Le strade della violenza: dal caso Cucchi all’omicidio Sandri
La morte in carcere del giovane romano Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre a Roma perché in possesso di sostanze stupefacenti, sta rimbalzando ormai da settimane nei notiziari nazionali. Stefano Cucchi ha perso la vita nel carcere di Regina Coeli il 22 ottobre per ragioni ancora misteriose.
“Caduto per le scale” si leggeva nella versione dell’autopsia, ma le foto del suo cadavere, che hanno fatto il giro del web, hanno smobilitato l’opinione pubblica, ed in televisione se ne è tornato a parlare.
Il tutto è sfociato, pochi giorni dopo, in un corteo a Roma, tenutosi sabato 7 novembre, nel quale ci si è scagliati contro le forze dell’ordine. Il caso Cucchi è stato passato come un fatto di cronaca in via di definizione: sarà presente puntualmente nelle agende dei notiziari dei prossimi giorni, ma non è stato affatto al centro dei discorsi dei salotti di approfondimento in tv.
Ben diversa è la questione per quanto riguarda il Web, dove tante piccole community di decine di migliaia di persone sono intervenute nel loro salotto virtuale per parlare della morte di Stefano Cucchi.

Stessa cosa accadde, guarda caso, due anni fa con il caso dell’omicidio di Gabriele Sandri: tanto silenzio sul processo all’omicida, giusto due chiacchiere in tv sui rapporti tra forze dell’ordine e tifosi, e poco altro. Sul web Gabriele Sandri è un’icona, un volto, un simbolo del giustizialismo di sangue che in Italia sembra tanto andare di moda nei corridoi del potere.
Nominato in suo onore il Parco Gabriele Sandri lo scorso 11 novembre, nella zona Balduina, a Roma: la rinascita di un santo, che tutto ha avuto dalla comunità alla quale apparteneva, quella del tanto odiato mondo ultras.

Author: Redazione (935 Articles)