Al-Jazeera e la rivoluzione dei media arabi


01_07_09_focus_al_jazeera_e_la_rivoluzione_dei_media_arabi.lorena_crisafulli.jpg.jpgRecensione a cura di Lorena Crisafulli

Edito dalla Sellerio Editore, “Al-Jazeera e la rivoluzione dei media arabi” di Alessandro Cervi si propone di analizzare l’influenza dei mass media sulla cultura del Medio Oriente, attraverso lo studio della rete araba Al-Jazeera.

Famosa in tutto il mondo per aver trasmesso i filmati del terrorista Osama Bin Laden, che l’ha scelta come veicolo per rivolgersi ai suoi “sudditi” e per rivendicare le azioni terroristiche, l’emittente è stata tacciata di collaborazionismo e di essere la voce di Al-Qaeda. Il 7 ottobre del 2001, la CNN ha mandato in onda il video di rivendicazione dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre. “Quel giorno milioni di persone notano sul teleschermo, oltre all’inconfondibile logo CNN, delle grafiche in arabo e una chiara scritta in alfabeto latino “Al-Jazeera exclusive”.
E’ il battesimo mediatico mondiale dell’emittente televisiva satellitare del Qatar”. Sintetizza così Alessandro Cervi l’entrata in scena della rete araba più famosa al mondo. Al-Jazeera, letteralmente “la penisola”, è nata nel 1996 per volontà dell’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al-Thani, allo scopo di rendere il territorio, piccolo e irrilevante, un importante centro culturale e mediatico.  E’ lui, con 137 milioni di dollari investiti, il principale finanziatore della rete all news. Quest’ultima, per un certo periodo, non ha potuto beneficiare degli introiti pubblicitari a causa dell’ostilità del governo saudita (monopolista delle concessionarie di pubblicità) e della sfiducia delle multinazionali nei confronti della giovane realtà televisiva. Col passare del tempo, le cose sono migliorate e, grazie alla popolarità acquisita, oggi Al-Jazeera può contare milioni di telespettatori in tutto il mondo.
“Si stima che approssimativamente il 70% degli arabi, che possiedono una parabola satellitare, faccia riferimento alla televisione di Doha per reperire news e approfondimenti d’attualità. Una percentuale che verrebbe confermata dai dati relativi alle sottoscrizioni di abbonamenti per servizi televisivi satellitari dopo l’11 settembre 2001: nel mese successivo agli attacchi terroristici gli abbonamenti sono aumentati del 300%”. Dati riportati nel testo che confermano il grande impatto e la notorietà dell’emittente araba più importante del Qatar.
Al-Jazeera rappresenta una grande rivoluzione nel sistema mediatico arabo dove, fino alla sua comparsa, i regimi hanno imposto la loro linea editoriale alla maggior parte delle emittenti, rendendole uguali alla Tv di Stato. Ma la rete all news di Doha ha saputo distinguersi. Qui temi quali scandali politici, diritti civili, sesso, poligamia, un tempo tabù relegati alle discussioni private entro le mura domestiche, sono stati affrontati nell’arena pubblica. L’indipendenza delle proprie idee e l’opposizione a una tradizione televisiva di tipo propagandistico, hanno fatto di Al-Jazeera una preziosa fonte informativa alternativa rispetto alle Tv arabe, in grado di dar voce a opinioni dissenzienti. Come rileva l’autore, uno dei punti di forza dell’emittente va rintracciato nel suo stile linguistico. Grande attenzione alla sintassi, precisione nella correzione dei testi letti in diretta per evitare interpretazioni errate, vista la rigidità della lingua araba nelle regole grammaticali. Una professionalità, costruita giorno per giorno, che ha fatto di Al-Jazeera punto di riferimento di molti media arabi e internazionali. A testimonianza dell’autorevolezza della rete, che le ha fatto valere il titolo di “CNN araba”, alcune delle sue espressioni sono state riprese anche dalla stampa quotidiana.
Ripercorrendo le fasi che hanno condotto alla nascita dell’emittente, dall’evoluzione della stampa araba di fine XIX secolo fino alla rivoluzione satellitare degli ultimi anni, il testo di Cervi propone al lettore una panoramica della situazione mediatica in Oriente e dei suoi riflessi in Occidente. Il difficile rapporto tra culture diverse, radicate l’una nella tradizione, l’altra nella globalizzazione, trova una via d’incontro nella tendenza generale all’ibridazione che coinvolge il sistema televisivo mondiale. Attraverso Al-Jazeera è possibile interpretare i fatti del mondo mediante il filtro della cultura araba, ma da una prospettiva giornalistica di stampo occidentale, più globale che locale. Accanto alla CNN, oggi c’è Al-Jazeera.
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