Rai4 vs Iris. Un match a colpi di serie tv
Si dice, in giro, che l’avvento del digitale terrestre sia un avvenimento festoso carico di freschezza e novità. Si narra, nei corridoi dell’etere e nella carta stampata, che il turn off dell’analogico poterà con se un importante arricchimento contenutistico e nuove modalità di fruizione del prodotto televisivo a cui faranno seguito un’espansione dell’offerta e concrete possibilità di un insperato pluralismo. Si dice, e insomma, noi vogliamo crederci. Un po’ per non passare per i soliti detrattori della Tv, che fa tanto techno-radical-chic ed un po’ – nasconderlo sarebbe ipocrita – perché ci piace sederci, infilar le pantofole e restare a guardare.
Ed eccole, scaldate e massaggiate agli angoli del ring, le due concorrenti di sempre, le due sorellastre, Rai e Mediaset, alleate sul satellite ma concorrenti in digitale, tutt’altro che stanche, tutt’altro che a terra. Eccole, spolverate ed imbellettate, come vecchie signore attempate ma ancora attraenti, sfoderare le loro ultime armi di seduzione, il loro push-up del piccolo schermo.
E’ un insospettabile 30 novembre 2007 quando Iris, made in Mediaset, comincia ad andare in onda con grandi aspettative e titoli di tutto rispetto. La sua programmazione inziale, affidata alla direzione di Miriam Pisani, comprende film, musica, teatro e documentari – merce rara per la tivù commerciale – non dimenticando l’elemento essenziale delle serie tv.
Grande spazio anche al cinema. Tralasciando per un attimo le pellicole d’autore italiane ed internazionali degli anni ‘30, che – senza nulla togliere ai miti del passato – appesantiscono il palinsesto rendendolo poco competitivo, la serata di Iris sembra a prima vista una sorta di collage artatamente fabbricato, che mescola in un unico calderone commedie all’italiana, B-movies compresi, qualche punta di diamante dello humor americano come “ Ti presento i miei” ed in ultimo, campioncini d’audience come “ I Soprano”, che in passato ha letteralmente galvanizzato la seconda serata di Canale 5 e l’ormai inguardabile CSI.
Dall’altra parte del ring, all’angolo dello sfidante, muove i suoi primi passi Rai4, il nuovo canale di viale Mazzini, affidato sin dal suo concepimento ad un grande vecchio della programmazione come Carlo Freccero. Già direttore dei palinsesti di Canale 5 ed Italia 1, Freccero è un vero e proprio artista della televisione. Autore televisivo, direttore di reti nazionali, responsabile della programmazione, il suo è un talento riconosciuto a tutti i livelli, anche oltre confine. Nel 1994 è infatti responsabile della programmazione di France 2 e France 3, ma la parentesi francese dura soltanto due anni. Nel 1996 torna nel Bel Paese dove finalmente, dopo numerose esperienze, arriva in Rai ricoprendo per sei anni ( fino al 2002 ) il ruolo di direttore di Rai 2.
A differenza di Iris, forte dello strapotere di Mediaset in ambito generalista ma povero dal punto di vista autoriale, il palinsesto di Rai4 è fortemente targettizzato verso un pubblico giovanile. Una platea che, dopo aver spento da anni la televisione, pian piano torna a familiarizzare con il mezzo, timidamente, grazie soprattutto alla disponibilità di fruizione via internet. Proprio sulla piattaforma innovativa e funzionale di rai.tv è infatti possibile guardare il canale in tutta la sua programmazione ed in qualità elevata, in uno schermo forse più piccolo ma che di sicuro ormai non ha più nulla da invidiare al vecchio caro piccolo schermo.
Ma il fulcro della forza di Rai 4 è sicuramente indicabile dal punto di vista contenutistico. Le serie tv, elemento base intorno al quale ruotano come piccoli satelliti brevi interruzioni e programmi divertenti come Sugo, si sprigiona in tutta la sua forza all’interno della scaletta Rai.

Author: Redazione (895 Articles)