Quanto si può resistere sepolti vivi?


sepolta viva.jpgQuesto è un interrogativo che in molti si sono posti. Tutti abbiamo in mente la scena in cui Black Mamba, alias Uma Thurman, in Kill Bill di Quentin Tarantino, seppellita viva da Budd in una bara di legno, per aver spezzato il cuore di suo fratello Bill, cerca disperatamente di liberarsi prima che l’aria si faccia irrespirabile.
In letteratura Edgar Allan Poe in La sepoltura prematura descriveva così questa tragica fine ‘Essere sepolti vivi è senza dubbio , il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l’una e cominci l’altra ?’
Ancora nel film Sepolto Vivo, di Roger Corman, il protagonista Guy, interpretato dall’attore Ray Milland, convinto che il padre sia morto sepolto vivo, si lascia suggestionare a tal punto da diventare preda di una vera e propria ossessione.

Ad ogni modo, l’idea che una volta sepolti in una bara sotto due metri di terra si possa rimanere vivi per ore o addirittura giorni è solo fantasia, frutto più di tradizioni popolari, sostenute dalla paura comune. In realtà, non riusciremmo a resistere più di qualche minuto. Proprio per rispondere a questo interrogativo, un uomo si fece rinchiudere in una cassa d’acciaio, a cui era stato collegato un sistema di monitoraggio per l’aria. Il risultato fu che l’aria in poco tempo era diventata irrespirabile a causa dell’anidride carbonica prodotta dalla respirazione.

A New York, nel ’99, l’illusionista David Blaine, si fece rinchiudere in una bara di plexiglass e seppellire sottoterra, a circa due metri di profondità, con sotto una vasca piena di acqua a finché i passanti potessero controllare l’esperimento. Blaine resistette per una settimana, senza mangiare e bevendo due soli cucchiai di acqua al giorno: il trucco ovviamente era un tubo di respirazione celato al pubblico.

Ad ogni modo c’è chi ha pensato di farne un nuovo business. A Santiago del Cile, il cimitero offre un servizio aggiuntivo: un sistema di sensori per monitorare i defunti dentro le bare, capace di segnalare qualsiasi movimento sospetto del sotterrato. Quando si dice non si può mai riposare in pace, manco da morti!

di Romina Toscano

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