DAL NOSTRO INVIATO. 50 ANNI DI GIORNALISMO ITALIANO

dal nostro inviato copertinaDal nostro inviato. 50 anni di giornalismo italiano” di Silvana Cirillo e Giuseppe Neri (edito da Bulzoni, 2009) è un’antologia che accompagna il lettore in un viaggio tra le pagine più toccanti e memorabili del giornalismo italiano. Filo conduttore è il connubio tra arte letteraria e informazione giornalistica, nonché la difesa di quell’aspetto del giornalismo che punta ad emozionare il lettore, a coinvolgerlo, a raccontare gli eventi in modo tale che rimangano a lungo nella mente e nel cuore di chi legge.

Il bello scrivere è sempre stato una caratteristica del nostro giornalismo (la grande fortuna riscossa in passato dalla Terza pagina lo testimonia) e non può essere condannabile: eppure, negli ultimi anni si è assistito ad un crescente ripudio della forma commento all’interno del pezzo giornalistico. Si preferisce avvicinarsi al modello americano, che promuove una comunicazione scevra da “inutili fronzoli” e meramente tecnica. Nell’introduzione all’antologia, Silvana Cirillo centra il punto: «Che senso può avere, ormai, porre la distinzione tra lo “scrittore-artista” e il “giornalista-artigiano”? Ogni artista autentico sa essere anche un grande artigiano».

L’antologia consta di quarantaquattro articoli, ordinati cronologicamente dal 1949 al 2008 e scritti da alcuni dei più grandi nomi del giornalismo italiano, tra cui Tommaso Besozzi, Anna Maria Ortese, Indro Montanelli, Oriana Fallaci, Camilla Cederna, Giampaolo Pansa, Piero Ottone, Luigi Pintor, Enzo Biagi, Dacia Maraini, Eugenio Scalfari, Enzo Bettiza, Vittorio Zucconi. Diversi sono gli articoli in grado di provocare emozione nel lettore, con una maestria della scrittura e un modo di ricostruire gli eventi in grado di porsi davvero al confine con la letteratura. Esemplare in questo senso l’articolo “Il delitto di Rina Fort” di Dino Buzzati: il giornalista (poi scrittore), partendo dal fatto di cronaca, immagina il futuro di una donna colpevole di omicidio e la vede ormai anziana aggirarsi nei pressi di quella che una volta era la sua casa, in una città che non riconosce più dopo i tanti anni passati in carcere.

Le pagine più toccanti dell’antologia spettano però a Vittorio G. Rossi con “Non ti dimenticherò mai Jacqueline”, a Oriana Fallaci con “L’assassinio di Martin Luther King”, a Camilla Cederna con “Una bomba contro il popolo”, a Paolo Gambescia con “Anche da morto dialoga col mondo” (dedicato alla morte di papa Giovanni Paolo II). Tutti ritratti emozionanti di eventi che hanno colpito la sensibilità e la coscienza di milioni di persone, ritratti che riescono a restituire al lettore la costernazione, il dolore, la partecipazione vissuta in anni più o meno lontani dal presente. Sono presenti però anche articoli più leggeri e scanzonati, come quello di Anna Maria Ortese “Al Giro d’Italia”, di Sergio Saviane “Nel 1970 nasceva il mezzobusto”, di Nello Ajello “Totò e Peppino. Lo sketch di esistere”, di Gianni Mura “L’Italia per la quarta volta campione del mondo”.

“Dal nostro inviato” è un’antologia interessante e meritevole di attenzione, nonché un modo per riflettere sull’essenza di un giornalismo in grado di attingere alle acque della letteratura senza rimanere sacrificato.

Recensione a cura di Vanessa Cappella

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