“Milk” di Gus Van Sant (Usa, 2008)****1/2


1_2_09_rubrica di cinema_milk.jpgRecensione di Patrizia Lima
Un film biografico (o biopic, per usare un linguaggio più alla moda), coinvolgente, emozionante e politico, pur senza i toni del politicamente corretto.
Un doveroso omaggio ad Harvey Bernard Milk, il primo consigliere comunale apertamente gay di San Francisco, che con coraggio e determinazione intraprese una vera e propria crociata culturale, cambiando la vita di tante persone.

Milk riuscì a trionfare sull’abolizione della Proposition 6”, che prevedeva  l’allontanamento degli omosessuali dalla scuola pubblica e da ogni ufficio statale della California, con un messaggio vincente, ovvero la necessità di salvaguardare e garantire la privacy, la sicurezza e la dignità personale di gay e lesbiche, possibile solo attraverso il riconoscimento pubblico.
Ma per lui, come per altri politici americani che hanno tentato di estendere equamente i diritti civili a tutti i cittadini del Paese, il destino era segnato…
Nel 1978 Milk verrà assassinato dall’intolleranza, dall’invidia e dalla frustrazione di un ex consigliere, Dan White, che per l’omicidio di due persone, Milk ed il Sindaco Moscone, sconterà appena cinque anni di reclusione. Ventidue anni dopo, il Time nominerà Harvey Milk uno dei “Time 100 Heroes and Icons” del XX secolo.
Dopo aver diretto un film indimenticabile come “Into the wild” (USA, 2007), Sean Penn torna attore magistrale nelle vesti del carismatico e tenace attivista omosessuale.
Diretto dal regista, scrittore e pittore Gus Van Sant (classe ’52), quest’ultimo lavoro, in stile quasi documentaristico, ha tutti i requisiti per collezionare numerosi Academy Awards.
La rappresentazione degli omosessuali non è legata tout court allo stereotipo di vittime tragico-sentimentali. Gus, tra i più interessanti registi indipendenti del cinema americano, è attento alle diverse e precipue psicologie dei personaggi.
Il cineasta alterna alla narrazione, filmati storici, arie d’opera — Tosca con Maria Callas e Giuseppe Di Stefano, perché Harvey adorava Puccini -,  ed il racconto che Milk fa di sé stesso, incidendo audiocassette da ascoltare nel caso della sua morte, consapevole di essere un continuo bersaglio della rabbia altrui.
Il regista, che ha anche diretto molti video musicali, ha scelto per la colonna sonora Danny Elfman uno dei compositori più richiesti di Hollywood, regalandoci brani di David Bowie, Patti Smith, ed il famoso “Over the Rainbow”, uno dei più grandi inni del movimento di liberazione omosessuale che letteralmente significa “Oltre l’arcobaleno”, chiaro rimando alla nascita della Bandiera Arcobaleno sventolata per la prima volta il 25 giugno 1978, durante la storica Freedom Day Parade, antenata dell’attuale Gay Pride.
L’interpretazione di Penn – già vincitore della statuetta per “Mystic River” di Clint Eastwood (USA, 2003 ) – nei panni di Harvey è indiscutibilmente da Oscar! Un talento che Hollywood non potrà non premiare.
Anche gli altri personaggi sono tra i migliori attori delle ultime generazioni e, peraltro, tutti somigliantissimi ai veri protagonisti della vicenda: un bellissimo James Franco, in versione hippie, nel ruolo di Scott Smith, compagno e vero amore di Harvey; Emile Hirsh,(il protagonista di “Into the Wild“), qui nei panni di Cleve Jones; Diego Luna, il fragile boyfriend, Jack Lira; Josh Brolin, l’assassino Dan White; Victor Garber, il sindaco George Moscone.
La pellicola, uscita negli States il giorno dopo l’elezione di Barack Obama, e dopo la ratifica della “Proposition 8″  (il voto contrario alla sentenza della Corte Suprema, che aveva garantito il matrimonio tra coppie dello stesso sesso), è diventata un emblema.
Barack Obama e Harvey Milk condividono lo stesso slogan: speranza e cambiamento.
Il neo Presidente americano ha, infatti, scelto come capo del personale, John Berry, gay, lasciando alla guida del coordinamento globale per la lotta contro l’Aids il solo uomo apertamente omosessuale che Bush avesse assunto, Mark Dybul.
In undici dei cinquanta Stati Americani le unioni civili con diritti e doveri reciproci simili ai contratti matrimoniali sono legali, ed in Massachusetts e Connecticut si possono anche celebrare matrimoni.
Sebbene il clima sia notevolmente migliorato rispetto agli anni ‘70 e, soprattutto, sia mutata la rappresentazione del “diverso”, che nel 2009 nessuno oserebbe ridicolizzare, la completa integrazione è ancora lontana.
La storia insegna che fare politica negli Stati Uniti, quando si è degli innovatori, è pericoloso: Abrahm Lincoln, il Presidente che pose fine alla schiavitù, Martin Luther King, il più giovane Premio Nobel per la pace della storia; John Fitzgerald Kennedy; Malcolm X, attivista statunitense a favore dei diritti degli afroamericani; tutti furono assassinati.
“Milk” è un film da vedere, non solo perché attuale, ma anche perché illuminante sui molteplici punti di vista e le sfumature di una realtà complessa, nella speranza che ad una mente aperta corrisponda poi una reale apertura del cuore. Patrizia Lima

  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Diigo
  • eKudos
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • viadeo FR
  • Wikio

Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...

Line Break

Author: Redazione (935 Articles)

Redazione

Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!