Alieni. Invasione in serie


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Serie cult sugli alieni anni ‘80 e ‘90
di Lorena Crisafulli

Di telefilm sugli alieni n’è pieno il mondo televisivo. Dalla sitcom “Mork e Mindy” degli anni’80 per arrivare ai giorni nostri a “Lois e Clark- Le nuove avventure di Superman”, “Roswell” e “X-Files”.

Nella situation comedy protagonista è un simpatico extraterrestre, Mork per l’appunto, interpretato da un giovanissimo Robin Williams, che dal pianeta Ork è piombato sulla terra per sbaglio a bordo di un’astronave-uovo. Di altro mondo per usi e costumi, Mork viene aiutato dalla giovane ragazza che lo ospita in una soffitta, Mindy (Pam Dawber), ad adattarsi al clima e allo stile di vita umani. Non ha più legami con il suo pianeta, eccezion fatta per un breve contatto mentale con il capo della sua gente, Orson. Ingenuo, quasi ad uno stadio infantile, Mork mostra un’umanità più vera e sincera degli abitanti stessi della Terra. Esilarante Robin Williams, che deve molto del suo successo proprio a questa serie, una delle sitcom cult degli anni ’80 sia in Usa che nel resto del mondo.
Tra gli alieni più amati come non citare il grande Superman. Presentato al pubblico in tutte le salse e interpretato da tantissimi attori, sia per il grande schermo che per il piccolo, il supereroe venuto da Krypton è diventato l’alieno umanizzato per eccellenza. Nelle vesti impacciate del giornalista Clark Kant o in quelle coraggiose de “l’uomo d’acciaio” con tutina attillata ed “S” di Super, questo personaggio è entrato nell’immaginario collettivo come l’eroe per antonomasia. Di pellicole sul tema ne sono state girate parecchie, ma negli ultimi anni, per assecondare l’industria della fiction che tanto successo riscuote presso i telespettatori, anche le serie non sono mancate. Tra tutte ricordiamo “Lois e Clark- Le nuove avventure di Superman”. La serie, prodotta in quattro stagioni dalla Warner negli anni ’90, ha riscosso un grosso successo di pubblico che ha dato il suo contributo alla trama del telefilm tramite dei forum telematici. In questa versione di Superman si pone l’accento più sulla storia d’amore tra i due protagonisti, Lois e Clark, come si evince dal titolo stesso, che non sui superpoteri del personaggio principale. E’ sull’alterego giornalista, Dean Cain, e sul suo amore per Lois, l’attrice Teri Hatcher, che ruotano i plot episodici della serie, dove chiaramente non manca il cattivo di turno né tantomeno il terribile Rex. Ma nonostante le trappole e i supernemici terreni, il nostro eroe riuscirà a sposare l’amata e a coronare il suo sogno d’amore, ma il pericolo è sempre in agguato.
Nella nostra rassegna non poteva di certo mancare una delle serie “giovaniliste” più in voga negli anni ’90, “Roswell”. Ambientata nell’omonima cittadina del New Mexico, teatro di strani e inspiegabili avvistamenti, la serie statunitense vede al centro della scena un gruppo di ragazzi adolescenti, alle prese con problemi legati alla loro età di transizione e con vicissitudini di carattere non propriamente terreno. I protagonisti sono due fratelli Max (Jason Behr) e Isabel (Katherine Heigl) e Michael (Brendan Fehr), alieni atterrati sulla terra ancora bambini e accolti come orfani “normali” in due famiglie della piccola cittadina messicana. Più una quarta aliena che arriverà negli episodi successivi, Tess (Emilie De Ravin), l’unica che ricorda qualcosa dell’atterraggio sulla Terra. A parte lei, infatti, nessuno di loro conosce le proprie origini. Ne sono tutti alla ricerca per tentare di risalire al proprio passato, che ogni tanto riaffiora attraverso personaggi nuovi e indizi confusi. Nell’arduo compito della scoperta, li sostengono pochi amici terreni, Liz (Shiri Appleby), salvata da Max dopo una sparatoria e sua fidanzata, Maria (Majandra Delfino) e Alex (Colin Hanks). Mentre lo sceriffo Valenti (William Sadler), sospettoso, si aggira tra le loro vite alla ricerca di conferme sulla loro ambigua identità. Il telefilm ha avuto largo seguito negli Usa ma anche in Italia. Al di là dell’elemento extraterreno dei giovani protagonisti, la linea narrativa si dispiega lungo i problemi adolescenziali, le storie d’amore, le incomprensioni tipiche di quell’età. L’essere “alieni” qui è l’esser adolescenti e il non sentirsi compresi dagli adulti. Ed è questo uno dei punti di forza del telefilm, nel quale l’elemento d’identificazione e di proiezione da parte del giovane pubblico gioca un ruolo non trascurabile.
Tra i misteri ultraterreni che serpeggiano nella quotidianità qua e là a disseminare dubbi e dilemmi, quello degli “X-Files”, l’archivio segreto contenente i casi irrisolti dell’FBI, è senza dubbio uno dei più emblematici. Protagonista è una coppia di esperti incaricati dall’FBI di risolvere casi dalla matrice sospetta e “umanamente” inspiegabile. Sono lo psicologo Fox Mulder (David Duchovny) e l’agente Dana Scully (Gillian Anderson). Un inedito binomio in cui la parte sensibile e mistica, come dire prettamente femminile, viene interpretata dall’uomo e la fermezza risolutoria, scientifica e positivista di chi crede solo a ciò che può spiegare, è invece carattere connotativo della donna. Una soluzione capovolta, dunque, alla base di “X-Files” dove, al contrario di molte altre serie, l’elemento amoroso non finisce per legare sentimentalmente i protagonisti e i punti di vista divergenti, come facce alterne di una stessa medaglia, diventano utili alle indagini perché complementari. Sullo sfondo di tutto un grande complotto che riguarda gli alieni. Telefilm statunitense di successo planetario, prodotto dalla Fox a partire dal ‘93, conta al suo attivo ben 9 stagioni, nella maggior parte delle quali i casi non vengono risolti. Uno dei motivi del suo trionfo sta proprio nel lasciare aleggiare tutto in sospeso, tra verità che non si possono conoscere perché scottanti e volontà di rivelarne le dinamiche misteriose. Dal telefilm  è stato tratto anche un film per la regia di Rob Bowman nel 1998, dal titolo “X-Files. Il film”. Grande festa per i fans anche nella giornata denominata “X-Date”, il 25 luglio 2008 , data in cui è uscita negli Stati Uniti una seconda pellicola “X-Files. Voglio crederci”, diretta e co-sceneggiata da Chris Carter. A testimonianza del grande impatto sul pubblico della serie, che è stata votata da un recente sondaggio dell’Accademia dei telefilm quale “Miglior serie Tv di tutti i tempi”.
Quattro telefilm diversi, quattro storie differenti unite da una comune “invasione aliena”. La prima, “Mork e Mindy”, improntata sulla comicità e sulle stravaganze di un personaggio tanto ingenuo quanto amabile nelle sue pose strane e capovolte, nei suoi gesti infantili in grado di rivelare una spontaneità forse sconosciuta agli stessi umani. La seconda, “Lois e Clark- Le nuove avventure di Superman”, come testimonianza di un “superuomo” che vorrebbe superare i propri limiti “umani” e col coraggio dell’amore, più che dei superpoteri che gli derivano dal suo essere “diverso”, riesce a sconfiggere i nemici. Quando l’amore può tutto. Per poi passare a “Roswell”, ambientato in una piccola comunità dove tra i volti comuni e la gente di sempre si nascondono, dietro la parvenza di semplici adolescenti, quattro alieni alla ricerca di se stessi più che delle loro origini. Per approdare infine ai casi inspiegabili e misteriosi di “X-Files” che, tra indagini ai confini della realtà, temi paranormali, mutazioni genetiche e teorie del complotto, ha mostrato la natura quanto mai ambigua del genere umano, ops alieno.

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