I social network in aiuto dell'Abruzzo


facebook-terremoto-abruzzo.jpgdi Santina Buscemi

“Forte scossa di terremoto nel centro Italia. Il sisma, di magnitudo 6,7 Richter, ha colpito l’Italia centrale alle 3 e 30 di notte. Secondo l’istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs) la scossa si è verificata alle 3 e 32 minuti. Il luogo della scossa, 42.480 gradi di latitudine Nord, 13.160 gradi di latitudine Est è al confine tra Lazio e Abruzzo. L’epicentro sarebbe nel paese di Arischia”.
Questa la notizia.
Un terremoto che ha occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, una tragedia che ha colpito il nostro Paese e ha lasciato profondi cambiamenti, oltre alle devastazioni e alle numerose morti, che hanno addolorato chiunque.


Oltre alle polemiche, le discussioni e le considerazioni su quanto accaduto, a caratterizzare i tristi fatti accaduti in Abruzzo è stato indubbiamente il risvolto mediatico che li ha interessati.
Nello specifico, oltre alla maratona televisiva con le edizioni straordinarie dei telegiornali e gli speciali dedicati, le numerose pagine su quotidiani e settimanali, il web ha ricoperto un ruolo fondamentale nell’intera vicenda.
Da quando ha iniziato a diffondersi la notizia, il popolo di internet ha attivamente contribuito a sensibilizzare gli altri utenti riguardo ai tragici fatti e ha concretamente mostrato il proprio impegno a non agire da spettatore passivo.

Primi su tutti i social network: Facebook e soci hanno espresso solidarietà a gran voce e in diversi modi; sul sito creato da Mark Zuckerberg è stato evidente il passaparola fra gli utenti: status utilizzati per esprimere vicinanza alla popolazione colpita, per cercare persone scomparse, offrire la propria abitazione, spronare a donare il sangue o convincere a mandare l’sms al numero creato ad hoc per raccogliere i fondi, oltre alla massiccia iscrizione a gruppi dedicati all’Abruzzo.
E in ognuna di queste azioni è stato ed è possibile ravvisare una forte determinazione a conoscere la realtà dei fatti e a sentirsi direttamente coinvolti negli aiuti: sui gruppi pro Abruzzo si potevano leggere numerosi forum di discussione in cui si alternavano le polemiche sul servizio del tg1 o canale 5 e la decisione di trasmettere Amici il giorno della tragedia e il Grande Fratello.
Oltre a questo, il popolo del web, deciso ad informarsi, ha visionato su YouTube i numerosi video in cui era intervistato Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, divenuto famoso dopo la tragedia perchè alcuni giorni prima aveva dato l’allarme su un possibile rischio sismico nelle aree colpite. Mentre su altri portali, quali ad esempio YouReporter, sono stati gli stessi utenti a pubblicare video e a visionare gli altri caricati da altre persone, per mostrare e vedere piccoli pezzi di verità sul terremoto.
Diversi modi, quindi, ma tutti utili per comprendere quanto le nuove tecnologie stiano influenzando la società e divenendo di basilare importanza nella vita quotidiana: la tragedia avvenuta in Abruzzo ha mostrato come gli utenti del web abbiano utilizzato il medium attivamente, per leggere notizie, documentarsi, approfondire, ma anche per scambiare e diffondere la propria opinione e per offrire un aiuto concreto alla popolazione colpita.

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