Bagaglino, Uomini e Donne o Europarlamento?


01_06_09_veline_meloni.jpg

Le nuove donne della politica fra misoginia e stereotipi.
di Marco Meloni

Immaginate la scena. Una calda e soleggiata giornata romana, un luogo importante ed ufficiale, una schiera di politici, dirigenti di partito, amministratori locali pronti a darsi battaglia per entrare nelle liste delle europee del PDL, il nuovo partito di maggioranza relativa in Italia. Una scena classica, vista in ogni paese e per ogni forza politica nel momento delle candidature. Ma ecco, da varie macchine nere e vie secondarie, arrivare veline, concorrenti del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi, soubrette e mannequin.


Tutte hanno in mano il bignamino della brava donna della politica, un manuale sintetico e di facile comprensione che spiega le basi della politica in Europa. Almeno cos’è l’Europa e dove si trovano le sedi delle rappresentanze comunitarie. Chiassose, indisciplinate, piene di vitalità invadono le stanze del potere, chi con capelli rosso fuoco frutto di ore di extension, chi con unghie laccate come anatre alla pechinese che possono, all’occorrenza, trasformarsi in armi improprie. Sembrerebbe di essere al Bagaglino, e invece di sta decidendo chi, fra queste donne, diventerà europarlamentare, portando le proprie immense doti da statista a rappresentarci nell’Unione Europea.
Situazioni così, in Italia, sono ormai all’ordine del giorno. Le donne della politica, lontane anni luce dalle poche, coraggiose, pioniere come Nilde Iotti o Emma Bonino, sono tutte giovani, belle, in continuo passaggio fra la televisione e la politica, fra Maria De Filippi e Palazzo Madama. Parlano poco, e quando lo fanno sono sempre aiutate da qualche uomo più saggio, proprio perché sarebbe difficile terminare un discorso sensato senza l’aiuto di nessuno.
E dire che nel PDL, il partito che utilizza il maggior numero di queste “belle statuine”, di donne con un cervello ce ne sono. Dalla più famosa Stefania Prestigiacomo, che non ha mai usato il suo corpo per emergere, a Iole Santelli o Isabella Bertolini. Ma queste donne, meno televisive, meno abituate a larghi sorrisi verso la telecamera, sono state sostitute da Mara Carfagna o da Barbara Matera, passate rapidamente ( la prima) o in via di passaggio (la seconda) da programmi leggeri a ruoli importanti della vita politica del paese.
Il “ciarpame senza pudore”, come descritto da Veronica Lario, non teme incapacità, né il peso di un ruolo istituzionale così gravoso ed importante; portate a sognare una vita politica semplice ed eterodiretta, poiché nulla o quasi è lasciato alla loro decisione personale, queste donne pensano alla pace e alla fame nel mondo come se fossero ad un concorso di bellezza, senza alcun approfondimento.
Prendendo ad esempio il caso molto dibattuto di Noemi Letizia, il fatto più importante non è la presunta liaison fra Berlusconi e la ragazza, non provabile, voyeuristica e di cattivo gusto da indagare, ma piuttosto la sicurezza, espressa dalla giovane in un’intervista, che presto sarà in Parlamento, poiché “Papi Silvio” le ha promesso, anzi garantito, un posto di rilievo fra i deputati PDL. Se le amicizie personali, la giovinezza, la carriera nel varietà assicurano la politica, non c’è più spazio per persone di esperienza, che alla politica dedicano anni di studio e che arrivano a ricoprire ruoli importanti per merito, e non per caso o fortune personali. Se è già grave avere governatori e sindaci che sono in realtà commercialisti e medici del Presidente del Consiglio, è ancora più degradante dover essere rappresentati da donne che aspirano alla visibilità e ai soldi, non certo all’impegno e al lavoro che comporta essere in politica. Una ragazza di diciotto anni non può ammettere candidamente che le due strade, parallele e per nulla in contraddizione per il suo futuro sono la politica e il bancone di Striscia la Notizia. Così come un uomo di governo non può procacciare come un talent scout politici nelle sue trasmissioni televisive o sui giornali scandalistici. Qualche anno fa, impressionato dalle “doti” artistiche di Aida Yespica, Berlusconi cercò un modo per inserirla nelle liste di Forza Italia, cosa impossibile vista la cittadinanza venezuelana della donna. La Costituzione andrà di certo cambiata. Come resistere alla tentazione di modelle slave o a procaci sudamericane nei palazzi del potere?
  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Diigo
  • eKudos
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • viadeo FR
  • Wikio

Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...

  • No Related Post
Line Break

Author: Redazione (935 Articles)

Redazione

Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!