Potremmo iniziare dalla platinatissima Lady GaGa, l’ex spogliarellista newyorkese che per il suo nome si è ispirata niente di meno che a Radio Ga Ga, il noto successo dei Queen datato 1984. Brani come Just dance e Poker face sono il risultato di una felicissima combinazione dell’elettronica made in 80’s con musicalità pop e vagamente r’n’b. Del resto non ci si poteva aspettare altrimenti da una che è cresciuta ascoltando Michael Jackson e Cindy Lauper. Ai Queen, e in particolare al loro carismatico leader, si richiamano esplicitamente anche artisti del calibro di Katy Perry e Mika.
La prima, autrice di hit a livello mondiale come “I kissed a girl e Hot’n’cold”, ha addirittura dichiarato di voler diventare il Freddie Mercury in gonnella del nuovo millennio (ambiziosetta, la ragazza!). Staremo a vedere se ci riuscirà…..Per il momento non possiamo che augurarle tanta, tanta fortuna! Il secondo – non se ne dispiaccia la Perry, sua grande amica – ha avuto almeno il buongusto di lasciare che fossero gli altri a paragonarlo alla grande voce dei Queen, alla quale si avvicina, se non altro, per la notevole estensione vocale. Lo stesso Brian May, leggendario chitarrista della band britannica, ha espresso il suo apprezzamento per Mika, difendendolo dalle critiche di un noto giornalista del quotidiano Guardian. Fresca, esuberante, psichedelica la versione remix firmata Calvin Harris del brano We are golden, che anticipa l’uscita del terzo disco del cantante libanese, il 18 settembre 2009.
Ma come dimenticare gli ormai mitici Depeche Mode? Unanimemente considerati, insieme agli Eurythmics di “Sweet Dreams”, tra gli esponenti più rappresentativi del synthpop, quella branca della pop music che fa ampio uso del sintetizzatore, hanno pubblicato lo scorso aprile un nuovo disco. In una recente intervista rilasciata ad una rivista musicale italiana, i Depeche Mode hanno dichiarato che “Sounds of the Universe” – questo il titolo del loro diciottesimo lavoro – è un album talmente retrospettivo da poter essere stato scritto negli stessi anni ’80 e recuperato in un secondo momento. Già l’8 novembre del 2008 l’attrice-popstar Hillary Duff aveva pubblicato “Reach out”, citazione esplicita della loro hit Personal Jesus (1989), nonché tentativo – consentitecelo – piuttosto goffo e affettato di scrollarsi di dosso l’immagine di ragazzina perbene impostagli dalla vagonata di film per adolescenti di cui era stata protagonista.
Mai come in questi tempi, poi, l’electro-house, le cui radici affondano naturalmente negli anni ’80, ha goduto di tanta fortuna. Tanto per fare un nome, il dj francese David Guetta sta vivendo proprio in questi mesi il suo momento di gloria, accaparrandosi le collaborazioni con gli artisti più in voga del momento, come Kelly Rowland (“When love takes over”) e Akon (“Sexy bitch”). Dalla morte di Michael Jackson lo scorso 25 giugno, infine, spopolano nelle principali discoteche europee valanghe di remix dei suoi brani più celebri, primo fra tutti Billie Jean, mentre gli Ipod si riempiono di brani del re del pop, di Cindy Lauper, di Billy Idol e dei Duran Duran. Ma, dite, non è un po’ triste che debba sempre morire qualcuno perché si risvegli l’interesse collettivo per una determinata epoca? Per poi magari scemare miseramente in capo a qualche mese?
Giudicate voi.
Author: Redazione (935 Articles)