Tim Burton
Pubblicato da Redazione a settembre 1, 2009 · 1 Comment
Aspettando “Alice in wonderland” –
Segnate in agenda la data 5 marzo 2010: appuntamento al cinema con l’ultimo lavoro di Tim Burton “Alice in wonderland”. Tratto da due famosi e discussi capolavori della letteratura, “Il paese delle meraviglie di Alice” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Carroll – pseudonimo del matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson -, il film del “solitario e arrabbiato” Tim Burton, come lui stesso si definisce, si preannuncia uno dei leader della prossima stagione cinematografica.
La storia del libro è nota quasi a tutti: Alice una bambina di otto anni si ritrova all’improvviso in un lontano “paese delle meraviglie” dove transitano diversi e “strani” personaggi: lo Stregatto, il Cappellaio Matto, il Brucaliffo, la Regina di Cuori e il re suo consorte, il Bianconiglio, Libeccio e molti altri. La storia di Carroll in questo caso è stata riadattata in chiave di semi-sequel e sceneggiata da Linda Woolverton, dove Alice scappa da una residenza vittoriana in cui si scopre in vendita, e seguendo un coniglio bianco in un bosco cade in un buco nel terreno. Si ritrova così nel Paese delle Meraviglie, che aveva visitato 10 anni prima senza averne dei ricordi, e nelle immagini cinematografiche magiche e inquietanti di Burton.
Personaggi della fantasia rappresentati in un surreale e inverosimile mondo, dove tutto è colorato e divertente e, allo stesso tempo, dove tutto è “esattevolmente” ingarbugliato e, talora, crudele. Se affidiamo tutti questi ingredienti, immaginando di avere a che fare con una ricetta da cucina, alle mani e alla mente cinematografiche di un regista eclettico e grottesco, la decisione della casa di produzione a cui è stato commissionato il lavoro, la Walt Disney, non poteva che ricadere su di lui: Tim Burton. “E’ un tale classico, questo romanzo, – afferma il regista - e il suo immaginario è così surreale. … Le storie sono come droga, per i bambini, sapete? Li lasciano stupefatti. L’immaginario: nessuno è mai riuscito a trasmettere l’immaginario di questo romanzo trattandolo come un’unica storia.
E’ una sfida interessante”. Regista punto di riferimento del cinema gotico, ispirato alla letteratura rivisitata attraverso gli amati horror della Hammer, Burton narra in tutti i suoi film gli aspetti più segreti e oscuri della realtà americana, ma anche l’amore e la morte, attraverso le sue visioni cupe, ironiche e surreali, malinconiche e grottesche. In Alice in Wonderland, si cimenta in “un progetto davvero divertente.
La storia è ovviamente un classico, con immagini, idee e concetti molto iconici. Ma tutte le versioni cinematografiche fatte sinora… insomma… Non ne ho mai vista una che avesse un vero impatto su di me. Viene sempre fuori qualcosa che mostra una serie di strani eventi. Ogni personaggio è strambo, e Alice non fa che vagare da un incontro all’altro, risultando quasi solo come un osservatore. Il mio obiettivo è quello di fare un film interessante e coinvolgente che esprima un po’ della psicologia del libro, e porti freschezza alla storia mantenendone la natura classica”.
Ed ecco che Burton tira fuori dal cilindro del “suo” Cappellaio Matto, interpretato in questo caso dall’attore feticcio Johnny Depp, tutta la sua conoscenza del cinema di animazione – ricordiamo che Burton ha iniziato a studiare e a lavorare l’animazione proprio con la Walt Disney – e crea un’opera surreale e grottesca, come solo lui può fare, in cui mescola live action, stop motion e motion capture per proiettare il tutto, infine, in 3 D. Il trailer uscito a luglio già ne conferma lo stile tutto “burtoniano”.
Le riprese di quest’opera mastodontica sono state fatte a ottobre 2008 e vedono come attori principali la quasi sconosciuta Mia Wasikowska (Alice); Depp (Cappellaio matto); Helena Bonham Carter (Regina di cuori); Anne Hathaway (Regina bianca); Michael Sheen: Bianconiglio e molti altri. Ormai della pellicola si sanno molti aspetti e retroscena, oltre al fatto che alcuni spettatori hanno già avuto il privilegio di vedere la pellicola al Comicon-Con di San Diego: sono state fatte riprese sia dal vivo con interi quartieri costruiti su stile dell’età vittoriana e in appositi teatri di posa, sia in computer grafica, con il green screen, con riprese live action aggiuntive e molte altre tecniche. Durante la post produzione, molte sequenze sono state rieditate in Performance Capture, tecnica con la quale gli attori possono impersonare personaggi animati in modo fotorealistico come nel film la Leggenda di Beowulf.
E, inoltre, le scene girate in tecnica tradizionale sono state convertite in tridimensionale per ottenere maggiore controllo nel montaggio, oltre a voler risparmiare nei bilanci, come sostengono molti esperti del settore. Una cosa è certa: Alice in the wonderland è la pellicola che solo Tim Burton poteva “naturalmente” riproporre quasi fosse una storia scritta da lui, grazie alla sua eccentricità, la sua genialità e la sua capacità di rappresentare mondi surreali in maniera ancora più folle e surreale, basti pensare ai meravigliosi Edward mani di forbice o La fabbrica di cioccolato, La sposa cadavere, per citarne solo alcuni.
Di Patrizia Tonin
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Tim Burton has a unique style when making his movie. I love Nightmare Before Christmas and Edward Scissorhands.’~-