I confini del sesso fra estremismi e normalità

Ha ancora un senso parlare di limiti o regole nel sesso? E se si, cosa è definibile “normale” e cosa “eccessivo”, stravagante, inappropriato?
Se si considerano solo gli atti fra adulti maggiorenni e consenzienti, è difficile trovare oggi una barriera che non sia stata valicata o un argine che non sia stato spezzato. Le relazioni interpersonali, i media, la cultura di massa si dedicano in modo sempre più intenso alla sessualità, a scoprire e rimuovere ostacoli alla piena, assoluta libertà di sperimentazione dell’individuo. Dalla coppia tradizionale a quella aperta, dai rapporti a tre o più persone al sesso voyeuristico o sadomaso, tutto è ammesso e concesso nell’arena dell’eros.
Su Internet ci sono escort che cercano clienti, ragazze che si spogliano davanti ad una webcam, siti specializzati in pratiche di nicchia che vanno dalla coprofagia (dal greco copros (feci) e phagein (mangiare). al bondage estremo. L’ultima tendenza sono i siti che propongono uomini e donne in divisa o costume, da neonati a uomini in carriera, dalle infermiere alle massaie degli anni Cinquanta, che assumono pose sexy più o meno vestiti. Nel film “Luise e Micheal” si ride del delegato delle risorse umane che guarda la protagonista attraverso una serratura che porta sempre con sé, poiché ossessionato dall’idea di spiare dal buco della serratura donne di mezza età che spennano piccioni. Ma la realtà, almeno quella virtuale, ha già da tempo raggiunto e superato questa dimensione.
La rete si muove veloce, ma gli altri media non stanno a guardare. La televisione si riempie di reality a sfondo sessuale, dai più educativi a quelli più disinibiti e volgari. “Gioco a quattro”, sui canali Fox, racconta in ogni puntata l’incontro di due uomini e due donne, per contratto “costretti” a fare sesso. Non importa se alla fine entrambe le coppie si formeranno e daranno sfogo alla loro libido davanti alle telecamere: basta che almeno una coppia uomo-donna o donna-donna permetta di riprendere situazioni intime per alzare lo share del programma. Se i ragazzi non ci pensano da soli, interviene una hostess della produzione, che li guida alla scoperta di frustini, biancheria edibile e pali da lap dance.
Non c’è più stupore, né meraviglia: tutto, oltre ogni immaginazione, è pronto per essere fruito e sperimentato. Le bambole gonfiabili iniziano ad assomigliare ad automi, e il loro realismo è tale che sempre più persone decidono di avere relazioni sessuali monogame o poligame con esse; si organizzano maratone del sesso e dell’autoerotismo, ogni gadget o oggetto tecnologico diviene spunto per materiali erotici per accessoriarlo, dall’Ipod alla telefonia mobile di nuova generazione. Una concorrente del Grande Fratello viene ritenuta maleducata e arrogante perché vuole un “nano”, una persona vertically challenged da esibire alle feste come un animale domestico, ma nessuno si interroga sul fatto che in California esista un’agenzia che affitta già i nani e le persone molto basse, sia per feste private che per l’industria dell’hard. E il video delle prodezze sessuali di Verne Troyer, il “mini me” che recita accanto a Mike Mayers in Austin Powers, è un cult del peer to peer come quelli di Paris Hilton, Fred Durst, Pamela Anderson e Britney Spears.
Nella rubrica AltSex su Rollimg Stones Italia, ogni mese Sergio Messina presenta una nuova tendenza o fantasia del mondo del sesso. Dai siti internet che esaltano le donne e gli uomini pelosi, quasi scimmieschi, alla pratica del “mud e clay”, ovvero l’immergersi in fango e argilla durante il rapporto sessuale, dando vita, più che ad un semplice amplesso, ad una vera performance artistica.
Esistono anche quelli che amano mangiare sopra il loro partner, budini e cibi semi-liquidi su tutto, ma ormai sono considerati antichi, dei classici di un erotismo ormai borghese e da “camere da letto bene”.
In un mondo di forme sessuali esibite, in cui tutto è aperto, accessibile e disponibile hic et nunc, la mancanza di un argine, di un netto confine è forse paradossalmente il limite più difficile da superare. Se, infatti, essere “normali” significa essere potenzialmente capaci di innovarsi e cambiare dinamicamente il proprio modus operandi sessuale, chi ha già sperimentato tutto non può che fermarsi, arrendersi ad una ineluttabile stasi. La sperimentazione graduale e consapevole, e non la frenesia e vorace ricerca del piacere, è quindi l’unica vera arma per non bloccarsi, per non trovare un muro, un confine alla propria sessualità. Evitando il rischio di trasformarsi in un Ivano o Jessica del film “Viaggi di nozze” di Carlo Verdone, in cui l’amore e l’eccitazione lasciano tristemente spazio alla routine e a desideri di novità impossibili da soddisfare.

Author: Redazione (935 Articles)