Zeitgeist

Di Carlo Cammarata
E se d’un tratto ci accorgessimo che gran parte di quello che abbiamo imparato sui banchi di scuola e in chiesa fosse semplicemente una montatura ideata per controllarci e porci al servizio dei potenti?
Per alcuni illuminante, per altri assolutamente blasfemo o, nella migliore delle ipotesi, estremamente utopistico, lo Zeitgeist movement propone di abolire le istituzioni politiche, di eliminare il sistema monetario e di abbandonare qualsiasi fede religiosa.
Queste idee non trovano cittadinanza sul tubo catodico, è infatti la rete a permetterne un’ampia diffusione attraverso il sito internet www.thezeitgeistmovement.com ed i domini dedicati alla condivisione dei film in cui è possibile visualizzare i documentari Zeitgest, The Movie (2007) e Zeitgeist Addendum (2008).
L’obiettivo del movimento dello Zeitgeist, “spirito del tempo e della sua società” in tedesco, è quello di giungere alla creazione di una società migliore attraverso il risveglio della spiritualità e la diffusione di una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente.
Ma perché rinunciare alla politica, al denaro ed alla religione?
Secondo i sostenitori di questo movimento, tra i quali Jacque Fresco, novantatreenne industrial designer e personalità di spicco nel contesto dello Zeitgeist movement, tali istituzioni sarebbero responsabili delle divisioni sociali che impediscono agli uomini di raggiungere un’ integrità sociale in cui l’uomo smetta di guardare al suo prossimo come ad un “altro da sé”, un “diverso” o un “nemico” con il quale essere in competizione, ed inizi invece ad avere consapevolezza della energia che unisce tutti gli elementi della natura ed in virtù della quale sarebbe impossibile scindere se stessi dagli altri.
Seduti di fronte al vostro computer, immersi nei due documentari, vi sembrerà di sentire l’eco degli slogan del romanzo “1984” di George Orwell, individuerete similitudini con il Manifesto comunista, rivivrete le teorie cospirative di “Fahrenheit 9/11”, noterete analogie con le teorie anti clericali del nostro Piergiorgio Odifreddi, ed individuerete persino principi affini allo yoga.
La religione cristiana (ma in generale il riferimento è da estendersi a tutte le religioni teistiche) è la prima destinataria delle critiche mosse dal movimento nel documentario Zeitgeist, The Movie.
Essa sarebbe stata inventata dagli uomini di potere ed avrebbe permesso loro di controllare le masse attraverso la cieca sottomissione all’autorità di un Dio, che “vede tutto ciò che fai e ha una lista di dieci cose da non fare e se sbagli ti manda all’inferno per sempre. Ma ti ama! E ha pure bisogno dei tuoi soldi, è perfetto, ma le sue istituzioni vogliono i tuoi soldi!”
Certo i toni utilizzati nei documentari non sono assolutamente bassi, ed il “politically correct” viene rifiutato in quanto vizio di una società in cui le voci fuori dal coro sono voci di pazzi cui non dare credito onde, nel disegno dei potenti, mantenere inalterato l’ordine attuale.
Al fine di controllare la società, la religione avrebbe prodotto una de-responsabilizzazione dell’uomo, il quale ha sempre potuto chiedere perdono al suo Dio, ovvero compiere orribili crimini in suo omaggio.
I sostenitori del movimento confutano l’esistenza di Gesù in quanto non supportata dagli scritti degli importanti storici suoi contemporanei, e, ancor più, dimostrando come la vita del Figlio Unigenito di Dio sia semplicemente una riedizione delle storie di Horus (divinità egizia), Dionisio ed Attis (divinità greche), Krishna (divinità indiana), Mitra (divinità persiana) etc. etc.
Studiando le loro storie si nota come spesso coincidano le date di nascita (25 dicembre), la presenza della stella dell’est, i tre re al momento della nascita, l’inizio dell’attività di insegnamento a 12 anni, il battesimo a trent’anni, la crocifissione a trentatré, la resurrezione il terzo giorno dopo la morte.
Le date ed in generale le simbologie adoperate deriverebbero tutte dall’astrologia, ed è per questo che lo Zeitgeist movement declassa la religione cristiana al rango di mero sforzo letterario ed astrologico.
Un altro strumento di controllo delle masse sarebbe il sistema economico monetario.
Ogni volta che una nuova banconota viene emessa dalla Banca Centrale di uno Stato, viene spiegato nei due documentari, alla banconota viene applicato un interesse e quindi viene generata una percentuale di debito, la quale può essere pagata soltanto attraverso nuovo denaro emesso ancora una volta dalla Banca Centrale. Le nuove banconote incorporano anch’esse un interesse e quindi un debito. Il risultato è una nuova forma di schiavitù, poiché non è possibile saldare un debito che si rigenera continuamente. Questo debito insaldabile porta le persone a lavorare per la maggior parte della loro vita col fine di accumulare più soldi possibile per sopravvivere e, per conseguire tale obiettivo, le costringe alla competizione, alla lotta nei confronti dei loro concorrenti. Ciò non può che acuire le divisioni sociali.
“In una vera società -si legge sul sito del movimento- le persone vorrebbero seguire le loro naturali inclinazioni e lavorare per contribuire alla società non perché sono pagate per farlo, ma perché hanno una più alta coscienza che riconosce il contributo alla società come aiuto per sé come per tutti gli altri”.
Il denaro, oltre a favorire la stratificazione sociale, è il motivo alla base di tutte le guerre.
Nei momenti di crisi economica, al fine di sollecitare l’emissione di nuovo conio, i detentori del potere economico internazionale hanno interesse a che nuovi conflitti sorgano proprio per finanziarli.
Naturalmente, affinché un esercito entri in guerra, non deve mancare il consenso della massa. Per ottenere l’approvazione popolare all’iniziativa bellica, il popolo viene continuamente tenuto in uno stato di tensione dai media.
Proprio i media, secondo lo Zeitgeist movement, sono i veri responsabili dell’unica strategia del terrore che si sta realmente compiendo ai nostri tempi. Giornali e telegiornali non farebbero altro che colmare quotidianamente di paure le persone, con il risultato di isolarle sempre di più.
Esse, spaventate dal loro prossimo perché potrebbe essere un attentatore, uno stupratore, un ladro, o un portatore di chissà quale malattia, preferiscono evitare ogni rischio e limitare la loro esistenza a guardare nel loro sicuro salotto una televisione che prosegue nel suo processo di isolamento.
Divide et impera recitavano i romani riferendosi ai loro avversari politici; oggi l’antico adagio verrebbe invece utilizzato dai potenti per neutralizzare le masse.
E così un popolo sempre più spaventato e ultra frammentato ha dato il suo consenso ed i suoi uomini agli eserciti al fine di condurre guerre non appena fosse sorta una giustificazione.
Ebbene, queste giustificazioni, secondo i sostenitori del movimento, sarebbero state create ad arte.
Ciò sarebbe valso recentemente per
l’11 Settembre, descritto nel primo documentario come un “auto attentato” organizzato dagli stessi servizi segreti americani per ottenere il pretesto attraverso il quale dichiarare guerra a Paesi detentori di importanti risorse petrolifere.
Anche dietro agli ingressi americani nei conflitti mondiali vi sarebbe stata una “messa in scena” studiata per catturare il consenso popolare. Così ad esempio, per ciò che riguarda gli attacchi giapponesi su Pearl Harbour, gli alti ranghi dell’esercito americano erano a conoscenza di ciò che sarebbe accaduto, ma non vollero evacuare la base per non rischiare di “perdere” il pretesto per entrare in guerra.
Se da un lato l’opinione pubblica veniva iniettata d’odio nei confronti dei i nazisti, dall’altro proprio le banche americane avrebbero giocato un importante ruolo anche nel finanziare Hitler ed il suo esercito. Gli americani, in definitiva, avrebbero finanziato entrambi i fronti.
Lo stesso sarebbe accaduto qualche decennio più tardi con la guerra in Vietnam: creazione ad arte dell’incidente che ha scatenato il conflitto, finanziamento di entrambi i fronti, stesura di regole di ingaggio meditate non già per vincere la guerra, bensì per farla durare il più possibile.
Il messaggio è chiaro. Il mondo è un palcoscenico, e tutto ciò che abbiamo dato per scontato sino ad ora è una montatura che ha consentito ai detentori del potere di rimanere ai piani alti della stratificazione sociale che essi stessi hanno costruito.
La religione, la politica ed il sistema monetario non saranno mai in grado, a detta dei sostenitori del movimento, di eliminare la povertà, il crimine, lo stress e l’insoddisfazione delle persone. Occorre perciò, afferma Jacque Fresco, eliminare dette istituzioni e creare una società che si basi su principi nuovi in grado di avvicinare l’uomo alla felicità.
È questa la strabiliante proposta dei sostenitori dello Zeitgeist movement: il “Progetto Venere”.
Esso prevede, oltre alla sostituzione del denaro con un’economia fondata sull’abbondanza delle risorse, l’eliminazione dei governi e dei confini nazionali; il controllo delle nascite; il recupero dell’equilibrio ambientale; l’implementazione delle risorse energetiche alternative; la condivisione su scala globale delle più recenti tecnologie; l’educazione alla ricerca della felicità personale già nelle scuole.
Il primo passo sarebbe già stato compiuto. Il movimento ha acquistato dei terreni in Florida per la realizzazione di una città prototipo in cui iniziare la sperimentazione attraverso la messa in pratica di questi principi.
Fino a quando la nostra società sarà fondata sul denaro –viene da domandarsi- come potrà essere finanziato il “Progetto Venere”?
Sul sito del movimento si legge: “non vi chiederemo mai soldi”.
Tuttavia, qua e là all’interno del dominio internet, è possibile individuare dei links che consentono ai visitatori di effettuare donazioni poiché, senza denaro, nessuna idea sarebbe concretizzabile.
La contraddizione probabilmente non è di poco conto ed è di per sé sufficiente a far insospettire i più maliziosi. Che si tratti soltanto di un’idea di qualcuno per far soldi alle spalle del popolo dei cospiratori?
È difficile, molto difficile, prendere una posizione.
Ciò nonostante, se ci si concentra sui contenuti senza pregiudizi, è assai probabile che, nel profondo delle nostre coscienze, si finisca per condividere almeno alcune delle tesi esposte.
Ad ogni modo, favorevoli o contrari, prima di addormentarci le prossime sere penseremo: come sarebbe la nostra vita senza la religione? Come si vivrebbe senza i politici insozzati di ipocrisie? Come si starebbe se non dovessimo affannarci tutti i giorni a lavorare per guadagnare denaro? Ma non ci resterà che addormentarci, perché la macchina che tiene in piedi questo spirito del tempo, il nostro Zeitgeist, non si incepperà mai.

Author: Redazione (935 Articles)