Vizi e viziosi del Terzo Millennio
PECCATI CAPITALI. Solo a leggere o ad udire queste due parole si avverte un inconscio sentimento di soggezione ad un’autorità che tutto può e tutto vede e di fronte alla quale possiamo solo sentirci piccoli e quasi infimi. Al di là dell’appartenenza o meno ad una fede religiosa di tipo cristiano, la sensazione di inadeguatezza ancestrale rimane e tende a farci confrontare con una parte di noi stessi che spesso non vogliamo davvero vedere.
Ma perché questi peccati si chiamano proprio Capitali? La spiegazione risiede nel fatto che questi vizi sono concepiti come la fonte e il motivo d’esistenza di altri molteplici peccati, una sorta di grandi capitoli contenenti una grande varietà di sottocapitoli che possono portare a vizio perenne. Inseriti nella dottrina cattolica grazie all’opera sistematica di S. Tommaso d’Aquino, in realtà già Aristotele parlava di questi peccati, definendoli “abiti del male”. E questi abiti del male sono assolutamente attuali e riscontrabili in ampie categorie umane. Per questo motivo, un po’ per gioco e un po’ per dimostrare la loro effettiva attualità, vogliamo collegare ad ogni peccato un personaggio noto.
SUPERBIA
È il peccato più grave: chi ne è affetto si crede superiore a tutto e a tutti, è arrogante, orgoglioso, prepotente e presuntuoso, pensa di essere un dio sceso in terra a cui ogni cosa è dovuta e concessa. Tommaso d’Aquino definiva la superbia un «amore smodato per la propria eccellenza»: vera o presunta è tutto da verificare!
Un superbo per definizione è Fabrizio Corona: al centro delle cronache giudiziarie di Vallettopoli, Corona si è sempre distinto per la sua tracotanza e la sua tendenza a sentirsi al di sopra della legge. Esemplare il numero allucinante di infrazioni al codice della strada (si parla di circa 6000 multe), che includono la guida di automobili nonostante il ritiro della patente. Riassume la sua superbia un episodio risalente a circa un anno fa: ingaggiato nel cast per il film poliziesco “Tieni a me”, Corona è stato licenziato per essersi rifiutato di partecipare alle prove. Motivo? Non aveva bisogno di perdere tempo con inutili prove dal momento che, per sua dichiarazione, è «un attore nato da quando aveva due anni». Però!
AVARIZIA
Secondo peccato capitale, l’avarizia è l’attaccamento smodato al denaro e ai beni materiali. Si tratta di un vizio strettamente legato all’avidità, ovvero alla tendenza ad accaparrarsi ricchezze senza freni e più del dovuto. L’avaro custodisce gelosamente i propri beni, incurante dei bisogni del prossimo. L’avarizia è tra i peccati capitali in quanto un legame troppo stretto con i beni materiali implica l’allontanamento da sentimenti spirituali ed è causa della povertà altrui.
La palma di personaggio più tirchio dello star system spetta a Victoria Adams, ex Spice Girl e moglie del calciatore David Beckham: di recente si è fatta riconoscere per aver fatto incetta di vestiti di seconda mano in un negozio gestito da un ente di beneficienza, al quale non avrebbe lasciato nemmeno una sterlina in cambio di tutta la merce portata via. E pensare che il suo patrimonio personale è stimato intorno ai 100 milioni di euro!
LUSSURIA
È stato definito, assieme all’accidia, il peccato del nostro tempo e tutto ce lo testimonia. Dai giornali alla televisione, dai salotti della politica ai luoghi più impensati, la lussuria è un vizio onnipresente. Si tratta della bramosia eccessiva nei confronti del sesso, dei rapporti carnali, una ricerca smodata del contatto fisico che finisce per diventare spersonalizzato e per non abbracciare l’interezza dell’altra persona. Esempi di personaggi lussuriosi ne abbiamo a bizzeffe: c’è chi si è costruito una carriera basata sul sesso e chi invece è diventato celebre, oltre che per il suo mestiere originario, anche per una strana insaziabilità sessuale. Per il primo caso è esemplare Tinto Brass, che ha fatto una fortuna a suon di film pecorecci ad esplicito sfondo sessuale, mentre per il secondo è famoso il caso di Michael Douglas, che nel 1992 finì in ospedale per sessodipendenza, ovvero troppa voglia di avere rapporti sessuali in ogni momento della giornata.
GOLA
È un peccato molto comune, quello della gola: consiste nell’incapacità di moderazione nell’assunzione di cibo. Perché è incluso tra i peccati capitali? Il peccato originale di Eva può dare una parziale spiegazione, ma la risposta alla domanda è da ricercarsi nella tendenza di alcune – tante – persone a non ascoltare davvero i bisogni del proprio corpo. Peccatori di gola sono sia coloro che assumono smodate quantità di cibo, finendo nell’obesità, sia coloro che invece volontariamente non ne assumono abbastanza e finiscono per ammalarsi di anoressia e bulimia.
Senza andare a ricercare in queste due categorie estreme, possiamo consegnare la palma di golosa ad un volto noto di casa nostra: Antonella Clerici, fortunata presentatrice di diversi programmi TV, tra cui “La prova del cuoco”, e autrice di diversi libri di ricette culinarie. La Clerici stessa ammette di essere «una golosa totale». E come biasimarla, con tutte le bontà che la cucina mediterranea ci offre?
INVIDIA
Possiamo definire l’invidia come una tendenza di autodifesa di chi si sente inferiore rispetto ad un altro: questo meccanismo passa per la distruzione dell’immagine altrui al fine di salvaguardare il proprio orgoglio e la propria dignità. Anziché cercare di valorizzare positivamente le proprie qualità, l’invidioso prova risentimento per qualcosa che non gli appartiene. A differenza degli altri peccati, l’invidia non procura piacere: è anzi un continuo logoramento dell’anima.
Possiamo ritrovare un esempio recente in Sarah Larson, ex di George Clooney, la quale, invidiosa della nuova compagna Elisabetta Canalis, ha dichiarato: «George un super uomo del sesso? E’ tutta una montatura dei maghi della pubblicità di Hollywood. In realtà George è uno da One Night Stand. La sua prestanza sessuale è poco superiore a quella di un impiegato di banca, una botta e via. Più di una volta non ce la faceva proprio, ma ci tiene tantissimo alla sua immagine di sex symbol e, piuttosto che modificare questa percezione, si ucciderebbe! Non penso che sposerà mai nessuna, tanto meno quella show girl locale». Accipicchia quanto veleno!
IRA
La rabbia che acceca, che domina, che offusca le capacità razionali, che fa urlare contro chiunque, specialmente contro chi ha acceso la miccia. La collera che sconvolge, travolge, investe chi la prova. Sesto peccato capitale, l’ira è legata ad un eccesso di passione: è una violenta reazione a qualcosa a cui si è contrari e che non si accetta. L’iracondo si lascia spesso andare a questi moti estremi, le sue parole e i suoi gesti non hanno limiti.
Emblema dell’ira è il critico d’arte Vittorio Sgarbi: basta una parola per lui non adeguata, uno sguardo storto, un’idea diversa e Sgarbi parte con le sue violente invettive contro chiunque. La sua lingua non conosce freni e, ogni volta che partecipa ad un salotto televisivo, i conduttori cercano di non scatenare la sua furia: tentativo spesso vano, visti gli innumerevoli siparietti ai quali abbiamo più volte tristemente assistito. Il tutto si trasforma in un monologo urlato in cui nessuno può pronunciare una parola diversa da quella di Sgarbi: alla faccia del dialogo!
ACCIDIA
Settimo e ultimo peccato capitale, l’accidia caratterizza il nostro tempo insieme alla lussuria. È il peccato della pigrizia, dell’indifferenza nei confronti di se stesso e degli altri, dell’indolenza, dell’apatia, della tendenza alla depressione.
Nell’accezione di pigrizia, simbolo di questo peccato è Maurizio Costanzo, giornalista e showman: in un’intervista di qualche anno fa, fatta da Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera, ha confessato di essere «uno nato pigro. Uno che se potesse non farebbe niente. Le mie vacanze ideali sarebbero stare fermo. Il mare. Una piscina d’acqua salata. Qualche libro. I giornali. Mia moglie, due amici con cui chiacchierare. Fine. Sa qual e’ il mio sogno? Addormentarmi al pomeriggio davanti a un televisore acceso. Felice di non fare niente». Più pigro di così…!
di Vanessa Cappella

Author: Redazione (935 Articles)
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