Sette anime
Pubblicato da Redazione a febbraio 1, 2009 · Lascia un Commento
Un film di Gabriele Muccino
Recensione a cura di Lorena Crisafulli
Ben Thomas (Will Smith) ha un grande rimorso. La notte incubi terribili vanno a fargli visita. Lo schianto, una macchina che salta in aria, il silenzio. Ben è un funzionario del fisco, o almeno così si dichiara, va a trovare gli evasori e concede loro una speranza di vita o la condanna, a seconda che li ritenga debitori meritevoli di condono o colpevoli che devono pagare.
Ben pensa ogni giorno alla morte, è un pensiero costante verso cui si avvicina istante dopo istante. Non ha speranze. Il suo sguardo si perde spesso nel vuoto. Ritorna con la mente a quell’unico episodio decisivo che ha cambiato per sempre il corso della sua esistenza. E anche quando l’Amore bussa alla sua porta, non muta il progetto iniziale. Sa già cosa fare e la donna amata diventa destinataria privilegiata del suo gesto d’Amore. Dalla morte nasce la vita.
Nell’avvio del film l’uomo preannuncia al pronto soccorso che vi è stato un suicidio. Il suo. La storia parte da lì, da un epilogo annunciato e, mediante l’uso di flashback, lo spettatore viene messo al corrente degli eventi che hanno condotto il protagonista alla disperazione. La prima pagina di un giornale, che Ben porta con sé, parla di sette vittime in un incidente stradale. Sette anime volate via. Lui era presente alla tragedia, ma è l’unico che si è salvato. Nel corpo, perché anche la sua anima è volata via insieme alle vittime dell’incidente di cui si sente colpevole. Ha un conto aperto con la vita Ben e vuole rimediare al suo errore più grande, attraverso una serie di buone azioni che lo redimano. Sette corpi hanno bisogno di lui.
Emily Posa (Rosario Dawson), malata terminale, affetta da malformazione cardiaca. Le restano poche settimane di vita. Ben va a trovarla all’ospedale in cui è ricoverata e la intercetta con la storia del fisco, a cui la ragazza deve diverse migliaia di dollari. Le dà tempo cinque mesi per pagare il suo debito con lo Stato. Ma è solo il pretesto per avvicinarla. L’uomo le offre il suo aiuto, è al suo fianco nei momenti più difficili in ospedale. Ad Emily resta solo un mese da vivere, al massimo sei settimane, e Ben le sta vicino in attesa che il cercapersone, che indica la possibilità di un trapianto di cuore, suoni. Lui è sempre accanto a lei.
Poi c’è Ezra Turner (Woody Harrelson), un centralinista cieco che suona il pianoforte, un uomo perbene. Ben lo chiama per provocarlo. Lo insulta. Lo sbeffeggia. E’ il suo modo per accettarsi che sia una “brava persona”, meritevole anche lui di ricevere il suo bene. Lo è. L’uomo disabile gli risponde con educazione e senza cedere alle provocazioni. Anche Ezra avrà il suo regalo.
L’unica persona a conoscenza del progetto di Ben è Dan (Barry Pepper). Da amico fidato qual è, pur non condividendo la decisione, non si oppone al suo volere e porterà a termine il piano. Quest’ultimo prevede anche il sostegno alla madre di due bimbi, Connie Tepos (Elpidia Carrillo). Picchiata e malmenata dal compagno, la donna in un primo momento lo respinge, non comprendendone la benevolenza “gratuita”. Ma in una seconda fase capisce di aver trovato in quest’uomo senza speranza la sola via di salvezza. Una via magnifica che conduce verso il mare.
Dopo La ricerca della felicità (2006), la coppia Smith-Muccino commuove nuovamente gli spettatori con una storia drammatica dalle tinte aspre. Il personaggio depresso e spento di Ben Thomas, molto lontano dal modo di essere e dalle precedenti interpretazioni di Smith, lo ha costretto a superare se stesso in un ruolo a lui poco congeniale, risultando comunque convincente. Tra le star più pagate di Hollywood, l’attore americano ha dichiarato di aver trovato in Muccino uno dei pochi registi in grado di leggere la sua anima e di riportarla sugli schermi. La storia di Ben è quella di un uomo che ha perso tutto e trova l’unica speranza di sopravvivenza nel sacrificio e nella cura degli altri. Lui, che ha sottratto sette anime al mondo, vuole restituirne altrettante alla vita. Il suo piano è stabilito e nessun evento potrà cambiarlo, neanche l’Amore imprevisto per Emily che anzi ne rinforza le ragioni. Cura, affetto, dedizione, malattia, dolore e sofferenza lo accompagnano durante il suo tragitto. La sua vita è più che insignificante, sostiene nel corso di un colloquio con la ragazza, e l’unica strada che può condurlo a dare un senso, un significato alla sua esistenza, è quella del dolore e del sacrificio. Tappe intermedie verso l’espiazione finale.
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Author: Redazione (935 Articles)