Piramidi enigmatiche
Pubblicato da Redazione a marzo 1, 2009 · Lascia un Commento
di Patrizia Tonin
La piramide: prodotto di maestosa e ingegnosa architettura, imperiosa costruzione sovrana del tempo, dal fascino indiscusso e misterioso, una delle sette meraviglie del mondo, è stata costruita ben 4500 anni fa e resiste da secoli imperterrita e imponente alle intemperie.
Le più conosciute e più misteriose sono quelle della piana di Giza: Cheope, Chefren e Micerino, visitate ogni giorno da milioni di turisti. Ma perché ancora oggi, dopo secoli di scoperte, di conoscenza, di progresso tecnologico e di cambiamenti politi e geografici, queste maestose sovrane del tempo sono così affascinanti? Già ai tempi di Erodoto, il padre della storia, greco di origine e viaggiatore instancabile, si narrava della costruzione delle piramidi.
Siamo nel 400 a.C e Erodoto scrive nelle sue Storie:
“…. I sacerdoti, dicevano che fino al re Rampsinito c’era stato in Egitto un ordine perfetto e grande prosperità. Mentre Cheope, il suo successore, l’avrebbe ridotto alla più squallida miseria. Anzitutto, dicono chiuse tutti i santuari e proibì i sacrifici; quindi impose a tutti gli Egiziani di lavorare per lui…. Ogni trimestre lavoravano a turno centomila uomini… Per la costruzione della Piramide occorsero vent’anni. Essa è quadrata.. Presenta da tutti i lati una faccia di otto plettri, un’altezza uguale. E’ di pietre levigate e perfettamente connesse, di cui nessuna misura meno di trenta piedi…. Un’iscrizione egiziana sulla piramide fa sapere quanto si è speso in syrmaia, in cipolle e in agli per i lavoranti… furono pagati mille e seicento talenti d’argento… Gli Egiziani mi dissero che Cheope regnò sull’Egitto per cinquanta anni; alla sua morte il potere passò nelle mani del fratello Chefren… Chefren si comportò esattamente come il suo predecessore: fra l’altro si fece costruire anche lui una piramide, ma non delle dimensioni di quella di Cheope… Mi dissero che Chefren regnò per 56 anni. E calcolano così a 106 gli anni di totale miseria per gli Egiziani: inoltre per tutto questo periodo i templi che erano stati chiusi non vennero mai riaperti. Gli Egiziani non amano ricordare il nome di questi due re, tanto è l’odio che nutrono verso di loro… Dopo Chefren regnò sull’Egitto Micerino, figlio di Cheope; a Micerino non piaceva l’operato del padre: allora riaprì i templi e consentì al popolo, ormai ridotto alla estrema miseria, di tornare ai propri lavori e alle proprie pratiche religiose… ma gli capitarono una serie di sventure… Anche questo re lasciò una piramide, molto più piccola di quella del padre….” (tratto da Le Storie di Erodoto, nda).
I faraoni venivano quindi visti come dei tiranni e sempre Erodoto sosteneva che centinaia si schiavi soffrivano al sole, sotto colpi di frusta, ridotti a bestie da soma e spesso morivano per la fatica di trasportare enormi blocchi di pietra.
Niente di più falso perchè la schiavitù esisteva in Grecia e non in Egitto.
Il faraone era attorniato invece da una élite di architetti, di specialisti geniali – e considerata l’epoca, avevano certamente delle conoscenze superiori alle nostre – con una straordinaria organizzazione del lavoro e da un gran numero di lavoratori, che erano pagati e considerati per il loro ruolo.
Non extraterrestri, come sostengono alcune teorie, oppure navigatori di Atlantide o schiavi, per altre. Ma un popolo precursore dei tempi, dotato di estrema intelligenza e di conoscenze matematiche, astronomiche e geografiche che hanno permesso di costruire opere maestose e perfette, in grado di contenere addirittura la Basilica di San Pietro, che neanche la moderna architettura sarebbe in grado di riprodurre.
Quello che colpisce e altrettanto incuriosisce oggi, è che le tre piramidi furono costruite con una precisione sconcentrante in quello che all’epoca, siamo nel 2.500 a.C., era il punto di unione tra terra e stelle, nell’altopiano di Giza. E ancora, sappiamo che la Grande Piramide è collocata a un terzo dela distanza tra l’Equatore e il polo Nord, che le sue facce sono rivolte perfettamente – sul serio! – a Nord, a Sud, a Est e a Ovest e anche le stesse tre piramidi, Cheope, Chefren e Micerino, sono disposte secondo un asse che segue i punti cardinali. Un fortuito caso o estrema conoscenza delle dottrine astronomiche e geografiche? Gli storici e i studosi optano per la seconda. Addirittura ci si accorse che la posizione delle tre piramidi rispetto al Nilo, e lo schema creato dalla diagonale che le unisce, è l’immagine riflessa delle tre stelle della cintura di Orione. Incredibile, assurdo, sconcertante: le tre stelle seguono una diagonale che s’inclina con la stella più piccola, Delta Orionis, così come… la diagonale delle piramidi, che si inclina con Micerino, la più piccola delle tre. Ma non è finita qui.
La Grande Piramide presenta al suo interno due sale, la “Sala del Re” e “Sala della Regina”, dove non è stato trovato il cadavere di Cheope, come si pensava visto che le piramidi fungevano da tombe, ma un sarcofago vuoto senza testi, geroglifici e oggetti funerari. Le pareti delle sale hanno inoltre due condotti quadrati che ascendono l’interno roccioso della Grande Piramide. Da numerosi studi, la scoperta quindi che questi erano orientati rispetto alle stelle con una precisione formidabile: quelli verso Nord contemplavano le stelle della costellazione del Drago, mentre quelli verso Sud le tre stelle della costellazione di Orione – Osiride – e allo stesso tempo Sirio – Iside – la stella più luminosa. E successivamente si scoprì, dai Testi delle piramidi, che il faraone era il figlio del Sole e che dopo la sua morte diventava una stella immortale del regno di Osiride, il Duat, identificato appunto con la costellazione di Orione. Le piramidi dunque erano considerate come ascensori cosmici, da cui le anime dei morti potevano raggiungere con facilità la costellazione di Orione nel Duat. Ci sarebbero molte altre teorie, più o meno fondate, rispetto al mistero delle piramidi e la loro costruzione e alla storia dei faraoni, la Sfinge e tutta la storia egizia. Ma a noi, figli della tecnologia e del progresso, non resta che rimanere affascinati di fronte a questi santuari maestosi e “astronomicamente” perfetti.
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Author: Redazione (935 Articles)