ORA D’ISLAM NELLE SCUOLE? NO GRAZIE!


01_11_09_FOCUS_ORA_D'ISLAM.CRISAFULLI.jpgAlla proposta del sottosegretario allo sviluppo economico, Adolfo Urso, di inserire l’ora di religione islamica tra gli insegnamenti scolastici, è arrivato secco il no di Maroni e di buona parte della maggioranza. Ora d’islam nelle scuole? No grazie! Tra le motivazioni addotte dal Ministro dell’Interno la non chiarezza del Corano, soggetto all’interpretazione dell’ Imam e privo di un messaggio chiaro da trasmettere agli studenti. Secondo questa sua prospettiva si rischierebbe di generare confusione, inducendo gli alunni ad adottare un punto di vista poco oggettivo e parziale. D’accordo l’Italia dei Valori, che si è dichiarata favorevole, purché quell’ora di religione venga avvalorata da un corpo docente competente, con professori “autorizzati dallo Stato”. Ha fatto dunque discutere l’istanza, emersa durante il seminario delle fondazioni di Gianfranco Fini e Massimo D’Alema.

Mentre ci sarebbe un accordo tra gli schieramenti (Lega esclusa), sul concedere il diritto di voto nelle amministrative agli extra-comunitari, residenti nel nostro Paese da almeno cinque anni. Contrario all’ora d’Islam, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato: “E’ una proposta generosa, ma che dimostra una confusione grande. Un conto è infatti costruire una società multietnica e multirazziale, dove nessuno si senta isolato, altro è creare una società multiculturale, senza valori certi, senza identità”. L’integrazione dunque non partirebbe dalle aule scolastiche, “rinnegando” i principi cattolici che hanno da sempre contraddistinto il nostro paese. In disaccordo, come da statuto, la Lega Nord che con Calderoli ha suggerito di rendere obbligatoria, e non più discrezionale, l’ora di religione cattolica nelle scuole italiane.

La gente in piazza e per le strade si divide. Alcuni sostengono che l’identità cattolica dell’Italia non possa esser messa a repentaglio da alcuna forma di apertura verso nuovi paradigmi. Altri ritengono invece che, in una società multietnica come la nostra, sia necessario anche a scuola dare la possibilità di conoscere l’Islam, soprattutto a coloro che appartengono alle comunità musulmane. Come ha risposto Benedetto XVI a queste “provocazioni”? Contrariamente a quanto si possa pensare, secondo il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Monsignor Rino Fisichella, il Papa sarebbe favorevole alla proposta. Purché l’insegnamento del credo musulmano sia caratterizzato da dati oggettivi e concreti e sia privo di forme d’indottrinamento, che possano indirizzare il pensiero degli alunni. Dal conservatorismo più forte al riformismo più acceso, da destra a sinistra, le forze politiche si dibattono tra la scelta/necessità di prendere atto delle mutate condizioni socioculturali del nostro Paese (promuovendo istanze adeguate) e la volontà di preservare un’identità, quella cattolica, ancora pregnante nella nostra cultura.

di Lorena Crisafulli

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