio completamente ispirato al protagonista e che vide il suo primo modello nella mitica “Bat-mobile”) mentre viene inseguito dalla polizia, sembra volerci indurre a desiderare l’arrivo dell’imbattibile uomo-pipistrello nelle strade delle nostre città…e anche da noi ne troverebbe davvero delle belle.

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