Signora mia: "IL FUTURO NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA"


il futuro non  piu quello di una volta.jpgI principi fondamentali della Costituzione nella postmodernità d’Italia.
di Giovanna D’Ambrosio

Prendete un’ imprenditore famoso perché fa dei bei reality show,  prendete un anziano intellettuale conservatore della destra austriaca con anello papale e prendete poi  tante comparse anonime, comodamente sedute in un gabinetto: mettetele insieme e siete i benvenuti in Italia,  dove,  si dice,  il futuro non sia più quello di una volta. A colpi di “si stava meglio quando si stava peggio” e “non c’è più religione”, anche i soldi non ci sono più.


A volte, smarriti nelle tasse, persi nella burocrazia, o nelle  tasche dei “settantadue fannulloni di Strasburgo” (The Financial Times).  E così,  il rapporto annuale Istat 2008 comunica che ben una famiglia su cinque è al lastrico, alle prese con affitti cari, bollette salate e spese mediche ingenti, impossibilitata a garantirsi improvvise spese d’emergenze, mentre solo il 41,7% delle famiglie italiane (circa 10milioni) possono essere considerate “agiate”. Aggiungendo poi l’aumento del prezzo dei beni alimentari basilari e delle spese per la crescita dei  figli e associandoli poi ad uno stipendio mensile tra i più bassi dei Paesi Ocse, il carovita riduce ai minimi termini gli italiani. E purtroppo,  non sono solo canzonette. Realmente, crisi di astinenze dal lavoro, suicidi e crisi per la ricerca della felicità di un salario minimo, hanno sostituito l’ideale romantico dell’uomo latino “che fa follie solo per amore”. Ad oggi, il lavoro nei call center, porto sicuro per molti, sostituisce ai tradizionali mezzi di alienazione della tradizione, telefoni e desktop di computer. Inoltre, il doppio o in alcuni casi, anche il terzo lavoro, (sempre più frequente), modificano la dialettica servo-padrone nietzschiana diventata servi-padrone,  fanno l’uomo (seppur mammone) ladro. Per  la generazione 1000 euro , tutto è possibile.

Sbattuti tra Maroni e ronde cittadine armate, come le SS di Massa, di vecchia memoria, vinti poi dalla paura dell’uomo rom e dell’uomo nero e fans delle  fiction di Novi e di Perugia, gli uomini d’oggi non sembrano avere più vie d’uscite, specialmente quando il consiglio migliore dell’epoca del Porta a Porta è “non aprite quella porta”. Come imperativi della modernità e regole da rispettare, anche la libertà di espressione, abilmente regolata dalla censura. Ma “in un paese in cui un solo uomo ha il potere politico del presidente Bush, l’influenza dei media di Rupert Murdoch e la ricchezza e ambizione di Ross Perot e Steve Forbes” (Citizen Berlusconi), ben si capisce che cosa voglia dire parlare bene e razzolare male. E se Lyotard e Bauman  avevano chiamato tutto questo ambaradan  con il nome di “postmodernismo” e società liquida, non avevano tutti i torti. Anche se una salvezza per noi, ragazzi dello zoo sopravvissuti al giudizio universale, è il televoto: il solo strumento di partecipazione politica che pare garantire i principi fondamentali della costituzione: lavoro, solidarietà e libertà di espressione.  Nonostante tutto, però, tra il signore dei bordelli, l’illusione di Dio e Noemi Letizia, ad uomini e donne, la capa (ed anche qualcos’altro) davvero gira.
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