Riforma della Giustizia. Al via la depenalizzazione dei Reati Gravi
Depositato oggi dal gruppo del Partito della Libertà al Senato, il ddl sul processo breve. Il testo si articola in tre punti. Il primo punta l’attenzione sul concetto di Durata ragionevole, “Non sono considerati irragionevoli i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma 2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma”.
Prescrizione, quindi, per quei processi in corso in primo grado per reati inferiori ai dieci anni di reclusione. Esprime soddisfazione per questo il Ministro della Giustizia Angelino Alfano secondo cui la Riforma della Giustizia finalmente “va nella direzione dell’accelerazione dei processi”.
Il Secondo Estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole recita “La norma intende adeguare il sistema processuale alla convenzione europea dei diritti dell’uomo (art.6) e alla Costituzione (art.111, comma 2) e contenere entro limiti fisiologici il contenzioso derivante dalle procedure di equa riparazione (cd. Legge Pinto)”.
In conclusione, le tempistiche di applicabilità prevedono che “le disposizioni dell’articolo 2 (sull’estinzione dei processi) si applicino ai processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla corte d’appello o alla corte di cassazione”
Salvi tutti quindi o quasi.
Depenalizzazione dei Reati Gravi. Quali sono i reati per cui avrà effetto il disegno di legge? “Abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino“. Reati Gravissimi che non possono e non devono essere depenalizzati, perché oltre che un assurdo passo indietro nei confronti del diritto penale, rappresenta un attentato alla tutela dei diritti dei cittadini.
Durissima la replica del PD. Secondo Anna Finocchiaro, Capogruppo Pd in Senato “Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero”.
Antonio Di Pietro, Italia dei Valori, fa sapere che a breve chiederà una raccolta di firme per realizzare un referendum contro la legge definita incostituzionale: «Migliaia di processi dei maggiori scandali italiani, da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti dichiarati estinti. È la più grossa amnistia mascherata della storia».
Nel frattempo, ritorna in auge anche l’immunità per le alte cariche dello Stato.
Cosa altro dovremo aspettarci? Processi lampo, sicuramente. Ma una legge che si presenta incostituzionale é grave. Tanto più se anche nelle fila del partito che l’ ha sostenuta c’è una certa, e ben fondata, perplessità.
di Romina Toscano

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