Benvenuti nella Repubblica delle "Banane"
di Marco Meloni
Questa volta la denuncia arriva da Bari, e parte da un presunto giro di procaci ragazze pagate per allietare i diversi esponenti politici del centrodestra locale e nazionale. Molte, una volta raggiunto un certo livello di simpatia, si dice sarebbero state anche candidate nelle liste PdL, o inserite in liste affiliate, per le diverse elezioni amministrative e politiche dei prossimi anni. La superteste Patrizia D’Addario mostra sms, racconta di serate a Palazzo Grazioli e di promesse per sé e per le altre ragazze coinvolte, che iniziano anch’esse a parlare di fronte ai magistrati. La scossa, il terremoto politico che molti attendevano, non sembra però essersi verificato, né c’è qualche minima speranza che si verifichi.
In questo caso non vi è infatti nulla di nuovo, o meglio nulla di più di ciò che è stato già detto e visto in precedenza. Nessuna foto può essere più esplicita di quelle pubblicate da El Pais, che ritraggono ragazze in topless a bordo piscina e uomini politici che fanno il bagno nudi con loro, nessun commento o illazione più sagace o irriverente di quelli nati a seguito della vicenda di Noemi Letizia e del Papi Berlusconi.
E allora che cosa ci si aspetta dall’opinione pubblica, cosa dovrebbe accadere di diverso? In un paese che approva e tifa per un ultrasettantenne arzillo che fa battute maschiliste e frequenta donne giovanissime, perché mai la scoperta che molte di queste hanno ricevuto o ricevono favori più o meno espliciti per accompagnarsi a lui dovrebbe scatenare una repulsione del suo elettorato?
Che siano ragazze alla ricerca di un posto in politica, di soldi o di notorietà, il disprezzo dell’italiano medio si dirige verso di loro, simboli di una donna che si concede solo al potere e a chi lo detiene, ma non certo verso chi sfrutta la situazione a suo vantaggio, proponendo uno stile di vita spregiudicato ed eccessivo ma in linea con i desideri e le aspirazioni della neoborghesia televisiva.
Nessuno sembra cogliere né l’ironia grottesca della situazione, né tantomeno monta l’indignazione verso uno stile di dirigenza sempre più inesperto e basato sulla raccomandazione sessuale. È tragicomico, a tratti esilarante, scoprire che molte delle donne della politica in realtà sono ragazze immagine o amanti di turno, che parlano di famiglia e di religione ma poi sono le prime a raggiungere camere di albergo sotto falsi nomi da film americano di serie B; è surreale dover scoprire che molti dirigenti, quadri di partito, onorevoli, sono eletti non perché bravi e competenti, non perché corrotti e in grado di garantire voti della malavita (cosa scorretta ma più consueta, almeno in un immaginario globale della politica), ma bensì per le loro doti nel procacciare donne, saper trovare droga per le feste private, avere il lasciapassare nelle discoteche più esclusive delle grandi città e dei luoghi di villeggiatura. Oggi le liste sono piene di vallette, veline, pr, o semplicemente di insospettabili dalla doppia vita che sanno organizzare un baccanale in poche ore. E tutto questo sulle spalle dei cittadini, che votano l’incompetenza travestita da novità, la bellezza fisica e la freschezza delle giovani contrapposte alla vecchia politica dei burocrati.
Non è con l’indignazione morale che si abbatte chi dell’ipocrisia e dell’incoerenza ha fatto un pregio e uno slogan elettorale; nessuno scandalo sessuale potrà mai smuovere un leader politico che invia messaggi precisi riguardanti i veri valori e comportamenti da seguire nella vita. Una società che rende Corona un suo simbolo, che insegue la sesta di reggiseno della solita svampita da reality, non ha interesse a rimuovere un politico dalla vita personale sopra le righe. Al massimo, cercherà di imparare da lui.

Author: Redazione (935 Articles)