Dante, Inferno e il Viaggio
Si entra all’Inferno con tre dei sette peccati …
Ed ecco, quasi al cominciar dell’erta,/una lonza leggiera e presta molto,/che di pel macolato era coverta. Nel primo canto della Commedia tre fiere si presentano a Dante a impedirgli il viaggio verso la salvezza: una lonza, un leone, una lupa. Rappresentazioni allegoriche di tre peccati che ostacolano il pentimento e la conversione del peccatore, raffigurano al contempo tre impedimenti particolarmente gravi al raggiungimento dell’ordine politico e militare della società cristiana. Secondo l’ipotesi più antica e più accreditata, la lonza è simbolo di lussuria, il leone di superbia, la lupa di avarizia: «tre vizi che comunemente più occupano l’umana generazione» (Ottimo). Da dove provenivano quelle tre bestie? Da un punto di vista letterario, dalla Bibbia: «Per questo li azzanna il leone della foresta, il lupo delle steppe ne fa scempio, il leopardo sta in agguato vicino alle loro città, quanti ne escono saranno sbranati; perché si sono moltiplicati i loro peccati, sono aumentate le loro ribellioni». E’ il profeta Geremia che lancia la sua geremiade contro il corrotto regno di Giuda.
Peccati, quindi, da interpretare non in dimensione privata, ma come caratteri negativi di tutta la società del tempo (e oltre!). E se i peccati personali diventano peccati universali, lo stesso ruolo dantesco travalica i propri confini fino ad identificarsi con l’umanità. L’espressione del sociale è anche nel titolo dell’opera: “Commedia”, dal greco antico komodìa, deriva da kòmos («corteo», «processione») e odè («canto»). Dante è autore-giudice: distribuisce dannazioni e salvezze, pene e beatitudini, assurgendo ad una visione divina. Dante è attore, protagonista del viaggio e personaggio principale della vicenda. Ma Dante è soprattutto pellegrino, è il rappresentante dell’intera umanità: «nel mezzo del cammin di nostra vita», per l’appunto. Quello dantesco è il viaggio dell’uomo verso la redenzione, il viaggio di un esule teso ad espiare le proprie colpe per ottenere un bene di natura spirituale. Nella Commedia c’è la gioia e il dolore di ognuno, l’orgoglio e il coraggio del vivere, infrenato dal timore morale, sorretto e animato dall’alta speranza. Non a caso, il concetto è espresso con maggior chiarezza pochi versi dopo l’apparizione delle tre fiere: appare il veltro che secondo la profezia virgiliana sarà il solo capace di sconfiggere la lupa. Veltro, né preciso personaggio storico, né identificazione di una riforma morale della società: nel veltro, come sostiene Paolo Baldan, si nasconde semplicemente Dante stesso con la sua opera finalizzata alla salvezza dell’umanità.
di Maria Rosaria Re

Author: Redazione (935 Articles)