Secondo il sondaggio della Swg commissionato dalla Confesercenti, i vacanzieri italiani, l’11% in più dello scorso anno, adottano numerosi espedienti per abbassare la spesa senza rinunciare a partire. Giugno e Settembre tornano ad essere i mesi prediletti, e il viaggio estivo si accorcia di qualche giorno. Non più cenette romantiche in ristoranti esotici ma il 26% dei connazionali preferisce cucinare da sé. Gli spostamenti in auto sono i primi della lista, scelti dal 65%, e se il 18% è ancora affezionato alle comodità, un crescente 24% ne fa volentieri a meno.
Per i tre milioni e mezzo (il 7%) che si conferma avventuroso, il Lonely Planet’s Best In Travel 2009 stila una lista delle 10 migliori mete per l’estate 2009. Ultimo in classifica lo Yunnan, regione sud-occidentale della Cina; seguono le Isole Svalbard, freddo, ghiaccio, neve e solitudine a pochi passi dal polo. Un ex aequo all’ottavo posto tra e le due isole dell’arcipelago caraibico colombiano San Andres (viva e modaiola) e Providencia (per chi cerca l’intimità). Risalendo la classifica troviamo Big Island, la grande isola delle Hawaii; Nam Ha (Laos), un’assenza totale di turismo organizzato, camminate nella giungla e villaggi lontani dal progresso tecnologico; la Francia meno conosciuta di Linguadoca e al quarto posto Ko Tao, perla della Thailandia, nuovo Eden d’immersioni. Sul gradino più basso del podio Chiloé, nuova riserva ecologica del Cile; e se l’argento va all’arte e alla cultura dei Paesi Baschi, il vincitore è la Bay of Fires tasmanese, “sabbia bianca e leggera come borotalco, mare blu, cielo terso e nessuno con cui dover dividere il paradiso.
Questa baia era il tesoro segreto dei pirati, se vuoi vederla al naturale devi andarci ora, tra un anno sarà la spiaggia di tutti”.
Per i giovani il Mediterraneo resta la meta più ambita; ai primi posti Spagna e Grecia ma si assiste a una rilevante riscoperta anche del nostro Paese. Una nuova tendenza è invece nata nel turismo studentesco, è la formula “scambio casa”; un fenomeno che in Italia cresce sempre di più tanto da “raddoppiare i soci di anno in anno”, fa sapere la responsabile Italia del portale scambiocasa.com, Cristina Pagetti. Scambiocasa.com è il referente per l’Italia del circuito internazionale HomeExchange.com con più di 25.000 offerte in 110 paesi al mondo. Il successo dello scambio di casa, è dimostrato, sottolinea Pagetti, “dall’incremento impressionante dei nostri soci che nel giro di un anno sono passati da meno di 18.000 a 25.000″. In Italia “si contano più di mille soci” e il nostro Paese è la meta più richiesta dagli stranieri. “Un enorme vantaggio per noi – commenta la Pagetti – che abbiamo così la possibilità di scegliere tra più destinazioni”. Sembra, inoltre, che l’esperienza sia positiva: “dopo la prima volta, infatti, il 95% si riscrive con facilità”.
Ad andare per la maggiore, riferisce il Centro Turistico Studentesco, sono i viaggi aggregativi; una traduzione spazio-temporale dei social-network che vede gruppi di semi sconosciuti (creati per lo più on line appunto) organizzare autonomamente viaggi d’insieme per abbatterne le spese. Ecco allora che si noleggiano grossi camper con i quali girare l’Europa, tutti ammassati insieme, ragazzi e ragazze, musica al massimo volume e mete condivise: Berlino, Praga, Budapest, Parigi. Partono versando nella cassa comune una certa cifra a testa e quando il questa finisce si torna a casa.
Come ossessionati dalla logica dell’offerta, del 3×2 o del 2×1, perseguita per tutto questo anno di crisi, i vacanzieri acculturati rinseguono il festival, l’evento annuale, così da poter conciliare la visita dei musei, all’evento modaiolo e alla meta turistica. Ecco che i mondiali di nuoto diventano un espediente per la riscoperta della capitale, e che si ricercano eventi come i concerti a Salisburgo, il jazz all’isola d’Elba, le poesie a Cetona, il nuovo museo archeologico di Atene, il Festival della letteratura di Calabria, gli Aperitivi d’autore in Garfagnana in compagnia dello scrittore famoso o la musica in quota fra le montagne del Trentino.
Da un evento negativo, la crisis dell’uomo moderno, sembrano emergere quindi reazioni positive, come se “la crisi” avesse creato un luogo da molto tempo non visitato, dove soffermarsi a ragionare. Ecco che la creatività dell’uomo torna ad operare anche nei tempi della quotidianità, offrendogli alternative funzionali e comunque rispondenti alla richieste individuali.
Author: Redazione (935 Articles)