I Divi e la Tv
Da sempre, o forse da molti, moltissimi anni, il Sabato sera è stato eletto a furor di popolo “ giorno del nulla televisivo”. Per tutti quei poveri cristi che, vuoi per un influenza, un morbo tropicale o solo per semplice stanchezza, sono costretti a restare serrati in casa, la televisione italiana riserva infatti una particolare forma di accanimento psicologico ai limiti del sadismo più nero.
Prime donne senza talento che agitano fondoschiena ormai d’annata nell’avanspettacolo riciclato e stantio del Bagaglino, un sempre atletico ( ? ) Chuck Norris e le sue avventure ( ? ) in Walker Texas Ranger, serie-tv dell’Est Europa con protagoniste dagli occhi di ghiaccio che sgominano organizzazioni criminali e, last but not least, programmi-cassonetto con inchieste storico-fantascientifiche ai limiti del ridicolo.
Non si sa bene cosa sia stato, all’origine dei tempi, ad aver portato a questi devastanti risultati, ma gli effetti furono talmente imponenti da aver portato i ricercatori più attenti a postulare l’ipotesi della presenza di giganteschi buchi neri all’interno degli studi televisivi della tivù generalista. Voragini spazio-temporali che si aprirebbero puntualmente ogni Sabato sera per poi richiudersi del tutto l’indomani mattina.
A tutto questo la Scienza cercò una soluzione.
Per salvare la televisione dal tracollo culturale, l’umanità tutta si affidò nelle mani di pochi eletti, di semi-divinità. Uomini speciali che avrebbero risollevato le sorti del piccolo schermo grazie ai loro super poteri; ebbe inizio in tal modo l’epoca dei Divi televisivi.
Per non destare troppo clamore e rendere quindi l’operazione totalmente inefficace, i Divi decisero di non turbare il pubblico con la loro inconfutabile superiorità ed optarono dunque per una graduale rivelazione. Un azione lenta ma risoluta che diede vita al One Man Show, eroe del varietà ed alla Talkshow Queen, signora indiscussa delle lavandaie. All’Opinionista, lo Psichiatra dell’Amore, creature onnivore capaci di subire pesanti esposizioni mediatiche ed al Giornaliero, copia infima ma sempre presente del giornalista.
Furono creati appositi contenitori capaci di sostenere la loro presenza che in poco tempo, nonostante gli enormi sforzi per mantenere la segretezza della loro identità, rivelarono ai meno addormentati chi fossero davvero i protagonisti di questo nuovo strano fenomeno: il divismo.
Inizialmente si manifestarono l’Opinionista e lo Psichiatra dell’Amore.
Verissimo, da rotocalco di informazione del Tg5 divenne lentamente la versione televisiva di Novella 2000 fino a trasformarsi totalmente in Pomeriggio 5, habitat naturale dei tre Divi, raffigurati nelle antiche iscrizioni anche come la temibile Trinità del Trash. Per fronteggiare la forza calamitante di Canale 5, la Rai rispose immediatamente con L’Italia sul 2, imperdibile teatrino dell’italianità, recentemente mutato proprio per le sue proprietà riflessive in Italia allo Specchio.
In queste arene l’Opinionista, famoso per l’inutilità e l’inconsistenza di un qualsivoglia suo ragionamento, assunse negli anni diversi nomi, dei quali però non se ne ricorda nemmeno uno data l’evanescenza delle sue idee. Vennero trovate invece tracce dello Psichiatra dell’Amore, creatura esperta nella valutazione delle più recondite pulsioni dell’Eros come della qualità delle protesi mammarie dell’ospite-gonfiabile, in numerose metamorfosi di esperti senza fama ormai stabilmente ramificati negli studi Rai.
Venne poi il momento in cui lo Psichiatra dell’Amore divenne Psichiatra dell’Orrore, eminenza grigia dell’approfondimento notturno, detentore della Verità su delitti efferati e chairman ( lett.uomo-poltrona ) di Porta a Porta. Il programma, terza camera del Reame nonché regno privato del Giornaliero segnò il passaggio da un tipo di divismo blando ad uno più corposo.
Attento analista delle più minuscole chiazze di sangue sparse indistamente su mestoli, biciclette, pigiamini, seghe con motore a scoppio, catenacci ed amenità simili, lo Psichiatra dell’Orrore fu un Divo atipico in quanto fondò la sua fama sulla morbosità del pubblico paleo-cristiano degli spettacoli gladiatori, ed approfittò delle poltrone-trono di Rai1 per esporre balzane teorie su profili criminali e madri infanticide. Teorie poi riprese, approfondite con gustosi particolari e rilegate in preziosi volumi acquistabili nei migliori negozi.
Il Giornaliero invece, nelle vesti mortali di Bruno Vespa, grazie ai suoi poteri tentacolari, riuscì a monopolizzare il palinsesto della prima rete Rai, imponendo con metodo ipodermico l’onnipresenza della sua figura. Autore di successo di numerosi best seller sulla vita privata dei potenti nonché di attente analisi politiche, il Giornaliero divenne famoso per tre superpoteri: dire quotidianamente bugie, coccolare le cortigiane di Palazzo ed occultare i fatti importanti parlando di argomenti faceti come i mille metodi per insaporire la ribollita di carne ed i risvegli dal coma.
Ma la vera apoteosi, il contatto con gli dei, fu riservato solo a Maria De Filippi, Talkshow Queen e Fiorello, One Man Show.
Ideatrice e conduttrice di numerosi programmi pomeridiani, la prima, ad un certo punto della sua vita ebbe la debolezza di rivelarsi al mondo nella sua natura divina con Amici di Maria de Filippi.
Non proprio cautamente autocelebrativo già dal nome, il mostro di share di Canale 5 provocò nel pubblico inerte un irrefrenabile moto di completa devozione che giunto ai suoi massimi picchi rese ubiquitaria la presenza di Maria; il suo potente ologramma valicò così i confini di Mediaset per imporsi prepotentemente in Rai durante l’unico ed ultimo programma di successo prodotto a Viale Mazzini.
La giuria del Festival di San Remo, illuminata dalla presenza della Regina, non resistette alla sua ingombrante presenza e fu costretta, in preda alla visione mistica, a far vincere Marco Carta, divo minore, estensione della Talkshow Queen.
Dopo una serie di timide apparizioni su Italia Uno come conduttore di Karaoke, inebriato dal successo di Buona Domenica, Matricole e Festivalbar, anche il quarto Divo diede dimostrazione delle sue capacità. Fu così che nel 2001 con Stasera Pago io Rosario Fiorello, buttata giù la maschera, ipnotizzò letteralmente il pubblico del prime time dando il via ad una vorticosa serie di indiscutibili successi, tanto grandi da portarlo a replicare la formula nel 2002 con Stasera Pago io in Euro e nel 2004 con Stasera Pago io Revolution.
Passato al satellite dopo non poche problematiche con il Padrone dei Divi, demiurgo del loro mondo nonché reuccio del nostro, oggi Fiorello conduce Fiorello Show, spettacolo monografico sponsorizzato a colpi di guerrilla marketing con intrusioni improvvise nelle reti del Reame.
Attualmente è purtroppo impossibile prevedere con certezza gli sviluppi futuri all’interno dell’habitat televisivo; Il Divo più forte potrebbe infatti, dopo aver sconfitto i rivali, fagocitare totalmente i palinsesti e monopolizzare l’etere in maniera irreversibile oppure sparire per lunghi anni e riapparire ogni tanto per la gioia dei telespettatori.
In preda al dubbio più atroce, a noi piccoli uomini non resta dunque che attendere frementi il prossimo Divo, ammirare le sue mirabolanti acrobazie e celebrarle come si deve.


Author: Redazione (935 Articles)