Superiorità morale addio… Anche il Pd fa i conti con le amministrazioni truffaldine


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di Marco Meloni


Tempi duri per l’elettore medio di centrosinistra. Non solo perché la maggioranza di Governo sembra non perdere consensi, mantenendo più di venti punti di vantaggio sugli avversari. Ciò che sconforta è la successione continua di scandali, indagini della magistratura, reati ipotizzati per le giunte del Pd. Da Napoli a Firenze, da Pescara a Genova, tutte le amministrazioni di centrosinistra vivono momenti difficili, con una netta perdita di credibilità e di voti.

A sconvolgere non è solo l’incapacità di porre un freno alle indagini, che si allargano inesorabilmente e che mettono sotto inchiesta nomi sempre più importanti del partito, come Lusetti, Rutelli e Bassolino, ma piuttosto la perdita definitiva di una differenza politica, di un etica differente nel governo della società.
La superiorità morale, l’incorruttibilità degli amministratori che era un punto di distinzione forte fra Pdl e Pd viene ora meno, e l’elettore di sinistra, sconfortato, rinuncia ad esprimersi, ad affezionarsi a uomini e partiti sempre più lontani dai suoi ideali.
Il caso di Napoli e della Campania è forse il più grave e conosciuto. Affari sui rifiuti, sugli appalti, sulla mobilità. Una Regione ed una metropoli invase dall’immondizia, incapaci di risolvere i problemi di vita quotidiani più semplici, più immediati, dal poter passeggiare tranquillamente per le strade del centro al rivolgersi con sicurezza agli ospedali per curarsi. E poi i rancori, le intercettazioni, le discussioni registrate per ricattare i propri nemici. Una situazione insostenibile, un clima avvelenato in cui diviene ancora più difficile gestire ed amministrare una realtà già di per sé complessa come quella partenopea.
Si osservano anche nella sinistra atteggiamenti già evidenziati in amministratori di centrodestra, che per anni erano stati aspramente criticati e derisi: l’incuranza del bene pubblico e la lotta per l’ultimo euro di tangente, reati che tutti credevano estranei alle amministrazioni del Pd sembrano invece caratterizzarne l’operato.
Non che in questi mesi la destra non abbia offerto scandali e problematiche affini. Dopo Taranto, anche Catania è in bancarotta, con l’elettricità razionata e i servizi urbani ridotti al minimo. Ma, per assurdo, l’elettorato si poteva aspettare tutto questo da partiti che non sono mai stati lontani da sospetti di corruzione e collusioni con la criminalità. Non è a destra che l’incorruttibilità viene vissuta come un valore imprescindibile della vita quotidiana, ma a sinistra. Così, se su altri temi più cari all’elettorato conservatore, la sinistra può permettersi posizioni più ambigue e meno definite di quelle della destra, come ad esempio sulla finanza e sulle liberalizzazioni professionali, deve essere però più attenta ai temi sensibili del suo elettorato: la giustizia, l’equità sociale, la coerenza fra fatti e promesse.
Ecco perché non è secondario perdere la propria superiorità morale. Ed ecco perché, in un mondo sempre più in crisi, dove chi è al potere dovrebbe essere messo in minoranza rapidamente dagli scontenti, l’Italia è un’eccezione, l’unica in cui, nell’assoluta mancanza di un’alternativa credibile, il Governo piace meno ma aumenta il suo consenso.

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