What’s uuuuup!
Il variegato mondo dei saluti americani
Mi è balzata alla memoria la vecchia campagna pubblicitaria di una nota bibita alcolica: due amici, sprofondati comodamente sul divano di casa a guardare la TV e sorseggiare con gusto il loro drink, prendono la cornetta del telefono e si scambiano un contagiosissimo “What’s uuup!”, che si estende allegramente ad altri amici che prendono parte alla conversazione.
Questo è un chiaro esempio dei cambiamenti che sono accorsi nell’evoluzione dello slang americano. Lasciate da parte i più comuni e conosciuti Hello, Hi, How are you doing? per le occasioni più formali o l’ambiente lavorativo, e fate spazio a nuove e più colorite espressioni che vengono oggi largamente usate per porgersi saluto. Il sopracitato What’s up è forse il saluto più in voga tra gli americani, specialmente i giovani che amano giocare con il linguaggio dando vita a nuove forme e variazioni di quest’espressione.
What’s up non è una domanda, anche se suona come un’interrogazione è considerato un vero e proprio saluto. In principio nasce dall’abbreviazione di “What’s the upgrade?” ovvero “cosa c’è di nuovo?” e si è fatto strada nel corso degli anni nel linguaggio colloquiale, fino ad arrivare ad essere l’espressione di saluto più usata in slang americano. Ovviamente non ci si poteva fermare lì, così la forma What’s up viene ulteriormente abbreviata nell’uso di “Sup” o usata in variazioni come wazzup o wassup.
Ma come si risponde ad un What’s up? Sembra che il 99% degli americani risponda effettivamente come fosse una vera e propria domanda: “nothing” (niente), “good” (tutto bene), ma non manca chi ad un What’s up risponde con un altro sonoro What’s up.
Es.
1) Hey wassup, man? (ciao, come va?)
-Nothing much, going to work (niente di che, sto andando a lavoro)
2) What’s up, dude? (come va?)
-Sup (come va).
Esistono poi, altre espressioni nel vivace mondo dei saluti che danno largo spazio all’immaginazione. Così, dilagano una serie di saluti che inizialmente potrebbero lasciare un ignaro visitatore un po’ spaesato. Si fanno largo, dunque, i vari “How it going?, How’s it hanging?, what’s happening?, what’s popping?, what’s cracking?, what’s really good?, what’s going dow?”. Tutte espressioni che sono letteralmente intraducibili ma che svolgono la funzione di un più semplice “come va?”.
Negli ultimi posti della Top Ten dei saluti si incontra il meno creativo e ormai poco usato “Howdy”. Il termine si pensa sia nato come abbreviazione di “how do ye?”, espressione utilizzata nel dialetto degli Stati del Sud nel 1840 e che oggi viene ancora informalmente usato e riconosciuto come saluto negli Stati: Texas, Tennessee, Louisiana, Alabama, North Carolina, Georgia e Mississippi. Addirittura è stato adottato come saluto ufficiale dell’università texana A&M.
Non vi meravigliate dunque, se nell’incontrare qualcuno sentirete quelle che suonano come intraducibili domande. Ricordatevi che il linguaggio gestuale è uguale in tutto il mondo: un sorriso o una stretta di mano tolgono sempre dall’impiccio dell’incomprensione di espressioni che sembrano insensate, e comunque, un What’s up è sempre una valida risposta ad ogni saluto.
Rubrica a cura di Karen Pristipino

Author: Redazione (935 Articles)