I sexy ritorni della fiction che fu


melrose-place.jpgIn un momento di forte crisi economica, con la paura di investire in nuovi prodotti o in mercati aleatori come quello dello spettacolo e del broadcasting, non sorprende il recupero massiccio di format già di successo del passato, ed un loro riadattamento ai tempi in corso.


La fiction “riciclata” ha l’indubbio vantaggio di non dover essere promossa da zero, poiché ha già i suoi estimatori ed un nome riconoscibile; inoltre, dopo lo sciopero degli sceneggiatori dello scorso anno che ha costretto ad una chiusura anticipata molti programmi di punta della televisione americana, il poter contare su storie già in parte scritte o stabilite consente un maggior potere di contrattazione da parte dei produttori.
Ecco dunque ricomparire Beverly Hills 90210, Melrose Place, e forse a breve Party of Five. Telefilm e serie tv culto degli anni Novanta che tornano per conquistare le nuove generazioni. E che, ormai un po’ fuori forma con il passare del tempo, provano la carta della sensualità per emergere. D’altro canto, se David Duchovny in Californication sogna di ricevere una fellatio in chiesa da parte di una suora, e in Six Feet Under o in Nip/Tuk non si tiene più il conto delle scene di sesso etero e omosessuali, significa che il limite si è decisamente spostato in avanti rispetto ai turbamenti amorosi di Brenda e Brandon o alle tresche da educande di Amanda e Sidney.
I remake non possono quindi rimanere troppo fedeli agli originali,  correndo  tuttavia il rischio di alienarsi il pubblico dei fan “storici”. Devono cercare la novità, la sensualità, il peccato, spesso in salsa adolescenziale. Non siamo al livello di Skins, serie inglese ricca di situazioni scabrose, droga e alcol fra adolescenti, perché la ferrea morale americana non gradirebbe, ma il passo in avanti, o indietro a seconda di chi parla, è comunque notevole.
I nuovi studenti di Beverly Hills non parlano di sesso, ma lo fanno. I mali del mondo, le esperienze  che traviano e invitano alla trasgressione sono vissute non con assoluta condanna, ma piuttosto come prove, momenti di passaggio che ogni adolescente deve vivere e sopportare. Non è solo qualche anno che divide i vecchi protagonisti dai nuovi: è una visione della vita, una socialità fatta di nuove pratiche relazionali che definiscono valori e simboli molto differenti, a volte antitetici. Questo aspetto, che risulta più comprensibile in una storia che parla di ragazzi, poiché anche nella vita reale il passaggio generazionale si avverte con forza, diviene però meno chiaro nel remake di Melrose Place. L’esagerata esasperazione del lato sessuale avviene in maniera più gratuita, accentuando l’aspetto di rincorsa ad altri format attuali piuttosto che una evoluzione consapevole dei ruoli e dei personaggi della fiction. La mangiatrice di uomini, il bello e cattivo, il/la doppiogiochista sottolineano solo il lato fisico delle loro relazioni, perdendo in carattere e spessore sulla scena.
La nuova fiction che fu, proprio perché cerca di seguire un filone già seguito da altri, e per di più recuperando e trasformando realtà televisive che occupano un posto specifico e difficilmente mutabile nella memoria del telespettatore, non avrà vita facile. Il rischio di cercare soluzioni troppo semplici sulla carta, potrebbe portare a errori molto più gravi che una buona intuizione e voglia di osare.

di Marco Meloni

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